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ATP Miami, Musetti e l’arte di Primavera. Sinner avanti come un treno.

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Come successo per Botticelli e Vivaldi, la Primavera diventa ispirazione anche per gli artisti della racchetta italiana. Se Sinner ha sempre amato il torneo di Miami, dipingendo qui il suo primo capolavoro incompiuto (2021 prima finale in un Masters 1000 persa contro Hurkacz), Lorenzo Musetti per il secondo anno consecutivo riscopre la sua arte proprio con l’arrivo della mezza stagione che porta all’estate. L’allievo di Tartarini versava in una crisi apparentemente senza fine, rischiando di avvicinarsi pericolosamente al baratro dal quale i campioni mancati non sono più riusciti a riemergere (pensiamo a Chung, Karatsev, ma sembra sull’orlo di tale precipizio anche Rune). Il “Muso” di inizio anno era realmente irriconoscibile ed il successo contro Djokovic, ottenuto proprio nella scorsa Primavera a Montecarlo, appariva come un ricordo lontano che iniziava a sbiadire. Il Ko con Kotov in apertura di 2024 è stato inspiegabile, quello con van Assche a Melbourne demoralizzante (6-0 subito nel quinto set); le eliminazioni giunte per mano di Machac e Griekspoor possono essere perdonate, ma poi il doppio flop nel deserto a Doha e Dubai ha consolidato il momento di difficoltà che non poteva essere giustificato solo con l’adattamento mal riuscito al superficie veloce di inizio stagione.

Lorenzo Musetti

Musetti si presentava al Sunshine Double in cerca di segnali dal suo tennis, che adesso sembrano essere arrivati. Lorenzo ha innalzato le percentuali in risposta contro Shapovalov in California (ha vinto il 60% dei punti sulla seconda di servizio del canadese), poi si è trovato opposto a Rune, un avversario insormontabile per un tennista in crisi. Questi i primi messaggi incoraggianti giunti da Indian Wells, dove l’artista del tennis italiano ha ripreso in mano il pennello per poi riaprire l’atelier a Miami. Una riapertura parziale, che intanto ha portato al successo con Safiullin e al capolavoro stagionale contro Shelton. Spinto da un pubblico dotato di maglia della nazionale di calcio italiana, Lorenzo ha inflitto all’idolo di casa un ko inatteso che gli ha regalato l’esperienza sul centrale (l’Hard Rock Stadium) contro Alcaraz. Inutile dire che non c’è stato molto da fare nella sfida con Carlitos, ma le ritrovate doti tecniche dell’azzurro hanno comunque strappato gli applausi del pubblico americano e ora il carrarino potrà volare in Europa, sulla terra rossa, con ricordi positivi e la consapevolezza di poter incantare a prescindere dall’avversario, ed il punto vinto con tanto di tweener e contro-tweener con Alcaraz in tal senso è emblematico. L’artista ha ripreso in mano il pennello ed è pronto a dipingere la sua Primavera.

Jannik Sinner

Sinner come un treno a Miami

Sinner ama il torneo della Florida e lo dimostra dal 2021. Il futuro radioso e luminoso di Jannik ancora non era concreto in quell’anno post pandemico, ma la prima finale in un Masters 1000 stava facendo sognare in grande l’intero tennis italiano. Come detto l’opera Miami 2021 è rimasta incompiuta per mano di Hurkacz, e quel giorno si aprì una maledizione su questa categoria di tornei per la Volpe Rossa superata solamente nel 2023 in Canada. Intanto Jan ha stretto il suo feeling con i campi dell’Hard Rock Stadium della Magic City, fermandosi per infortunio nel 2022 e raggiungendo di nuovo la finale nel 2023, ma cedendo ad un Medvedev che a quei tempi rappresentava ancora un tabù. Nel 2024 è in semifinale, però ci è arrivato da favorito tremando solo con Griekspoor e demolendo Vavassori, O’Connell e Machac come se fosse un’ordinaria amministrazione. L’altoatesino ha iniziato a porre le basi per un’ulteriore scalata del ranking, attendendo Alcaraz e interrogandosi sul futuro di Djokovic che si è separato da Ivanisevic. Il sorpasso a Carlitos potrebbe avvenire già in Florida, ma è difficile poiché il murciano dovrebbe uscire ai quarti con Dimitrov e Jannik dovrebbe vincere il torneo. Per ora il discorso secondo posto, per dirla con i Pearl Jam, rientra in quella serie di “pensieri che non consideri, ma che fai in continuazione”.

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