La società, la città durante e dopo la pandemia.

By on 19 Novembre 2020

Osservatorio Metropolitano apre il nuovo ciclo di dibattiti

BASSETTI: PANDEMIA, SPECCHIO DELLA CRISI DELLA DEMOCRAZIA

COLOMBO CLERICI: MILANO GIANSENISTA E LA NUOVA TRASFORMAZIONE        

Il confucianesimo comunitario asiatico vince sull’occidente individualista: lo dimostra la fase attuale della pandemia che vede Covid-19 quasi scomparso in estremo oriente e affliggere invece Europa e America. Ed è la riflessione di Piero Bassetti, brillante 92enne, uno dei più illustri e noti esponenti della politica alta milanese ed italiana, espressa al dibattito online “La pandemia tra Milano, Italia, Europa, mondo” organizzato per Osservatorio Metropolitano dal Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano, ArchxMi e Aim-Associazione interessi metropolitani.

Presentato dal conduttore Gianni Verga,  Bassetti ha citato alcune risposte da lui fornite alle 100 domande postegli da Stefano Rolando, sociologo e guru della comunicazione,  nel libro-intervista “Glocal a confronto. Piero Bassetti riflette sulla pandemia”, Luca Sossella editore, prefazione di Riccardo Fedriga, professore di filosofia all’Università di Bologna, anche loro presenti al dibattito. Uscito in parallelo con “Pandemia. Laboratorio di comunicazione pubblica”, i due libri   hanno trovato la loro matrice e la loro lavorazione nel quadro dell’Osservatorio sulla Comunicazione pubblica dell’Università IULM che ha orientato fin da febbraio un monitoraggio permanente su “Media, Comunicazione e Coronavirus”.

Prosegue Bassetti: “Il mondo non ha reagito in modo uguale all’arrivo della pandemia, per la semplice ragione che si è diviso fin dalle prime avvisaglie su una premessa di fondo. Chi era predisposto – anche culturalmente – a percepire il ‘contagio’ come un evento comune, comunitario, collettivo e chi poneva al centro del campo un sistema planetario di individui. La cosa che più mi impressionò quando andai le prime volte in Cina fu di constatare che da  migliaia di anni il medico cura i malati rigorosamente nel quadro della responsabilità della comunità. Per capirci: “La mia sopravvivenza sono cavoli miei”, tendono a pensare gli occidentali. “La mia sopravvivenza è un problema della comunità”, pensano invece gli orientali.

 “Oggi si potrebbe dire: facendo così della salute un tema glocal. Non solo del local (l’individuo), non solo del global (il gpianeta). Dalla ricerca alla terapia questo approccio ti prepara in modo diverso a una vicenda come quella in corso che  ha messo in evidenza il declino della democrazia, come la intendiamo in occidente.  Anche la ‘democrazia rappresentativa’ ha una sua dimensione di ossimoro. La ‘crazia’, il potere, è usata dal ‘demo’, il popolo. Se il demo non ha l’intelligenza di capire che la crazia all’80 % è orientata contro di lui, finisce per determinare un ciclo in cui quel potere lo instupidisce.”  

E Milano  come si inserisce nel contesto globale? Secondo Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia “pur gravemente ferita, Milano continua  a svolgere il compito storico di tenere  agganciato il Paese all’ Europa e al mondo. Anzi, l’avere la pandemia messo in discussione un rapporto di relazioni consolidato (lavoro, ricerca, cultura e quant’altro) può costituire la ragione del sorgere di nuove modalità di vivere e lavorare.  Esempio ne sono la recente sfilata di Armani in rete, il ritorno di Valentino a Milano dopo 13 anni, Coima, Covivio e Prada con il Villaggio Olimpico.  Non è un fatto che Milano abbia saputo sempre rinnovarsi – basti pensare alla trasformazione da città industriale a città del terziario avanzato e della conoscenza – mantenendo il proprio ruolo assieme ad altre città che il business guru Jonas Ridderstrale ha definito ‘ motori di crescita, cioè soggetti economici che producono valore.

“Milano resta forte e resiliente grazie a quella formazione giansenista che Giorgio Rumi riassumeva come insieme di religione, valori morali, famiglia, laboriosità tesi al risultato; e che Eugenio Radice Fossati definiva ‘milanesità, come brace che cova sotto la cenere pronta alla fiammata quando le circostanze lo impongono’.

Colombo Clerici conclude: “Assoedilizia si prefigge di accompagnare questo cambiamento sociale e culturale con iniziative in collaborazione con istituzioni pubbliche e private quali Università degli Studi, Università Bocconi,  Ambrosianeum, Fabbrica del Vapore, Fiera di Bologna, Comitati di quartiere. Il dibattito di questa sera, promosso dal Collegio, da Archxmi, da AIM è un passaggio importante di questo percorso.

Prossimi dibattiti, sempre online sulla piattaforma BigMarker: martedì 1 dicembre 2020, ore 18 “La residenza universitaria. Il ruolo del Collegio di Milano”; martedì 15 dicembre 2020 ore 18, “Milano e la sua architettura nello sguardo della fotografia”.  

Osservatorio Metropolitano   ha il patrocinio dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Milano, di Assoedilizia, di Cersu-Centro regionale di studi urbanistici della Lombardia, della Fondazione Ordine ingegneri provincia di Milano. Ha quale obiettivo, trattando argomenti urbanistici, tecnici, sociali, culturali, di finalizzare ad approfondire le diverse questioni che stanno alla base delle future proposte sullo sviluppo di Milano e della Città Metropolitana.

Foto d’Archivio: Piero Bassetti imprenditore e storico primo presidente della Regione Lombardia, con il pres. IEA, Achille Colombo Clerici

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