Uno sguardo al motomondiale .

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Celestino Vietti, Enea Bastianini e Andrea Migno, super tripletta italiana a Losail.

“Da quando Senna non corre più, da quando Baggio non gioca più, da quando mi hai lasciato pure tu non è più domenica” sono i versi di una bellissima canzone di Cesare Cremonini, che possono essere letti pensando a questa nuova stagione di Moto GP. Si tratta infatti della prima stagione senza la leggenda, Valentino Rossi. Un ‘intera generazione domenica scorsa ha assistito alla sua prima gara senza il Dottore in pista, un vuoto che difficilmente potrà essere colmato dalla presenza del team VR46 all’esordio in Moto GP. Lo stesso Cremonini dedicò a Valentino una canzone in virtù della loro stretta amicizia. “L’asfalto sembra fatto di plastica, e ogni corsa è l’ultima”, abbiamo sempre ascoltato questa canzone, non a caso intitolata 46, senza pensare che l’ultima gara di Valentino si stava veramente avvicinando sempre di più, e lo scorso 14 novembre al circuito Ricardo Tormo di Valencia si è ritirato dal motomondiale dopo un decimo posto.

Adesso una nuova generazione di futuri campioni italiani sta emergendo e nella prima gara a Losail i nostri azzurri hanno vinto in tutte le categorie; Andrea Migno in moto 3, Celestino Vietti in Moto 2 e soprattuto Enea Bastianini in Moto GP alla prima vittoria in carriera dopo i due podi conquistati nella sua Misano.

Bastianini fa parte del team Gresini, orfano dal 2021 del suo storico fondatore Fausto Gresini a cui è stata inevitabilmente dedicata la vittoria. Il suo compagno di squadra è l’esordiente Fabio Di Giannantonio. A seguito della prima gara sembra essere il team Ducati più competitivo, ma il team Ducati Lenovo, ha i migliori piloti e se non fossero caduti entrambi a Losail avrebbero svolto un ruolo da protagonisti: da Pecco Bagnaia ci si aspetta un’altra stagione ai vertici della classifica, mentre Jack Miller deve dar continuità al gran finale di stagione nel quale ha conquistato due podi nelle ultime gare del 2021. La prima pole della stagione è andata al team Ducati Pramac con Jorge Martin, vincitore del GP di Stiria dello scorso anno, ma non è riuscito a mantenersi nelle prime posizioni dopo la grande qualifica; lui e il compagno di squadra Johann Zarco possono mettersi in luce in caso di un flop del team Ducati ufficiale. Infine, la novità della casa bolognese è la presenza di un quarto team tutto italiano, fondato dallo stesso Valentino Rossi con il nome di VR46 Racing Team all’esordio nella classe regina; le sue pedine in gioco sono Luca Marini, fratello di Valentino al secondo anno in MotoGP, e il rookie Marco Bezzecchi.

La Ducati è l’unica a schierare 4 team in quest’edizione del motomondiale, ma avrà dei rivali altamente competitivi a partire da una ritrovata Honda con due team; LCR Honda Idemitsu, creato dall’ex pilota italiano Lucio Cecchinello, dovrebbe essere quello meno competitivo che schiera l’unico pilota giapponese dell’anno Takaaki Nakagami e un altro “fratello d’arte” Alex Marquez. Marc, il più noto della famiglia Marquez, otto volte campione del mondo tra tutte le categorie, sembra aver recuperato dal pesante infortunio del 2020, e adesso è di nuovo in grado di lottare per le prime posizioni, la sua stagione rimane una grande in ogni e proprio per questo sembra che finalmente la Honda Repsol abbia equiparato la prima e la seconda moto potendo puntare anche su Pol Espargarò.

Gli Espargarò sono anche essi due fratelli presenti insieme in Moto GP e se l’Aprilia riuscirà far competere Aleix nelle prime posizioni vedremo delle divertenti bagarre tra i due spagnoli. Per la moto italiana c’è molta attesa anche per capire se Maverick Viñales ha finalmente superato una fase difficile della sua carriera, aggravatasi dopo aver abbandonato la Yamaha.

La moto che lo scorso anno ha salutato Valentino riparte rifondando il suo team non ufficiale che non si chiamerà più team Petronas ma adotterà la denominazione di Yamaha RNF. Nonostante l’addio alle gare di Valentino sono sempre due i piloti italiani in sella a una Yamaha; Andrea Dovizioso, dopo un breve stop ha deciso ti continuare nella sua ventennale carriera nel motomondiale diventando il pilota più longevo in attività, verrà affiancato da Darryn Binder, rookie protagonista del salto di categoria in quanto lo scorso anno correva in moto 3, entrambi avranno bisogno di tempo per prendere confidenza con la nuova moto, potremo dover aspettare qualche gara prima di vedere il vero valore di questa moto. Il team ufficiale, la Yamaha Monster Energy, invece è chiamato a difendere un titolo mondiale vinto lo scorso anno dal francese Fabio Quartararo. Il francese ritroverà un suo compagno di squadra di grande talento, Franco Morbidelli, insieme al quale nel 2020 raggiunse il secondo posto nella classifica costruttori col team Petronas, sconfiggendo quindi anche il team ufficiale di Rossi e Viñales. Nel 2017 Morbidelli vinse il titolo in Moto 2, il suo obiettivo è tornare ai livelli del 2020.

Gli altri tre team sono dei possibili outsider del mondiale. La Suzuki ha vinto il mondiale con Joan Mir nella complicata stagione 2020, e lo stesso Mir lo scorso anno ha chiuso terzo in classifica generale senza mai vincere una gara. Alex Rins invece ha avuto un 2021 difficile e ora è considerato una seconda guida.

Infine la KTM ha subito messo sotto contratto nel team Tech3 i primi due della classifica generale della Moto2 2021, Remy Gardner e Raul Fernandez, gli aspetta un anno di apprendistato nel quale dovranno cercare di minacciare i piloti del team KTM ufficiale sponsorizzato dalla Red Bull. A loro volta Miguel Oliveira e Brad Binder, fratello di Darryn, hanno l’obiettivo di vincere almeno una gara a testa in questa stagione e magari anche puntare a qualcosa di più in ottica classifica generale.

Un pilota italiano non vince il titolo in MotoGP dal 2009 con Valentino Rossi, la Ducati non vince il titolo piloti dal 2007 con Stoner, e quest’anno un altro australiano guiderà la Desmosedici, Jack Miller. Con 8 piloti in sella ad una Ducati, più due sull’Aprilia, e sette piloti italiani al via della stagione abbiamo una lunga lista di piloti da supportare. Sono otto anni consecutivi che al secondo posto della classifica a fine anno c’è un italiano; prima Vale, poi Dovi, e negli ultimi due anni Morbidelli e Pecco Bagnaia. Quest’anno lui e Bastianini non possono sbagliare, l’inizio di stagione del riminese è stato spettacolare, deludente invece la prima gara di Pecco.

2 Commenti

  1. Bravo Acanio, un bell’articolo anche non banale. Non sono completamente d’accordo con Cremonini perchè il motomondiale è bellissimo con tanti piloti in condizione di vincere e sopratutto non sono i cavalli a vincere ma la messa a punto generale, assetto, gomme, erogazione e non ultima la capacità di questi coraggiosi acrobati di sfruttare il tutto. Poi Valentino è comunque stato un mito e quando i miti finiscono c’è sempre qualcuno pronto a rimpiangerlo invece che a ricordarlo come grande esempio per i più giovani.

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