ATTUAZIONE DEL PIANO NAZIONALE DI RILANCIO E RESILIENZA (PNRR) NEL SETTORE DELL’ISTRUZIONE: PARTONO I BANDI DI GARA

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La Redazione di IQ ha seguito nei giorni scorsi un’ importante conferenza stampa al Ministero dell’Istruzione con i Ministri Bianchi, Bonetti e Carfagna che ha fatto il punto sulle azioni e le prime misure per l’attuazione della parte del PNRR dedicata al mondo della scuola e ne forniamo un breve resoconto per orientarsi tra bandi/avvisi ed importi stanziati.

Il primo dato che evidenziamo ai nostri lettori è che in occasione della conferenza è stato poi presentato il nuovo sito (pnrr.istruzione.it) in continuo aggiornamento, attraverso il quale i cittadini, ma anche le scuole, le altre Istituzioni e gli Enti locali potranno accedere direttamente alle informazioni generali sul PNRR Istruzione e soprattutto ai dati relativi ai finanziamenti (anche in versione open data), ai singoli bandi, ai servizi disponibili per chi dovrà effettuare le opere. In questo modo si potrà verificare lo stato di avanzamento di lavori e investimenti anche attraverso il racconto delle scuole coinvolte.

Il Ministro dell’Istruzione Bianchi nell’ambito della Conferenza stampa ha sottolineato che inizia “ .. il cammino del PNRR, comincia la costruzione della nuova scuola che vogliamo per i nostri bambini e ragazzi, inclusiva, innovativa, accogliente, sostenibile. È un percorso- ha proseguito il Ministro – che faremo insieme ai territori e alle scuole, mettendo a disposizione degli Enti locali semplificazioni e strumenti per agevolare il loro lavoro nella partecipazione ai bandi e nella realizzazione delle opere. Per questo stiamo realizzando una serie di convenzioni con Cassa depositi e prestiti, Agenzia per la coesione, Consip, Autorità nazionale anticorruzione, Sogei, Gse.”

E’ molto importante questo passaggio, soprattutto quello relativo alle convenzioni per dare supporto ai progetti del Ministero e degli enti Locali con altri Soggetti ed agenzie particolarmente qualificate sul piano tecnico e con professionalità specialistiche, perché risponde ad una delle maggiori preoccupazione sull’impiego di queste ingenti risorse in modo efficace e soprattutto nei tempi rapidi previsti dallo stesso PNRR.

Ma veniamo alle prime risorse che sono state “attivate” : si parla di ben oltre cinque miliardi (per la precisione 5,2) per varie voci di investimento, dalla realizzazione e messa in sicurezza di asili nido e scuole per l’infanzia, alla costruzione di scuole innovative, dall’incremento di mense e palestre alla riqualificazione del patrimonio edilizio scolastico.

Un pacchetto di interventi che mette subito a disposizione un terzo dei fondi complessivi previsti nel PNRR per il sistema di Istruzione che ammontano, in tutto, a 17,59 miliardi.

E’ stato ricordato, come anticipato in altri articoli ed interviste di IQ, che in tale importo complessivo sono anche previsti 1,5 miliardi per lo sviluppo del sistema delle Fondazioni degli Istituti Tecnici Superiori, future Academy, come definite dalla riforma (prevista dallo stesso PNRR) ancora in discussione al Senato, sulla quale torneremo nelle prossime settimane.

Veniamo quindi schematicamente ai contenuti del decreto con cui vengono stabiliti i criteri di riparto delle risorse. Ci piace ricordare che particolare attenzione viene data al Sud, con l’obiettivo di colmare i divari esistenti: infatti almeno il 40% dei fondi messi a bando sarà destinato al Mezzogiorno per dare ai territori che ne hanno maggiore carenza mense scolastiche per il tempo pieno, servizi educativi per l’infanzia, palestre, scuole nuove ed efficienti. Più in generale, nell’attribuzione delle risorse saranno considerate la scarsità attuale di infrastrutture nei territori, la densità della popolazione studentesca e, ad esempio, nel caso di mense e palestre, conteranno anche i dati relativi alle difficoltà negli apprendimenti e alla dispersione scolastica.

A questo proposito il Ministro dell’Istruzione ha dichiarato che “Il PNRR è un’azione di sistema che affronta i nodi del Paese. Con gli investimenti nell’istruzione ridurremo l’attuale divario tra Nord e Sud nei servizi educativi, in particolare (nella fascia) 0-6. Garantire un maggiore accesso agli asili nido e alle scuole dell’infanzia significa anche affrontare il tema della denatalità e dare un sostegno concreto all’occupazione femminile. Con queste risorse avviamo, poi, il processo di innovazione della scuola sia sotto il profilo delle infrastrutture che della didattica”.

Sul tema degli asili nido, la cui importanza è stata giustamente rimarcata dal Ministro Bianchi, è poi intervenuta la Ministra per le Pari opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti. In particolare il ministro Bonetti ha dichiarato che “Il PNRR rende possibile un investimento storico per portare finalmente la copertura di asili nido e servizi educativi per l’infanzia al livello degli altri paesi dell’Unione Europea. Assicurare il diritto all’educazione vuol dire tutelare sin dall’infanzia quelle pari opportunità che a tutte le bambine e i bambini vanno assicurate per la loro crescita di cittadine e cittadini già oggi. Il Governo lo fa con una visione integrata, quella del Family Act, che è riforma di accompagnamento del PNRR e che investe al tempo stesso in servizi educativi, nel lavoro femminile e nell’empowerment delle nuove generazioni: è da questa alleanza tra generi e generazioni che il Paese può crescere e ripartire”.

Un altro tema che ha fatto la parte del leone, come anticipato all’inizio, è quello del divario tra Nord e Sud che è stato affrontato in particolare dalla Ministra per il Sud e la Coesione territoriale, Mara Carfagna. “La scuola è il primo, grande banco di prova con cui ci siamo cimentati nell’azione di recupero dei divari tra Nord e Sud – ha dichiarato la Ministra Carfagna – e sono pienamente soddisfatta del risultato ottenuto. Il lavoro di squadra col collega Patrizio Bianchi ha prodotto uno schema di bandi che vincola alle regioni del Mezzogiorno, nei diversi capitoli, quote dal 40 al 57,68 per cento. Abbiamo introdotto anche una specifica clausola di salvaguardia: se qualche Regione meridionale non riuscirà ad assorbire tutte le cifre disponibili, il residuo sarà comunque redistribuito al Sud. L’abbattimento del ‘muro invisibile’ che divide i cittadini del Sud da quelli del Nord, fin dall’età scolastica, non è più la richiesta inascoltata di una periferia del Paese ma una ‘missione nazionale’ in cui tutti sono impegnati”.

In conclusione riassumiamo le principali cifre presentate nella Conferenza stampa che saranno erogate con quattro avvisi pubblici e il Piano di riparto alle Regioni di risorse per la messa in sicurezza delle scuole, per un totale di 5,2 miliardi. In particolare, sono previsti per il Piano per gli asili nido e le Scuole dell’infanzia: 3 miliardi di euro con l’obiettivo di ridurre il divario esistente nei servizi educativi per la prima infanzia e potenziarli su tutto il territorio nazionale nella fascia di età 0-6 anni. I 3 miliardi saranno così divisi: 2,4 miliardi per la fascia 0-2 anni (il 55,29% di queste risorse andrà al Mezzogiorno) e 600 mln per la fascia 3-5 (40% al Mezzogiorno). Si tratta della seconda tranche di uno stanziamento complessivo di 4,6 miliardi previsti nel PNRR per questo capitolo, grazie ai quali si realizzeranno complessivamente 1.800 interventi di edilizia scolastica e saranno creati 264.480 nuovi posti per accogliere bambine e bambini, migliorando il servizio offerto alle famiglie a supporto, anche, dell’occupazione femminile.

Per quanto riguarda il Piano di costruzione degli edifici scolastici sono stanziati 800 milioni di euro, per la costruzione di 195 nuove scuole che sostituiranno vecchi edifici (il 40% delle risorse andrà al Mezzogiorno). Si tratterà di scuole innovative dal punto di vista architettonico e strutturale, altamente sostenibili e con il massimo dell’efficienza energetica, inclusive e in grado di garantire una didattica basata su metodologie innovative e su una piena fruibilità degli ambienti didattici. Una volta individuate le aree per la costruzione delle scuole, il Ministero dell’Istruzione bandirà un concorso di progettazione.

Per il potenziamento del tempo pieno andranno 400 milioni di euro attraverso l’incremento delle mense scolastiche (il 57,68% delle risorse andrà al Mezzogiorno). Lo stanziamento consentirà di realizzare circa mille interventi, costruendo nuovi spazi o riqualificando quelli esistenti.

Sono previsti 300 milioni di euro (il 54,29% delle risorse andrà al Mezzogiorno) per aumentare l’offerta di attività sportive attraverso la costruzione di palestre o la riqualificazione di quelle esistenti, per un totale di 230.400 metri quadrati da realizzare o riqualificare.

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