Femminicidio di Reggio Emilia, la procura ipotizza anche la violenza sessuale.

Molte le polemiche per la condizionale che aveva ottenuto il compagno della vittima dal Tribunale di Reggio Emilia.

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Le motivazioni del Tribunale di Reggio Emilia- “Un giudice non ha poteri di chiaroveggenza, non può sapere ciò che accadrà dopo, stante la imprevedibilità delle reazioni umane”. Con queste parole , la presidente del tribunale di Reggio Emilia, Cristina Beretti, analizza l’increscioso fatto di femminicidio avvenuto ai danni di Juana Cecilia Loayza, uccisa dal suo ex compagno, libero grazie alla condizionale. La Beretti spiega che quanto successo deve essere considerato una delle tante imprevidibilità della psiche umana a cui purtroppo la legge non può opporre un margine assoluto Quello che si è verificato “non è altro che ciò che accade in decine e decine di processi per reati analoghi”- prosegue il giudice “ si applica la legge, si applicano misure cautelari richieste dal Pm calibrando le scelte a seconda del caso concreto, condannano alla pena che appare equa in relazione al caso sottoposto al loro vaglio” ma le valutazioni “ “devono essere le stesse per tutti: comprensione del contesto, accertamento del fatto, applicazione della norma. Diversamente si dovrebbero prevedere categorie di autori per i quali i principi costituzionali non sono applicabili e, questo, è contrario ad un sistema penale di una società liberal democratica”. La presidente dell’ ufficio giudiziario fa presente inoltre che l’indagato “ persona priva di precedenti penali” e sottoposto a “ misura cautelare, gli è stata applicata la pena di due anni di reclusione, aveva iniziato la frequentazione di un centro di recupero, condizione necessaria per poter avere la sospensione condizionale della pena”. La giudice considera ovviamente grave quanto accaduto ma “ “da qui a cercare responsabilità o capri espiatori su chi non ha fatto altro che applicare la legge, come accade ogni giorno nei tribunali per fatti del tutto analoghi e che nella stragrande maggioranza dei casi hanno epiloghi del tutto differenti, credo che ce ne corra.”

L’indagine e l’accusa per stupro- Intanto si aggrava la posizione dell’omicida Mirko Genco. L’uomo reoconfesso dopo l’udienza di convalida della Procura è accusato dell’omicidio avvenuto a coltellate in un parco di Reggio Emilia nella notte tra venerdi e sabato scorso, ma anche di violenza sessuale. Su questa ipotesi tuttavia il suo l’avvocato difensore, Alessandra Bonini commenta “ Aspetterei l’autopsia, prima di commentare questa ipotesi di reato. Anche a detta della pm, non c’è certezza che vi sia stata violenza”. L’indagato a quanto pare parla di un rapporto consenziente. Il sostituto procuratore Maria Rita Pantani intanto ha definito Genco “ un soggetto socialmente altamente pericoloso” e chiesto la convalida dell’arresto. Tra le aggravanti ipotizzate oltre allo stupro, i futili motivi,la minorata difesa della vittima e la recidiva di stalking. L’avvocato Bonini specifica che “ la premeditazione al momento non è stata contestata Il coltello d’altronde non se lo è portato da casa”.

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