La Cheto non è una dieta “alla moda” ma una terapia.

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La stagione dei matrimoni si avvicina, le spiagge chiamano e, come ogni anno, i nutrizionisti si preparano a ricevere la solita ondata di richieste disperate: “Dottoressa, mi fa una chetogenica? Ho il matrimonio di mia cugina tra tre settimane e devo entrare nell’abito!” oppure “Mi serve un digiuno intermittente, tra un mese parto per Formentera!”. Sembra quasi che la scienza della nutrizione sia stata creata per risolvere i drammi da prova costume, e non per tutelare la salute pubblica. Ma la vera tragedia non è la richiesta in sé: è la convinzione diffusa che una dieta chetogenica sia la scorciatoia miracolosa per perdere peso in fretta e senza conseguenze. E qui, cari lettori, inizia la nostra polemica.

La chetogenica: terapia, non dieta da copertina

Partiamo da un dato di fatto, supportato da decenni di letteratura scientifica e da linee guida internazionali: la dieta chetogenica non è una dieta “alla moda”, ma una terapia medica utilizzata per trattare patologie ben precise, come l’epilessia farmaco-resistente, alcune malattie metaboliche rare e, in casi molto selezionati, patologie oncologiche e neurodegenerative. Non è stata concepita per farvi entrare nei pantaloni bianchi del matrimonio o per regalarvi l’illusione di una silhouette da influencer in due settimane. La chetogenica è una strategia clinica che richiede un’attenta valutazione, monitoraggio costante e un team multidisciplinare di professionisti. Non è, e non sarà mai, la soluzione rapida per chi ha procrastinato la dieta fino all’ultimo minuto.

Gli studi scientifici sono chiari: la chetogenica funziona come terapia adiuvante nell’epilessia resistente ai farmaci, con tassi di risposta che variano dal 22% al 70% a seconda della popolazione e della tipologia di dieta chetogenica applicata. Nel trattamento di alcune forme di tumore, la chetogenica può modulare il metabolismo delle cellule neoplastiche, ma solo in protocolli sperimentali e sotto rigidissimo controllo medico. In tutti gli altri casi, la sua applicazione fuori indicazione è priva di fondamento scientifico e potenzialmente pericolosa.

I rischi di una chetogenica “fai da te”

Ma cosa succede quando la chetogenica viene prescritta – o peggio, improvvisata – a chiunque voglia dimagrire in fretta senza una reale necessità clinica? I rischi sono numerosi e documentati dalla letteratura internazionale. Innanzitutto, la chetogenica è una dieta fortemente sbilanciata: l’apporto di carboidrati viene drasticamente ridotto, mentre quello di grassi (spesso saturi) aumenta notevolmente. Questo squilibrio comporta un aumento del colesterolo LDL (“cattivo”), con conseguente incremento del rischio cardiovascolare. Non è un caso che le principali società scientifiche raccomandino di limitare i grassi saturi a meno del 7% delle calorie totali giornaliere.

Seguire una chetogenica senza controllo espone inoltre a carenze di micronutrienti essenziali come selenio, magnesio, fosforo, vitamine del gruppo B e vitamina C. Il rischio di calcoli renali, steatosi epatica, pancreatite, stipsi cronica e reflusso gastroesofageo è tutt’altro che trascurabile. Nei soggetti con disturbi del metabolismo lipidico o con patologie epatiche e renali, la dieta chetogenica può addirittura peggiorare le condizioni cliniche, portando a complicanze gravi e, in alcuni casi, irreversibili.

E non dimentichiamo gli effetti collaterali più comuni: nausea, vomito, letargia, irritabilità, perdita di massa muscolare e, soprattutto, una drammatica riduzione della qualità della vita. Perché, diciamolo chiaramente, vivere a pane e salame è già difficile; vivere senza pane e con la costante minaccia dell’alito chetonico è una punizione che nessuno dovrebbe infliggersi senza una reale motivazione clinica.

Le linee guida italiane: la sana alimentazione non è una moda

Le Linee Guida per una Sana Alimentazione, elaborate dal CREA in collaborazione con le principali società scientifiche e istituzioni pubbliche, sono inequivocabili: la prevenzione delle patologie croniche passa attraverso un’alimentazione equilibrata, varia, ricca di frutta, verdura, cereali integrali, legumi e povera di grassi saturi e zuccheri semplici. Queste linee guida, aggiornate periodicamente e basate sulle migliori evidenze disponibili, rappresentano il punto di riferimento per la popolazione generale e per i professionisti della salute. La chetogenica, semplicemente, non rientra tra le strategie raccomandate per il dimagrimento nella popolazione sana.

Digiuni intermittenti: la nuova frontiera del pressapochismo

Non paghi della chetogenica, molti pazienti si lanciano sul carrozzone del digiuno intermittente, convinti che saltare la colazione sia la chiave per la felicità e la magrezza eterna. Anche qui, la scienza è chiara: il digiuno intermittente può avere effetti positivi su alcuni parametri metabolici, ma non è superiore – a parità di calorie – ad altri modelli alimentari equilibrati. E soprattutto, non è adatto a tutti: bambini, adolescenti, donne in gravidanza, anziani e persone con patologie croniche dovrebbero evitarlo come la peste, a meno di indicazione specifica e monitoraggio medico.

La responsabilità (e i reati) dei professionisti compiacenti

Arriviamo ora al vero nodo della questione: la responsabilità dei professionisti che, pur di accaparrarsi clientela, propongono chetogeniche e digiuni intermittenti a chiunque, senza valutazione clinica, senza monitoraggio, senza rispetto delle linee guida e, spesso, senza nemmeno una reale abilitazione professionale.

Questa prassi non è solo deontologicamente inaccettabile: è anche penalmente rilevante. Il Codice Penale italiano, all’articolo 348, punisce l’esercizio abusivo della professione sanitaria. La Legge 396/67 e il D.Lgs 502/92 regolamentano la professione del dietista e del nutrizionista, imponendo l’obbligo di attenersi alle linee guida e di operare sempre nell’interesse della salute pubblica. La prescrizione di diete chetogeniche fuori indicazione, senza monitoraggio e senza reale necessità clinica, può configurare i reati di lesioni personali colpose (art. 590 c.p.), esercizio abusivo della professione (art. 348 c.p.), omissione di atti d’ufficio (art. 328 c.p.) e, nei casi più gravi, omicidio colposo (art. 589 c.p.).

Inoltre, il Codice Deontologico dei Dietisti e dei Biologi Nutrizionisti vieta espressamente la prescrizione di diete non supportate da evidenze scientifiche o potenzialmente dannose per la salute. Chi viola queste norme rischia la sospensione o la radiazione dall’albo professionale, oltre a pesanti sanzioni civili e penali.

La scienza non è una scorciatoia

Cari pazienti, la scienza non è una scorciatoia per risolvere i problemi dell’ultimo minuto. Non esistono diete miracolose, né strategie che possano cancellare in due settimane mesi (o anni) di abitudini scorrette. La chetogenica è una terapia, non un abbonamento alla palestra; il digiuno intermittente è una strategia, non un pass per la prova costume. Affidatevi a professionisti seri, pretendete sempre una valutazione personalizzata e diffidate da chi vi promette risultati rapidi senza rischi. Perché la salute non è una moda, e la scienza non si piega alle esigenze del calendario sociale.

E ai colleghi che, per compiacere il mercato, si improvvisano chef della chetosi: ricordate che la vostra responsabilità non si misura in chili persi, ma in vite tutelate. La medicina, anche quella della nutrizione, non è uno spettacolo da social, ma un servizio alla collettività. E la legge, prima o poi, presenta sempre il conto.

Fonti scientifiche sulla dieta chetogenica come terapia

  • Kossoff EH, et al. “Optimal clinical management of children receiving the ketogenic diet: Recommendations of the International Ketogenic Diet Study Group.” Epilepsia. 2009 Feb;50(2):304-17.
    Link PubMed
  • Neal EG, et al. “The ketogenic diet for the treatment of childhood epilepsy: a randomised controlled trial.” Lancet Neurology. 2008 Jun;7(6):500-6.
    Link PubMed
  • Masino SA, Rho JM. “Mechanisms of ketogenic diet action.” Epilepsia. 2012 Jan;53 Suppl 1:85-92.
    Link PubMed
  • Paoli A, Rubini A, Volek JS, Grimaldi KA. “Beyond weight loss: a review of the therapeutic uses of very-low-carbohydrate (ketogenic) diets.” European Journal of Clinical Nutrition. 2013 Aug;67(8):789-96.
    Link PubMed

Linee guida e raccomandazioni ufficiali

  • CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria). “Linee guida per una sana alimentazione italiana.” Edizione 2018.
    Link documento PDF
  • Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU). “LARN – Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana.” IV Revisione, 2014.
  • American Heart Association. “Dietary Fats and Cardiovascular Disease: A Presidential Advisory From the American Heart Association.” Circulation. 2017;136:e1–e23.
    Link PubMed

Rischi e controindicazioni della dieta chetogenica

  • Freeman JM, Kossoff EH, Hartman AL. “The ketogenic diet: one decade later.” Pediatrics. 2007 Mar;119(3):535-43.
    Link PubMed
  • Bilsborough SA, Crowe TC. “Low-carbohydrate diets: what are the potential short- and long-term health implications?” Asia Pacific Journal of Clinical Nutrition. 2003;12(4):396-404.
    Link PubMed
  • Cai QY, et al. “Safety and tolerability of the ketogenic diet in children with refractory epilepsy: A systematic review and meta-analysis.” Epilepsy Research. 2017 Feb;132:17-25.
    Link PubMed

Digiuno intermittente: evidenze scientifiche

  • Patterson RE, Sears DD. “Metabolic Effects of Intermittent Fasting.” Annual Review of Nutrition. 2017;37:371-393.
    Link PubMed
  • Tinsley GM, La Bounty PM. “Effects of intermittent fasting on body composition and clinical health markers in humans.” Nutrition Reviews. 2015 Oct;73(10):661-74.
    Link PubMed

Normativa e deontologia professionale

  • Codice Penale Italiano, artt. 348, 590, 589, 328.
    Testo ufficiale
  • Legge 396/1967 – Ordinamento della professione di dietista.
  • D.Lgs. 502/1992 – Riordino della disciplina in materia sanitaria.
  • Codice Deontologico dei Dietisti (ANDID) e dei Biologi (ONB).
    Codice ANDID
    Codice ONB

Dott. Febo Quercia – Biologo Nutrizionista
Per info e contatti: cell. 347.5706003