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Diverticolite ed alimentazione.

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Cosa è la Diverticolite

La diverticolite è una patologia gastroenterica che interessa la porzione crassa dell’intestino.

I diverticoli sono delle vere e proprie alterazioni anatomiche del colon che, in base alla natura patologica ed al livello di gravità, possono essere di due tipologie differenti.

  • I diverticoli meno problematici sono caratterizzati da estroflessioni della mucosa e della sotto-mucosa che tendono ad invaginarsi all’interno di loci di minor resistenza della parete, come i punti di penetrazione delle arterie attraverso lo strato muscolare liscio.
  • I diverticoli più gravi, ovvero quelli “veri” (meno frequenti), sono invece formati da un’estroflessione di tutti gli strati della parete intestinale.

La diverticolite si manifesta quando i diverticoli si infettano/infiammano e danno origine ad un disturbo in forma acuta. Tuttavia, se questi rimangono sani ed asintomatici, la condizione viene definita semplicemente diverticolosi.
Per evitare di distinguere continuamente le due fasi, soprattutto nei soggetti che si ammalano frequentemente, si parla di malattia diverticolare.

Le cause 

La dieta povera di fibre (<20g al giorno) è solo una delle possibili cause della diverticolite.
Altre cause sono da ricercarsi in un cattivo stile di vita, che portano all’abitudine a ritardare l’evacuazione e alla stipsi, oppure a un ridotto diametro del sigma, l’ultima parte del colon discendente.
Fra i fattori di rischio per lo sviluppo di diverticoli va senz’altro incluso l’invecchiamento; con il passare degli anni, infatti, le pareti esterne del colon tendono a ispessirsi e ciò provoca un restringimento dello spazio interno; si ha così un aumento della pressione all’interno del colon che facilita la formazione di estroflessioni.


Diverticolite: segni e sintomi

Se i diverticoli sono sede di infiammazione e/o di infezione, si giunge alla diverticolite.
I segni e i sintomi della malattia ricordano molto quelli dell’appendicite, ma nel caso di diverticolite, la sensazione dolorosa viene avvertita nella zona addominale inferiore sinistra invece che in quella inferiore destra.
Nella gran parte dei casi il dolore è piuttosto intenso e si manifesta in modo improvviso, ma alcuni soggetti avvertono inizialmente un dolore piuttosto lieve che ha la tendenza ad aumentare di intensità nel giro di alcuni giorni.
Segni e sintomi piuttosto comuni che si registrano in caso di diverticolite sono la febbre, la nausea e la diarrea. Meno frequentemente si hanno gonfiore addominale, sanguinamento dal retto, poliuria, disuria e vomito.

Diverticolite: le complicazioni

La presenza di diverticolite può dar luogo, in alcuni casi, a complicazioni che possono essere anche molto serie:

  • formazione di fistole: una fistola è una perforazione di un tessuto che mette in comunicazione due organi diversi. Le fistole che si formano in seguito alla diverticolosi o diverticolite possono interessare il colon e la pelle, oppure il colon e la vescica, quest’ultimo caso è il più serio perché può originare infezioni anche alle vie urinarie.
  • Perforazione con eventuale peritonite: se l’infezione non è curata e debellata, può dare origine a un ascesso, con conseguente perforazione della parete del colon e peritonite diffusa.
  • Occlusione intestinale: le cicatrici che si formano in seguito alla guarigione del processo infiammatorio della diverticolite possono restringere il colon e occludere parzialmente o completamente il transito delle feci.
  • Emorragia: se si verifica la rottura dei vasi all’interno dei diverticoli, può verificarsi un’emorragia di entità e durata varie a seconda del danno provocato. Si tratta tuttavia della complicazione più rara.


ALIMENTI CONSIGLIATI O PERMESSI NELLA DIVERTICOLITE

​Sia alla ripresa dell’alimentazione dopo complicanze che in corso di infiammazione, sono comunque permessi  banana e mela, zucchine, carote lesse e patate nonché i centrifugati di frutta e verdura.

In corso di un episodio infiammatorio e nelle settimane successive può verificarsi una temporanea intolleranza al lattosio. Possono essere tuttavia assunti latticini a ridotto contenuto di lattosio quali lo yogurt, o contenente lattosio in quantità trascurabili, come il parmigiano.


ALIMENTI DA ELIMINARE O RIDURRE  NELLA DIVERTICOLITE

  • Eliminare cioccolato, cibi fritti, piccanti, bevande alcoliche e gassate.
  • Per un breve periodo, dopo la fase acuta, eliminare alimenti ad alto contenuto in lattosio come il latte e i formaggi freschi, così come insaccati contenenti lattosio come il prosciutto cotto ed i wurstel.
  • Per un breve periodo dopo la fase acuta evitare cibi ricchi in fibra: frutta, verdura (tranne quelle sopra indicate), legumi, prodotti integrali, carni molto fibrose.
  • Evitare in particolare le varietà di frutta e verdura per le quali non è possibile rimuovere i semini o ad alto contenuto di fibra: fichi, fragole, lamponi, ribes, more, kiwi, melograno, fagiolini, semi di girasole, nocciole e mandorle.


VIA LIBERA AI CIBI PROBIOTICI

Per favorire il benessere intestinale e prevenire accumuli di tossine e fenomeni putrefattivi, si consiglia di arricchire la dieta con cibi probiotici.
Via libera dunque a yogurt, kefir, tofu, crauti ecc. Questi alimenti sono infatti ricchi di lactobacilli e bifidobatteri, che vanno a supportare la flora intestinale favorendo l’equilibrio.

Dott. Febo Quercia – Biologo Nutrizionista

Per info e contatti: cell. 347.5706003

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