Quasi 350 i Borghi più belli, ora puntano ad Anno Radici.

Sgarbi, dimensione più autentica Italia, estetica e etica.

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ROMA – Con i 14 nuovi arrivati – frutto di una stringente selezione fatta considerando ben 72 parametri – salgono a 348 i Borghi più belli d’Italia e puntano dritti all’Anno del turismo delle radici proclamato dal ministero degli Affari esteri per il 2024 per invitare gli italiani di seconda e terza generazione che risiedono all’estero (si stima siano circa 80 milioni) a tornare sui luoghi d’origine.

E per farlo la tradizionale Guida sarà affiancata dalla prima edizione in inglese “The Most Beautiful Borghi of Italy” presentata alla Sala dei gruppi parlamentari della Camera dei deputati a Roma assieme al volume L’Italia (ri)nasce dai borghi.
    “C’è tanta attesa per queste guide e per vivere i nostri bellissimi borghi, anche e soprattutto da parte degli stranieri” ha spiegato Osvaldo Bevilacqua, ambasciatore dei Borghi più belli d’Italia nel mondo cha annuncia anche l’intenzione di creare un museo digitale che riunisca le meraviglie di questa Italia nascosta e inviti a visitarle di persona.

Inoltre continua il lavoro per sensibilizzare il mondo della politica e gli italiani all’estero: “Incontreremo alcuni ministri sul turismo di ritorno – ha aggiunto Bevilacqua – e stiamo raccogliendo una cinquantina di personaggi nel mondo che raccontino storie, esperienze e fiabe anche. Ne abbiamo bisogno più che mai”.
    “I borghi sono la dimensione più profonda e autentica dell’Italia e la loro bellezza non va intesa solo in senso estetico e artistico ma è una bellezza etica, dello spirito, dei valori e dell’uomo, riguarda il paesaggio sulla cui tutela io sono così determinato” ha detto il sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi in collegamento da Sutri. Sul museo digitale il sottosegretario non si scalda troppo: “Per farlo basta un computer. Io invece preferirei una grande e bellissima mostra che raccolga dal vivo i grandi capolavori che vengono dai borghi, sul modello di Arte liberata 1937-1947. Capolavori salvati dalla guerra che c’è ora al Quirinale”.
    “C’è un riconoscimento generale del valore dei borghi italiani – ha spiegato il presidente dell’associazione Fiorello Primi – ma ancora c’è molto da fare ma noi continuiamo a lavorare. Anche quest’anno possiamo annoverare 14 nuovi borghi da 12 regioni: Castagnole delle Lanze e Guarene in Piemonte, Golferenzo in Lombardia, Ossana e Borgo Valsugana in Trentino, Malcesine in Veneto, Celle Ligure in Liguria, Borgo di San Donato in Poggio in Toscana, Bagno di Romagna in Emilia Romagna, Stroncone in Umbria, Ronciglione nel Lazio, Badolato in Calabria, Sammichele di Bari in Puglia e Tempio Pausania in Sardegna. Ne abbiamo infatti visitati 36 e quindi abbiamo fatto una bella selezione. Finalmente poi abbiamo realizzato anche la guida in lingua inglese, un impresa complicata ma necessaria anche in vista dell’Anno delle radici”.
    Della forte attenzione a questo specifico segmento di turismo particolarmente prezioso per le aree interne e per i borghi parla anche Antonio Nicoletti, direttore generale Apt Basilicata: “Al turismo delle radici abbiamo dedicato un evento come la Borsa Internazionale del Turismo delle Origini – Roots-in – tenutasi pochi mesi fa a Matera e in programma anche per il 2023, nei giorni del 20 e 21 novembre. Pertanto, possiamo affermare che la Basilicata ambisce a diventare una regione simbolo del riscatto dei borghi e delle aree interne, così come Matera, negli scorsi anni, è diventata simbolo del riscatto dell’intero Mezzogiorno”.
    “I borghi non sono solo da mostrare ma anche da vivere e far rivivere. Sono un’occasione per riappropriarsi di una dimensione dell’uomo” ha detto Virginio Caparvi, parlamentare e sindaco di Nocera Umbra. (ANSA).– Cinzia Conti.

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