Lo scenario per contrastare la malattia metabolica del fegato, la principale emergenza in ambito epatologico in questo momento storico, si sta evolvendo. Oltre alla costante attenzione per i corretti stili di vita e per il controllo di obesità, diabete e altri fattori di rischio metabolico, vi sono nuovi strumenti diagnostici non invasivi; l’intelligenza artificiale; l’arrivo di nuove opzioni terapeutiche. Questi sono alcuni degli aspetti al centro di “MASLD 2026: Redefining Metabolic Liver Disease”, la Conferenza Monotematica dell’Associazione Italiana per lo Studio del Fegato (AISF), in programma a Palermo il 24 e 25 settembre presso il Marina Convention Center – MACC, c/o Molo Trapezoidale, Via Filippo Patti, 30. Due giornate di confronto tra gli epatologi di tutta Italia dedicate all’intero percorso della MASLD (Metabolic dysfunction-associated steatotic liver disease), dall’identificazione dei soggetti ad alto rischio alla diagnosi non invasiva, agli stili di vita, alle complicanze epatiche, cardiovascolari e oncologiche ed alle nuove prospettive terapeutiche.
CAPIRE CHI RISCHIA DI PROGREDIRE – La MASLD è strettamente associata alle principali patologie metaboliche e interessa circa un terzo della popolazione generale. Ma la presenza di accumulo di grasso nel fegato non comporta per tutti lo stesso rischio. La sfida clinica è identificare i pazienti nei quali la malattia può evolvere verso forme più severe, con fibrosi, cirrosi e carcinoma epatocellulare, e distinguere i diversi profili di rischio. A fornire una fotografia della popolazione già intercettata dagli epatologi è la Survey AISF sulla gestione della MASLD/MASH, condotta in 43 Unità Operative appartenenti a 41 strutture ospedaliere. Nei centri coinvolti vengono seguiti mediamente circa 300 pazienti, con circa 50 nuove prese in carico ogni anno. La mediana della quota con fibrosi significativa F2-F3 è pari a circa il 35-40%, mentre circa il 20% presenta già cirrosi. Diabete e obesità interessano rispettivamente circa il 40% e il 50% dei pazienti seguiti.

“Il punto centrale è riuscire a individuare precocemente le persone che presentano una fibrosi significativa o che hanno maggiore probabilità di progressione – sottolinea il Prof. Salvatore Petta, Professore Ordinario di Gastroenterologia all’Università di Palermo – Su questi pazienti dobbiamo concentrare l’attenzione, evitando da un lato diagnosi tardive e dall’altro di sovraccaricare i centri specialistici con persone a basso rischio. La possibilità di stratificare sempre meglio i pazienti sta cambiando profondamente il nostro modo di affrontare la MASLD”.
DALLA BIOPSIA AGLI ESAMI NON INVASIVI: L’IA ENTRA IN EPATOLOGIA – Anche la diagnosi sta vivendo una profonda trasformazione. Oltre alla biopsia epatica, che mantiene un ruolo in situazioni selezionate, si stanno affermando strumenti non invasivi come l’elastografia, che consentono di selezionare i pazienti nei quali è necessario un approfondimento specialistico. A questo si aggiungono le opportunità offerte dall’Intelligenza Artificiale: le possibili applicazioni vanno dall’analisi di grandi quantità di dati clinici per individuare le persone più a rischio di malattia epatica avanzata, fino al supporto nell’interpretazione diagnostica e alla definizione di differenti fenotipi di malattia, per una medicina sempre più personalizzata.
STILI DI VITA FONDAMENTALI E NUOVE OPZIONI TERAPEUTICHE – Alimentazione equilibrata, attività fisica, riduzione del peso nelle persone con sovrappeso o obesità, controllo dei fattori metabolici restano fondamentali per prevenzione e trattamento. Proprio a dieta, esercizio fisico, consumo di alcol, fumo, inquinamento ambientale e nutraceutici AISF dedica costantemente grande attenzione. Ma accanto agli stili di vita, lo scenario terapeutico della MASLD/MASH sta entrando in una fase nuova. Gli studi degli ultimi anni hanno aperto la strada a terapie farmacologiche rivolte ai meccanismi della malattia e a un approccio sempre più integrato con i trattamenti dell’obesità e del diabete. A Palermo saranno discussi i risultati dei trial clinici più recenti, i criteri per la selezione e il monitoraggio dei pazienti e le prospettive terapeutiche anche nelle forme più avanzate della malattia.

MULTIDISCIPLINARIETÀ, LA SFIDA PER IL SSN – Obesità, diabete, rischio cardiovascolare e MASLD sono strettamente intrecciati e richiedono una presa in carico che coinvolga competenze differenti. La Survey AISF evidenzia ancora margini di miglioramento. Sebbene un centro per l’obesità sia presente nell’86% delle strutture coinvolte, l’epatologo fa stabilmente parte del team multidisciplinare soltanto nel 23% dei casi; nel 33% viene coinvolto esclusivamente per pazienti selezionati e nel 44% non è inserito nel team.
“La MASLD ci impone di superare una gestione per compartimenti – sottolinea il Prof. Giacomo Germani, Segretario AISF – Non possiamo pensare che una patologia così strettamente legata a obesità, diabete e rischio cardiovascolare venga affrontata da un singolo specialista. Dobbiamo costruire percorsi condivisi che permettano di individuare i pazienti realmente a rischio e indirizzarli al livello assistenziale appropriato. In uno scenario nel quale aumentano le possibilità diagnostiche e terapeutiche, l’organizzazione della presa in carico diventa parte integrante dell’innovazione”.

