Eravamo abituati a vedere le solite premiazioni ogni domenica, ogni volta la stessa banale storia del campione di turno che si complimenta con l’avversario, con il suo team che gli augura di vincere il torneo una volta che lui si sarà ritirato. Dominic Thiem con questa storia ha atteso in eterno la fine dell’era Nadal sulla terra rossa e poi ha concluso prima la carriera lui di Rafa. Questa volta però sullo Stadium Court di Shanghai abbiamo assistito finalmente a qualcosa di diverso, qualcosa più romantico, poetico e straordinariamente umano, una scena che possiamo riassumere con le parole di una delle prime canzoni di Taylor Swift quando diceva “ti amo per avermi donato i tuoi occhi restando indietro a guardarmi brillare”. La scena è quella di Valentin Vacherot in lacrime di gioia che riceve gli elogi di Arthur Rinderknech che ha appena perso la finale più improntate della carriera ma mai come questa volta è sinceramente felice per il suo avversario, per un giocatore che lui stesso ha instradato al tennis consigliandogli di andare ad allenarsi al Texas A&M e farsi deguere da Steve Denton ex finalista in Australia nonché ex allenaotore di Rinderknech, per un giocatore che prima di un avversario è un membro della sua famiglia, suo cugino. La madre di Vacherot, Nadine è la sorella di Virigine Paquet ex numero 208 WTA zia anche di Chloe giocatrice che nell’agosto 2024 è stata numero 98 del mondo e madre di Arthur Rinderknech, i due sono di fatto cugini essendo le loro madri sorelle, ma le coincidenze tra i due finalisti di Shangai non sono finite qua: Nadine prima di conoscere il padre di Valentin aveva una relazione con Bernard Belleret un ex professionista degli anni Settanta da cui è nato Benjamin Balleret che nel 2006 si è spinto fino al numoer 204 al mondo e che oggi è il coach del suo fratellastro che ha vinto il torneo cinese portando per la prima volta la bandiera monegasca al successo di un torneo ATP vincendo un titolo 1000 dalla posizione più bassa della storia ossia dal 204esimo posto, il best ranking di Benjamin. Vacherot era comunque in ascesa a 27 anni da compiere: nel 2024 era risucito a vincere tre titoli consecutivi al livello Challenger, nulla di eclatante e aveva superato le qualificazioni del Roland Garros, ma un infortunio alla spalla lo ha bruscamente frenato fino al 2025 in cui fino ad ora si era fatto conoscere soprattutto nel Principato per i due punti che aveva portato in Davis contro il Portogallo (partita poi persa 3-2) e per aver eliminato Jan Lennard Struff all’ATP di Montecarlo dove però l’idolo tennistico di casa era diventato Romain Arneodo campione nel doppio insieme al francese Guinard. In parallelo suo cugino era già un giocatore discretamente affermato e in questo master 1000 infernale era uno dei giocatori che più si era fatto sentire nei confronti dell condizioni al limite che i tennisti dovevano sopportare: “Il sole picchia forte ed è difficile mantenere la calma perché le sensazioni negative arrivano rapidamente, bisogna sopravvivere, c’è un tipo di lotta che non ha nulla a che vedere con il tennis, la sopravvivenza e anche gli altri ritiri incidono e ti scoraggiano mentalmente sapendo che molti non riescono a finire la partita”. Questa l’analisi di Rinderknech sul torneo, da lui che a Cincinnati aveva fatto spaventare tutti perchè era svenuto durante una partita. Dopo anni di messaggi, consigli, pranzi coi parenti e festività passate insieme Rinderknech e Vacherot si sono spinti a vicenda durante il torneo, hanno inziato a pensare di potersi incontrare dai quarti di finale che sembravano già un risultato memorabile per entrambi, “Ricordate che per quanto ne sappiano tutti siamo una famiglia simpatica e normale” dice Homer Simpson in un episodio della serie animata di Matt Groening. Questa di Arthur e Valetin rimane una famiglia normale come le altre anche se sono poche le famiglie che possono vantare la partecipazione totale ad una finale 1000; ci vengono in mente sicuramente le sorelle Williams, i fratelli Bryan in doppio certamente o in minor luogo anche le gemelle Pliskova che insieme hanno vinto tre tornei WTA.

Shangai il torneo infernale
Valentin Vacherot diventa il terzo giocatore della storia a vincere un Master 1000 partendo dalle qualificazioni, il giocatore del ranking più basso e il primo monegasco a vincere un titolo ATP. Nel corso di questa due settimane che lui e il tennis difficilmente dimenticheranno ha guadagnato un milione e 100 mila euro che è circa il doppio del Prize money ottenuto in tutto il resto della carriera ma guai a pensare che il successo sia arrivato in maniera casuale. E’ vero che le condizioni di umidità e la collocazione nel calendario hanno eliminato piano piano una enorme schiera di giocatori di livello, ma a leggere gli avversari caduti contro Vacherot ci si rende conto della grande impresa portata termine dal classe 98 monegasco. Basavareddy e Draxl alle qualificazioni, Djere al primo turno e poi tutti giocatori largamente affermati: Alexander Bublik, Tomas Machac (ritirato durante il match), Tallon Griekspoor, Hoger Rune e il suo idolo Novak Djokovic contro cui non ha esultato per rispetto pur avendo portato a compimento la più grande vittoria della carriera. E’ stato un torneo durissimo per tutti, cosa che da un valore ancor più elevato alla vittoria di Vacherot e alla finale di Rinderknech che dal canto suo si presentava da numero 54 ATP. Un torneo senza Sinner e Alcaraz o quasi. Carlitos si è preso una pausa si è cancellato per difendere il primato riconquistato dopo New York e arrivare al finale di stagione con il pieno di energie. Sinner non poteva permettersi questo lusso e dopo aver vinto a Pechino doveva vincere anche qui dove era campione in carica e far strada a Vienna per riprendersi il primo posto. Gli era stato concesso un giorno i ripsooo prima disordine con Altmaier, ma poi per recuperare ha giocato due partite consecutive in due giorni nel catino infernale dello Stadium court di Shangai e quindi le immagini di Jannik sorretto dal suo staff che usa la racchetta come un bastone per uscire dal campo piegato dai crampi hanno fatto il giro del mondo. Il suo ranking registrerà un -950 contro i -200 dello spagnolo, punti che pesano e che danno al murciano la quasi certezza di ricevere a fine anno il primo di numero uno al mondo alle Finals di Torino dove la Volpe Rossa difende 1500 punti. Anche vincere tutto, Vienna, Parigi e Torino potrebbe non bastare all’azzurro per tornare al primo posto considerando che Alcaraz dovrebbe uscire ai quarti di Parigi. Non solo Sinner, il caldo ha mietuto altre vittime che hanno accresciuto il malcontento dei giocatori, Rune su tutti ha lamentato la mancanza di una heat policy con i suoi solito toni tutt’altro che moderati “Perchè l’ATP non ha una regola sul calore? Volete che un tennista muoia in campo?”. D’altronde con l’85-90% di umidità il tennis diventa logorante per tutti, forse tranne per Djokovic che dall’altro dei suoi 37 anni ne ha viste di ogni sui campi e pur vomitando due volte in due partite di fila diventa il giocatore più vecchio ad arrivare ai quarti di un 1000 passando per l’inferno prima con problemi alla caviglia e poi al polpaccio della gamba sinistra. Se per Jannik è andata male non possiamo sorridere neanche per Musetti che arrivato agli ottavi di finale è stato sconfitto da Auger Aliassime, un suo diretto avversario per la qualificazione alle Finals, una delle varie vittime di Rinderknech che per la finale ha affrontato anche Medjedovic, Michelsen, Zverev, Lehecka e Medvedev. Un torneo infernale dal quale solo due eroi ne sono usciti vincitori, insieme come una famiglia.
Whuan, Successo Gauff ma Paolini vicina alla Finals
Sorridiamo per il torneo femminile che is giocava a Whuan, la città dove iniziò il dramma Covid nel 2020 e che era già famosa nel mondo del tennis per questo torneo conclusivo della stagione. Tornato nel 2024 in calendario e ripartito con la stessa vincitrice Aryna Sabalenka adesso il torneo ha incornato Coco Gauff in una finale tutta americana con Jessica Pegula. I sentimenti oscillano tra l’amarezza e la soddisfazione perché abbiamo visto Jamsime Paolini uscire dal campo furiosa dopo la sconfitta contro la futura campionessa Coco Gauff, ma non dobbiamo dimenticare che l’essere arrivata al weekend conclusivo del torneo le ha permesso di confermare la grande stagione del 2024, di replicare pur senza l’acuto della finale slam, la corsa verso le Finals. Alla fine qui a Whuan è arrivato il capolavoro della stagione, o forse della carriera di Jasmine. Ai quarti di finale si scontra con Iga Swiatek che guidava i precedenti 6-0 e invece Paolini impartisce alla ex numero uno del mondo una lezione di tennis, diventa l’italiana con più semifinali in carriera nei master 1000 a quota 5 e tiene alto il nostro tricolore con la vittoria di Roma e della Billie Jean King Cup. Insieme a Sara Errani questa volta ha scelto di non scendere in campo in doppio per concentrarsi sulla qualificazione alle Finals, semrpe sulla scia dell’entusiasmo per la presenza nel movimento italiano di Jannik Sinner che durante le finals di Davis e Bjk cip 2024 a Malaga le diede un consiglio che lei tutt’oggi continua a seguire, ma che non rivela per non dare vantaggi alle avversarie. E quindi la frustrazione per la sconfitta con Gauff, in un incredibile match con 11 break consecutivi, è giustificata fino a un certo punto e non dovrebbe scalfire il morale di Jasmine in vista degli ultimi appuntamenti. Nessuno si sognava dopo il 2024 di rivederla in queste posizioni di alta classifica, soprattuto dopo una stagione in cui ha cambiato tre allenatori, ma la serenità del tennis italiano è questa: ogni settimana le note positive per l’Italia arrivano da una parte o dall’altra.
