Hanno fatto molto discutere le Nuove Linee Guida sui programmi di Filosofia emanate dal Ministero questa estate. Innanzitutto è da precisare che ancora per il presente anno scolastico 2026/2027 si continuerà a seguire le Indicazioni Nazionali del 2012. I nuovi programmi partiranno infatti ufficialmente a settembre 2027 e l’applicazione inizierà in modo graduale dall’anno scolastico 2027/2028, coinvolgendo inizialmente solo le classi prime e terze (l’inizio del triennio in cui si studia filosofia).
Cosa cambia nei programmi approvati (dal 2027)?
La bozza del testo che guiderà la stesura dei nuovi programmi per il triennio delinea un impianto didattico strutturato su due binari complementari, con un certo grado di flessibilità:
– Dimensione Diacronica: lo studio si svilupperà in successione cronologica a partire dalle origini al pensiero moderno nel secondo biennio, per concentrarsi interamente sull’epoca contemporanea durante il quinto anno.
– Dimensione Tematica: si introducono i moduli concettuali slegati dall’ordine temporale. Gli studenti affronteranno grandi nodi trasversali e di forte attualità, quali potrebbero essere, ad esempio, l’etica della responsabilità, l’imperativo morale della pace, i fondamenti della democrazia, la filosofia della tecnologia, la bioetica.
Didattica laboratoriale e il ruolo del Debate.
La vera novità dei futuri programmi risiede nel tentativo di trasformare la lezione frontale in una sorta di laboratorio del pensiero. Il Ministero intende incentivare lo spostamento del focus dalla semplice memorizzazione manualistica verso lo sviluppo di competenze critiche attive. Queste sono le proposte principali:
Lettura diretta: Maggiore centralità all’analisi dei testi originali dei filosofi in classe.
Argomentazione: Spazio alla pratica del Debate (dibattito regolamentato) per insegnare a difendere una tesi e a riconoscere le fallacie logiche.
Valutazione: Introduzione di verifiche basate su saggi brevi e interventi orali strutturati, riducendo il peso dei test.
Il dibattito sugli autori
Il percorso di definizione delle nuove linee guida ha vissuto momenti di acceso confronto, o addirittura di clamore, allorché fu notato che la bozza ministeriale aveva escluso alcuni pensatori, nella fattispecie Spinoza e Marx.
Molti intellettuali hanno sollevato le loro perplessità su questa indicazione, tra cui spiccano nomi di Massimo Cacciari, Gaetano Lettieri e Giuseppe Licata, con una petizione ufficiale firmata anche da una sessantina di docenti universitari. Sotto questa pressione, il Ministero ha abbandonato la linea e proposto una nuova bozza in cui Baruch Spinoza e Karl Marx sono stati esplicitamente reinseriti nell’elenco degli autori fondamentali e imprescindibili. Oltre a loro, sono stati anche blindati i riferimenti espliciti all’Idealismo tedesco (Fichte e Schelling, inizialmente sacrificati per dare più spazio al solo Hegel) e all’empirismo moderno.
La Filosofia del Digitale e Post-Umano
Per la prima volta la scuola accoglie correnti nate negli ultimi decenni per rispondere alla rivoluzione tecnologica e all’Intelligenza Artificiale. Entrano così in programma:
Bioetica e Post-umanesimo: Lo studio dei confini biologici ed etici dell’uomo, l’ibridazione uomo-macchina e i dilemmi legati alle manipolazioni genetiche.
Etica degli Algoritmi (Digital Ethics): Una corrente prettamente applicata che analizza la responsabilità morale dei sistemi automatizzati, la logica formale dietro l’informatica e il concetto di verità nell’era dei social media.
La centralità della “Filosofia Italiana”
Un’altra importante novità è la forte valorizzazione della tradizione filosofica nazionale, con ampio spazio al Rinascimento italiano e l’Umanesimo civile e tracce specifiche dedicate alla riscoperta del pensiero politico e civile di autori quali Machiavelli, Bruno e Vico.
