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Paolini tiene alta la bandiera del tennis femminile: trionfa a Dubai

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domenica, Aprile 21, 2024

Avevamo bisogno solamente di un po’ di pazienza canterebbero i Guns n Roses. Ed è esattamente quel che abbiamo capito dall’andamento del tennis femminile italiano in questi ultimi tempi. D’altronde, anche nel circuito maschile, un grande successo come quello della Davis è stato anticipato da un sogno solo sfiorato, anche se con tempistiche più ristrette. Come Jannik Sinner ha perso contro Djokovic la Finale delle Finali a Torino, per poi trionfare a Malaga in Davis, l’Italtennis rosa anche era reduce dalla delusione della Billie Jean King Cup di Siviglia in cui Laylah Fernanez lasciò a Jasmine Paolini solamente cinque game nella match per il titolo. Oggi la ragazza tricolore si è completamente riscattata; circa tre mesi dopo la delusione Andalusa Jasmine Paolini ha vinto il titolo nel WTA 1000 di Dubai, la categoria di tornei seconda solamente ai quattro Slam (per rendere l’idea: il torneo di Roma ha lo stesso prestigio di questo giocato negli Emirati).

Jasmine Paolini

Jasmine Paolini campionessa a Dubai

Nel torneo degli Emirati, che chiude lo swing mediorientale (comprendente anche Abu Dhabi e Doha vinti rispettivamente da Rybakina e Swiatek) l’azzurra ha alzato il trofeo più importante della sua carriera e da lunedì ritoccherà il suo best ranking con la quattordicesima posizione. Jasmine Paolini ha sempre dimostrato un grande talento, e fin dal 2014, Tathiana Garbin aveva visto in lei i pregi della predestinata che andavano a superare i suoi stessi limiti: “L’altezza non è un grosso limite, assolutamente, basta guardare gli straordinari risultati di Errani e Vinci”, paragoni importanti spesi per la classe 1996, che oggi ha finlmente iniziato a mantenere. Per la verità, un primo acuto di Jas, lo si era visto anche nel 2022, quando ad Indian Wells era riuscita a rimontare e a trionfare contro la numero 3 (attuale numero 2) del mondo Aryna Sabalenka, per poi arrendersi a Vittoria Golubic. Con il trionfo di Dubai Jasmine ha preso in mano le redini dell’intero movimento femminile della racchetta azzurra, come ha fatto Sinner nel tennis maschile. Esattamente come Jannik anche lei è stata strappata ad un altro sport, il nuoto che ha praticato a lungo da piccola prima di essere iscritta, per volontà dello zio Adriano ad un circolo di tennis, l’inizio della sua storia. Nata a Bagni di Lucca e cresciuta in Versilia, Jas ama sia il mare che la montagna e nelle sue vene scorre sangue polacco per via della madre (che ha anche origini ghanesi e ha sposato un italiano), la Polonia appunto, proprio la Nazione che con 1ga Swiatek sta dominando classifiche e tornei.

Jasmine Paolini

Paolini come Pennetta e Giorgi: il club delle campionesse 1000 italiane

Jasmine affronta sempre le partite con la giusta dose di sorriso e di grinta, le stesse che ha portato in campo a Dubai dove la ruota ha girato dalla sua parte (soprattuto per aver sfruttato il ritiro di Rybakina ai quarti), ma la vittoria non è stata soltanto fortuna. Il sorteggio non è stato benevolo perché al primo turno si è trovata contro Haddad Maia, superata con il brivido dello svantaggio di un set e un break; è stata poi la volta della Fernandez sulla quale si è presa la rivincita dalla BJK Cup e dopo aver a tratti dominato Sakkari ha iniziato ad immaginare il sogno del successo. Un sogno diventato realtà che si è concretizzato per il ritiro di Rybakina, la vittoria contro Cirstea e l’ultimo tassello contro Kalinskaya, con la russa che ha servito per il titolo, ma alla fine ha subito una vendetta da parte dell’azzurra che agli Australian Open aveva eliminato proprio la nuova campionessa di Dubai. Jas, un portento anche in doppio (con Errani ha recentemente vinto il WTA 500 di Linz), è la terza italiana a festeggiare un torneo 1000, rientrando nel ristretto club di cui fanno parte Flavia Pennetta e Camila Giorgi. La Paolini, con il nuovo allenatore Renzo Furlan, ha preso la strada della svolta che le permette di scalare le classifiche, imparando a difendere e mantenendo costante la sua velocità di gioco: “Ha preso molta più fiducia nei propri mezzi” diceva il suo allenatore nei giorni scorsi ai microfoni di Sky Sport. Dallo scorso anno ha vissuto una crescita esponenziale a partire dalla finale di Palermo di luglio e da quella di Monastir ad Ottobre, due partite che le avevano lasciato l’amaro in bocca e che adesso potrà finalmente vedere come un punto di partenza: la verità di campo infatti dice che Jasmine Paolini non sarà una meteora del tennis italiano. Dopo Dubai è pronta a cristallizzare nella memoria, sua e dei tifosi, un successo che la trascina nel libro di storia della racchetta italiana; ormai possiamo dirlo, il tennis è quello sport nel quale alla fine, vince sempre il tricolore azzurro.

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