Di lui abbiamo sempre apprezzato la dedizione assoluta al lavoro, la passione nell’affrontare i temi dell’inclusione scolastica, l’indiscussa competenza, l’educazione nel rapportarsi con i collaboratori e la non comune capacità di ascolto. La sua dipartita lascia un vuoto incolmabile tra tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e apprezzarlo, soprattutto i dirigenti e i docenti beneficiari di una formazione concreta, aperta e libera nonché consapevole dei bisogni primari degli alunni. Autore di molte pubblicazioni scientifiche e a lungo coordinatore dell’Osservatorio Permanente per l’Inclusione Scolastica’ del Ministero dell’Istruzione, Raffaele Iosa si è sempre speso per il contrasto alla medicalizzazione rifiutando l’inserimento degli alunni in categorie, etichette, codici e classificazioni. La sua idea, semplice quanto essenziale, è stata quella di praticare l’inclusione scolastica a partire dall’osservazione dell’alunno, inteso come essere umano unico. Portatore di testimonianze vere, attinte direttamente dalla pratica scolastica di classe, Raffaele ha prima di tutto trasmesso a ognuno di noi l’amore incondizionato per l’autenticità dell’approccio e la presa in carico dei problemi con gli strumenti educativi e didattici propri degli insegnanti.

L’incontro
Conosciuto in occasione della presentazione ufficiale della proposta di legge della Cattedra Inclusiva, per la prima volta a Roma il 25 gennaio 2024 nella Sala Stampa del Centro multimediale ‘Esperienza Europa-David Sassoli’, Raffaele Iosa è stato parte del team degli esperti pedagogisti, docenti e dirigenti estensori della proposta di legge. L’introduzione della cattedra inclusiva mirava, come previsto dai proponenti, ad attuare una nuova organizzazione secondo la quale tutti i docenti potevano essere impegnati in un incarico polivalente, in parte svolto nelle attività disciplinari e in parte nelle attività di sostegno, a beneficio dell’inclusione di tutti gli alunni.
Di recente aderente al ‘Gruppo Promotore’ del ‘Movimento Unitario per l’Inclusione Scolastica e Sociale’ (MUISS), Raffaele Iosa ha garantito al Direttivo una partecipazione ampia e una collaborazione sentita, solo limitata negli ultimi mesi dalle sue non buone condizioni di salute. Presente il 26 novembre 2025 nella sala Conferenze di Villa Altieri a Roma, Raffaele dette il suo ultimo contributo pubblico al Primo Convegno Nazionale del ‘Movimento Unitario per l’Inclusione Scolastica e Sociale’ (MUISS), con il sostegno di Roma Capitale e il Patrocinio di Roma Città Metropolitana.
Interessato a costruire unitarietà di azione fra tutte le forze interessate, variegate e composite ma non sempre coese, Raffaele condivise da subito le azioni programmate di sensibilizzazione sugli ostacoli che l’inclusione incontra nelle nostre scuole e nella società e sulle realistiche soluzioni.
Ideatore e partecipe attivo dei gruppi di lavoro, interni al Movimento, Raffaele Iosa ha sollecitato in prima persona, con forza e determinazione, lo studio delle proposte operative per garantire l’inclusione scolastica. L’aumento delle certificazioni, riferito al totale degli alunni che frequentano le scuole italiane di ogni ordine e grado, con il conseguente fabbisogno di risorse strutturali ed educative, hanno in seguito spinto il gruppo di lavoro ad interrogarsi su questo fenomeno con un’attenta valutazione e ulteriori approfondimenti.
Esperti, professionisti della sanità, dirigenti scolastici e docenti si sono trovati o si trovano quotidianamente a fronteggiare richieste continue di certificazioni presentate da genitori, o direttamente dai docenti, come conseguenza delle difficoltà di gestione scolastica e comportamentale degli alunni. Tra le cause, il gruppo promosso da Raffaele Iosa ha segnalato l’individuazione precoce dei disturbi del neurosviluppo, l’aumento dei disturbi comportamentali e oppositivi-provocatori, dei disturbi specifici dell’apprendimento, delle conseguenti facilitazioni a vantaggio delle famiglie che certificano e un accresciuto bacino di lavoro per il personale educativo e riabilitativo.

La personalità
Pedagogista, prima di tutto maestro, direttore scolastico, dirigente tecnico, studioso dell’inclusione scolastica e fine osservatore della società, Raffaele Iosa ha praticato per circa quattro decenni insegnanti, dirigenti scolastici, famiglie e docenti universitari senza ricorrere a insensate ideologie, semmai rivolgendo uno sguardo umano capace di raggiungere anche gli ultimi. Spesso ostacolato per la sua visione contraria alla burocrazia ministeriale, per il contrasto alla ‘pedagogia difensiva’ o per il concetto di ‘Grande Malattia’, Raffaele Iosa ha avuto il merito, poco praticato nei contesti scolastici, di aprirsi al dialogo tenendo a mente che il buon funzionamento della scuola non può prescindere dalla pratica di una sana pedagogia inclusiva. Preoccupato di fronte al pericolo concreto che la scuola italiana perdesse le sue caratteristiche peculiari, uniche in Europa, Raffaele Iosa ha sempre difeso l’autenticità dell’inclusione, intesa come un processo di accoglienza dell’imperfezione, ascolto e dedizione totale ai valori.
Ripensare radicalmente l’idea di scuola e misurare la capacità di accoglienza della diversità, senza trasformare le imperfezioni in separazioni, sono le raccomandazioni che Raffaele Iosa lascia in eredità ai suoi sostenitori e collaboratori. Il fallimento inizia, infatti, nel momento in cui, pur di non vedere la complessità che ogni alunno si porta dietro, la scuola preferisce affidarsi alle categorie e alle etichette diagnostiche dimenticando la concretezza che scaturisce dall’incontro quotidiano con gli alunni.
Conclusioni
Con convinzione, noi docenti, dirigenti, esperti della sanità, collaboratori e amici che abbiamo seguito le orme di Raffaele Iosa, ascoltato i suoi preziosi appelli a mantenere in vita l’inclusione e contrastato la burocrazia scolastica esprimiamo le nostre sentite condoglianze alla famiglia con l’impegno di continuare, con la stessa passione e dialogo, l’opera intrapresa da Raffaele.
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