Renzi: «Abbiamo bisogno di un’Europa decisa e forte nella politica estera»

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Italia ed Egitto condividono un destino comune nel Mediterraeo e insieme devono riuscire a produrre pace e prosperità nella regione: così il presidente del Consiglio Matteo Renzi in visita al Cairo dove ha incontrato il presidente egiziano Abdel Al Sisi.

“Se non c’è una capacità di guardare al Mediterraneo in modo diverso l’Europa è debole; ma se non c’è un ruolo forte dell’Egitto non c’è spazio di discussione nel Mediterraneo” ha detto Renzi in conferenza stampa. “Abbiamo non solo il piacere e l’amicizia di una storica collaborazione fra i nostri due paesi, ma un destino comune e la mia presenza qui riconosce alla leadership egiziana un ruolo cruciale per la stabilità dell’area e il futuro delle nuove generazioni”. Renzi ha anche accennato alla collaborazione economica fra Egitto e Italia.

“Immagino cosa accadrà nei prossimi dieci anni se riusciremo a stabilire pace in questa area del mondo. Immagino investimenti italiani in Egitto e presenza reciproca perché l’economia egiziana sarà in grado una volta uscita dalla fase di difficoltà di essere partner fondamentale per lo sviluppo del Mediterraneo. Immagino tanti studenti egiziani in italia e tanti studenti italiani in Egitto immersi nella bellezza della cultura di Alessandria e del Cairo e tante zone di questo straordinario Paese”. Italia ed Egitto, ha detto Renzi, saranno “nelle condizioni di promuovere la crescita e il reciproco export ma anche di aiutarci a vivere questa area del mondo come un’area che potrà contribuire a dare pace e prosperità per il futuro e i nostri figli”.

Crisi a Gaza

L’Italia appoggia la proposta egiziana(*) per la crisi di Gaza: lo ha detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi, in visita al Cairo, dopo l’incontro con il presidente egiziano Abdel Fatah Al Sisi. “L’Italia appoggia la proposta egiziana per la risoluzione della crisi nella Striscia di Gaza. E’ l’unica possibilità per uscire dalla crisi” ha detto Renzi in conferenza stampa, aggiungendo: “accanto a questo, faccio mio l’appello degli altri colleghi per il rilascio immediato del soldato israeliano rapito in queste ore”.

Libia Nella visita al Cairo, il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha discusso anche della situazione esplosiva della Libia e ha sottolineato come sia essenziale “il rispetto del voto dei cittadini” espresso nelle ultime elezioni di giugno. “Condividiamo il rischio della instabilità della Libia sulla base dell’analisi che il presidente Al Sisi ha fatto” ha detto Renzi in conferenza stampa dopo l’incontro con il presidente egiziano Abdel Fatah Al Sisi. “Dunque la lotta contro il terrorismo non può che essere portata avanti insieme al presidente e al popolo egiziano”. Infatti “L’Egitto e l’Italia” ha detto Renzi “sono i principali vicini della Libia. Abbiamo il mare nel mezzo ma questo non impedisce di avere una storica vicinanza alla Libia e anche il dramma dell’immigrazione che quotidianamente si presenta sulle nostre coste”. “Penso che oggi sia fondamentale che le Nazioni Unite inviino rapidamente l’inviato speciale e che l’Italia ponga il problema della libia al vertice Nato del 4-5 settembre” ha dettoRenzi “ma soprattutto che dobbiamo aiutare con tutti gli strumenti possibili oggi le istituzioni libiche a dar corso al risultato elettorale del 25 giugno scorso. Lavoreremo insieme per questo obbiettivo perché il rispetto del voto espresso dai cittadini aiuti l’intero paese a vivere una stagione di pace”. A Bengasi, gruppi di miliziani integralisti hanno proclamato un Emirato islamico pur non avendo conquistato la città e avendo perso le elezioni. Il voto del 25 giugno ha rinnovato il parlamento libico e i neoeletti parlamentari sfidando gli estremisti oggi sono giunti per riunirsi a Tobruk in Cirenaica.

(*) Al Sisi ha sottolineato: «I fatti di Gaza si ripetono periodicamente: 2008, 2012 e oggi nel 2014. Bisogna dare uno Stato e una speranza ai palestinesi». La proposta egiziana su Gaza propone di trasformare questo «momento nefasto» in una «occasione» per costruire un negoziato che possa portare allo Stato palestinese e per dare «speranza ai palestinesi e sicurezza a Israele».

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