Auto aziendale, la stangata che ricade sui lavoratori.

By on 1 Novembre 2019

La Legge di Bilancio non è ancora arrivata in Parlamento e il governo continua a limare le misure previste nel provvedimento. L’ultima bozza del testo prevede una mini rivalutazione per le pensioni tra 1.522 e 2.029 euro al mese, più fondi per sanità e scuola, una riduzione della tassa su cartine e filtri per le sigarette, che scende da 5 a 3,6 millesimi di euro al pezzo, ma anche una nuova imposta sui premi fino a 500 euro del Gratta e Vinci e del Superenalotto. Crescono anche i fondi per il rinnovo dei contratti nel pubblico impiego, che salgono a 3,2 miliardi a regime, per consentire un aumento mensile medio delle retribuzioni, dice il sottosegretario al ministero dell’Economia, Alessio Villarosa, di 90 euro.

Sulla plastic tax, come sull’inasprimento delle imposte sulle auto aziendali, che adesso tutti vogliono cancellare, o quanto meno rendere meno pesanti.

Le tasse che pagano i dipendenti sulle auto aziendali, se la nuova norma non venisse modificata, sarebbero triplicate per tutti. Per un’auto come una Punto chi guadagna 28 mila euro l’anno pagherebbe 2 mila euro in più. E per come è studiata la norma, determinerebbe una serie di effetti a catena per i dipendenti e le stesse imprese. Attribuendo all’auto aziendale un valore più alto il reddito aumenta, i lavoratori pagano più tasse (come se l’auto fosse a esclusivo uso personale), e le imprese più contributi. Ma non solo, perché l’aumento del reddito prodotto dalla norma ridurrebbe le detrazioni, come quelle sui familiari a carico.

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