Ucraina-Russia, Zelensky ha sentito Trump: “Serve incontro con Putin per chiudere guerra”.

Telefonata Kiev-Washington. I due leader concordano sul percorso da seguire per porre fine al conflitto

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Donald Trump, Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin - Fotogramma /Ipa

“E’ il momento dell’incontro tra i leader”. Volodymyr Zelensky ha’chiamato’ Vladimir Putin per porre fine alla guerra tra Ucraina e Russia, in corso da 4 anni. Il presidente ucraino ha inviato il messaggio in un momento particolare, subito dopo la telefonata con Donald Trump. Nel colloquio con il presidente degli Stati Uniti è arrivato una sorta di semaforo verde all’accelerazione.

I negoziati tra Kiev e Mosca devono salire di livello, dal confronto tra delegazioni ed emissari si deve passare al faccia a faccia tra i big: il dialogo a livello di presidenti diventa indispensabile per risolvere il rebus legato soprattutto alla questione Donbass. La Russia mira ad ottenere tutta la regione, pur controllandone solo una parte. L’Ucraina, di base contraria a sacrifici territoriali, subordina ogni decisione all’esito di un referendum che coinvolga la popolazione.

Il colloquio Zelensky-Trump

“Ho parlato con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Alla chiamata hanno partecipato anche i rappresentanti del Presidente Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner. Le nostre squadre stanno lavorando molto e ho ringraziato per tutti gli sforzi e l’impegno nei negoziati, per il lavoro finalizzato a porre fine alla guerra”, ha detto Zelensky.

“Apprezziamo molto il programma PURL”, ha aggiunto il presidente ucraino riferendosi al programma di acquisto armi per l’Ucraina. “Questa inverno è stato il più difficile per l’Ucraina, ma i missili per i sistemi di difesa aerea, che possiamo acquistare dagli Stati Uniti, ci aiutano molto a superare tutte queste sfide e a proteggere le vite”, ha aggiunto accendendo i riflettori sui sistemi Patriot.

“Abbiamo parlato delle questioni su cui i nostri rappresentanti lavoreranno” nella giornata di giovedì “a Ginevra in un incontro bilaterale, e anche della preparazione per la prossima riunione delle squadre negoziali a pieno organico in formato trilaterale all’inizio di marzo. Ci aspettiamo che ci permetterà di passare ai negoziati a livello di leader“, ha detto Zelensky, che conta sull’approvazione fornita da Trump all’iter esposto. “Il presidente Trump sostiene questa sequenza di passi. Solo così possiamo risolvere tutte le questioni complesse e delicate e finalmente porre fine alla guerra”, ha concluso Zelensky.

La ‘melina’ di Mosca

Sarebbe azzardato parlare di strada delineata. Da Mosca, come riporta l’agenzia Tass, filtra l’ipotesi di un trilaterale all’inizio di marzo, non necessariamente a Ginevra. Nelle prossime ore, intanto, in Svizzera arriva Kirill Dmitriev, rappresentante speciale del Presidente russo per gli investimenti. L’emissario di Putin incontrerà Witkoff e Kushner.

Il Cremlino, a parole, concorda sulla necessità di un incontro Putin-Trump-Zelensky. “Dovremmo concordare che dovrebbero incontrarsi solo se hanno bisogno di finalizzare accordi, o, come dicono gli americani, un accordo. Questo è probabilmente vero”, ha detto il portavoce Dmitry Peskov, prima di ricordare che l’invito di Putin a Zelensky, con l”offerta’ di un incontro a Mosca, è ancora valida: “Era la parola del presidente Putin, e lui mantiene sempre la parola data”.

Un’apertura a dir poco dubbia, insomma, come confermano le accuse di rito a Zelensky. “Il regime di Kiev sta concentrando tutti i suoi sforzi non nel trovare una soluzione pacifica, ma nel garantire l’erogazione di fondi europei”, ha detto Peskov, sostenendo che l’obiettivo sarebbe ottenere “centinaia di miliardi di euro con le buone o con le cattive”. “È su questo che stanno lavorando seriamente, non abbiamo ancora visto alcuna serietà su altre questioni”, ha aggiunto.

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