Reddito di Cittadinanza, si prevedono nuovi occupati nel P.I.

By on 27 Gennaio 2019

Nel complesso 80mila nuovi occupati da aggiungere ai 140mila statali in più promessi dalla legge di bilancio per quest’anno. In attesa che l’Italia diventi il Mississippi e consenta ai disoccupati di trovare lavoro con la app del telefonino, la mano pubblica farà il suo gioco in modo massiccio. E, per stare a una statistica un po’ grezza, trovare impiego a oltre 200mila persone significa abbattere la disoccupazione ufficiale di oltre il 7 per cento.

Per i 10mila navigator da ingaggiare nei Centri per l’impiego è in atto una corsa contro il tempo. Luigi Di Maio esige che il reddito di cittadinanza parta dal primo aprile a ogni costo. Per questo, quando le Regioni, da cui i Centri per l’impiego dipendono, hanno palesato le difficoltà procedurali (e non) ad assumere i rinforzi è stata congegnata una procedura di emergenza per scavalcare l’obbligo dei concorsi. I nuovi assunti saranno divisi in due blocchi: 6mila verranno selezionati a chiamata diretta e per titoli dall’Anpal (Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro) con l’obiettivo di ingaggiarli con contratto di collaborazione biennale, peraltro uno degli strumenti che il Decreto dignità aveva bollato come emblema del precariato; altri 4mila resteranno invece in capo alle Regioni, che procederanno con assunzione mediante concorso. La fretta elettorale però rischia di partorire i gattini ciechi del nuovo precariato. È molto alto il rischio di ricorsi tra gli esclusi e da parte degli stessi assunti che si troveranno a svolgere mansioni identiche con contratti diversi all’interno della stessa amministrazione.

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