Ranieri rifiuta la panchina dell’Italia, non sarà ct.

Resta solo l'impegno con la Roma per la prossima stagione.

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Claudio Ranieri EPA/ALESSANDRO DI MARCO

Claudio Ranieri non sarà il ct della nazionale italiana di calcio.

Dopo ore di riflessioni l’ex allenatore della Roma che ora diventerà senior advisor della società ha rifiutato la possibilità di allenare gli azzurri.
Ranieri dunque sarà impegnato solo con il club giallorosso nella prossima stagione.    

“Ringrazio il presidente Gravina per l’opportunità – ha detto Ranieri all’ANSA – un grande onore, ma ho riflettuto ed ho deciso di restare a disposizione della Roma nel mio nuovo incarico in modo totale. I Friedkin mi hanno dato il loro pieno supporto e appoggio per qualsiasi decisione avessi preso riguardo alla Nazionale, ma la decisione è solo mia”, ha concluso. 

C’è molta delusione in Federcalcio per il no di Ranieri all’azzurro: la notizia della rinuncia, anticipata sul sito da Skysport, arriva dopo ore concitate in cui il tecnico della Roma era la prima scelta per sostituire Luciano Spalletti. Il presidente Gabriele Gravina, fanno notare in ambienti federali, aveva però prima chiamato Dan Friedkin, esponendogli la volontà di rivolgersi a Ranieri. Con il via libera del proprietario del club giallorosso lo ha contattato direttamente, e Ranieri si sarebbe dimostrato entusiasta e disponibile a parlare del suo ruolo in azzurro. E’ stata esplorata la possibilità di acconsentire al doppio ruolo, così come richiesto dallo stesso Ranieri, nel rispetto delle norme federali. Gravina proprio per sciogliere il nodo ha sottoposto a Dan Friedkin un memorandum con i chiarimenti richiesti, che avrebbero reso compatibili i due incarichi. Lo stesso Friedkin lo ha valutato con Ranieri, che ha poi deciso di non accettare.

Patto con Roma e doppio ruolo, così Ranieri ha detto no

Claudio Ranieri, questa volta, smette veramente di allenare. Niente doppio ruolo: ct dell’Italia e senior advisor per la Roma.

Una decisione, quella di dedicarsi completamente al club giallorosso, solo dell’ex allenatore e prossimo consulente della proprietà americana, perché i Friedkin lo avrebbero anche supportato qualora avesse scelto di diventare il commissario tecnico della nazionale, non rinunciando però a nulla della figura immaginata a Trigoria per lui. Tradotto: se ci fosse stata una criticità con il tecnico (Gasperini) o la squadra sarebbe dovuto intervenire in qualsiasi momento. Il doppio incarico non era praticabile, e Ranieri, onorato per la chiamata della FIGC, ha scelto di dedicarsi interamente alla Roma. Alla sua Roma.

ANSA/ANGELO CARCONI

“Ringrazio il presidente Gravina per l’opportunità, un grande onore, ma ho riflettuto ed ho deciso di restare a disposizione della Roma nel mio nuovo incarico in modo totale”, le sue parole all’ANSA. E sono diversi i motivi dietro questa decisione: prima di tutto la parola data a club, tifosi e città. Per mesi l’ex tecnico ha sottolineato che avrebbe smesso veramente di allenare e rimangiarsi tutto dopo neanche tre settimane dalla fine del campionato non sarebbe stato nel suo stile. Poi il doppio ruolo che, secondo l’ex tecnico, poteva presentare criticità difficilmente gestibili. Per questo il rifiuto, con la proprietà e Gasperini che, seppur indirettamente, hanno inciso nella decisione di Ranieri. Nessuno di loro ha provato a persuaderlo dallo scegliere la nazionale.

Anzi. “I Friedkin mi hanno dato il loro pieno supporto e appoggio per qualsiasi decisione avessi preso a riguardo, ma la decisione è solo mia”, ha spiegato ancora Ranieri che appena due giorni fa aveva registrato i complimenti pubblici dei texani nel loro messaggio di fine stagione. Hanno parlato di lui come di qualcuno “che incarnasse i veri valori del club” riflettendo “stabilità, identità e legame con la storia della società”. Anche per questo non se l’è sentita di lavorare ‘part-time’ per la Roma, soprattutto dopo aver scelto Gasperini che pochi giorni dopo il suo arrivo avrebbe viste cambiate le carte in tavola. Dunque Ranieri resta al suo posto per una decisione osannata dai tifosi e che unisce ancora di più ‘Sir Claudio’ e la sua gente.

Richiamato nel momento del bisogno non ha saputo dire di no nonostante già lo scorso anno avesse deciso di lasciare i panni dell’allenatore. Una scelta durata pochi mesi, perché alla telefonata giallorossa non ha resistito come ha invece fatto, seppur a malincuore, con la nazionale. E ora vuole continuare il suo nuovo lavoro nel club giallorosso per arrivare laddove lui non è riuscito, a cominciare, prima di tutto, dal ritorno in Champions League.

Fonte: ansa.it