Clerici: Esenzione ventennale imposta sui redditi per immobili nuova produzione

By on 5 Settembre 2014

Cernobbio. Esenzione ventennale dall’imposta sui redditi per gli immobili di nuova produzione o rigenerazione destinati stabilmente alla locazione.» 

Intervista al presidente di Assoedilizia, Achille Colombo Clerici, partecipante al Forum Workshop Ambrosetti di Cernobbio 2014:

« L’ economia italiana ha bisogno di una gran massa di investimenti.
Il risparmio privato c’e’.
Ma, per esser investito non dev’esser espropriato dallo Stato attraverso la fiscalita’ e poi reimmesso dallo stesso nel ciclo degli investimenti. 
Cio’ provocherebbe il collasso definitivo del sistema, in quanto acuirebbe in modo irrimediabile lo stato di sfiducia oggi latente.

Questo risparmio deve essere viceversa mobilitato attraverso un opportuno meccanismo di incentivazione. Assoedilizia ha una sua proposta.

Per far crescere i consumi occorre far ripartire il motore dell’economia e non redistribuire le energie di un motore che si sta fermando per mancanza di carburante.

Economisti e sociociologi, da Mario Draghi a Luca Ricolfi, stanno attestando quanto gia’ percepivamo un anno fa semplicemente constatando lo stato d’ animo del mondo dell’economia immobiliare.

Quest’ultima e’ il pilastro cardine dell’economia generale: ma, come motore, le viene a mancare il carburante della fiducia da parte dell’ “universo” degli investitori-famiglie.

La sfiducia e’ generata a sua volta, oltre che dal pesantissimo ed intollerabile carico fiscale gravante sul settore, dallo stato di incertezza circa la futura tassazione.

Come se non bastasse la revisione catastale in atto, che avanza sostenuta in modo sconsiderato da chi la considera la panacea di tutti i mali, ma che si traduce in sostanza in una spada di Damocle pendente per anni sulla testa dei contribuenti, si aggiungono le varie notizie riguardanti la prospettazione di misure fiscali per nulla presenti all’attenzione del mondo istituzionionale, ma sollecitate da studiosi che avanzano le ipotesi teoriche piu’ disparate, dall’introduzione della patrimoniale all’ innalzamento delle aliquote dell’imposta sulle successioni e sulle donazioni. 

Nel quadro di bailamme generale di sollecitazioni emotive e reali, che fa perder la testa anche a chi e’ tetragono ad ogni scossa all’intorno, mantenere i nervi saldi e la fiducia e’ quanto mai arduo.

Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. 

Non c’e’ piu’ un privato che investa ex novo negli immobili.Chi puo’ dismette questo tipo di investimento. Anche le misure introdotte in questa materia dal recente decreto “Sblocca Italia” sono di impatto ridotto.
Parallelamente la corsa ad investire in immobili all’ estero e’ irrefrenabile: siamo arrivati ad “esportare” una citta’ come Pisa all’anno; in dieci anni se ne va l’intera Torino.

Cosa stiamo aspettando ? Dum Romae consulitur Saguntum expugnatur.
In altri termini, la pressione fiscale sugli immobili uccide l’economia generale; finche’ non si capira’ cosa serve alla ripresa del settore immobiliare, che non e’ solo produzione e commercializzazione del prodotto edilizio, o investimento di nicchia, ma e’ soprattutto investimento diffuso, non si fara’ ripartire l’economia generale del Paese.

Ha ragione il presidente dell’Ance Buzzetti.
Per la ripresa del settore immobiliare e dell’intera economia italiana occorre una misura che inneschi investimenti per almeno 100 miliardi.
Ma non e’ possibile immaginare che il costo abbia a ricadere sullo Stato, il quale dovrebbe avocare a se’ una enorme massa finanziaria attraverso una impensabile escalation fiscale.

L’unica misura in grado di propiziare un effetto/investimento di tale portata a costo zero per lo Stato, in quanto non genererebbe problemi di “copertura finanziaria”, non importando sacrifici per l’erario, ma solo benefici per le finanze comunali, per gli operatori immobiliari e per la domanda abitativa, potrebbe essere l’esenzione ventennale dall’imposta sui redditi per gli immobili di nuova produzione o rigenerazione destinati stabilmente alla locazione.» 

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