Papa Leone XIV ha benedetto il Giro d’Italia, Roma ha incoronato Yates.

L'arrivo e la festa al Circo Massimo. La gioia dell'inglese.

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Papa Leone XIV incontra i ciclisti del Giro d'Italia. ANSA/ANGELO CARCONI

La tappa finale tra i monumenti di Roma, il saluto di Papa Leone XIV ai corridori, l’incoronazione di Simon Yates al Circo Massimo: si è chiuso così ieri il Giro d’Italia 2025. Una corsa appassionante e ricca di sorprese, con un esito finale lontano dai pronostici della vigilia e risolto soltanto nella penultima giornata di gara. Roma è spettacolo e passarella per i protagonisti di questa edizione numero 108 della corsa rosa.

Nel primo pomeriggio, prima della partenza, l’emozionante incontro con il Papa in Vaticano: “Vi ringrazio per tutto quello che fate: siete modelli davvero per i giovani, e come avete imparato a curare il corpo, anche lo spirito sia sempre benedetto. Siate sempre attenti a tutto l’essere umano: corpo, mente, cuore e spirito”, ha detto loro Leone XIV. “Spero che per tutti voi sia veramente una giornata bellissima”, ha aggiunto prima di benedire il gruppo che era entrato nelle mura vaticane e ha poi pedalato per tre chilometri dentro la città-stato.

Poi, all’uscita dalla Porta del Perugino, è stata una bellissima giornata. Il gruppo ha sfilato tra ali di folla che li salutava. L’ultimo spettacolo è stato la volota finale vinta da Olaf Kooij. Poi spazio alla festa di Simon Yates. Il 32enne inglese nel 2023 sfiorò l’impresa della vittoria del Giro. “Sono sotto choc. Ci ho lavorato per tantissimi anni. E ora è realtà”, ha detto appena arrivato a Roma. Partito il 9 maggio in Albania, il Giro ha attraversato tutta l’Italia in 21 frazioni: le strade del Sud, dalla Puglia a Matera e Potenza; poi al centro con una piccola “Strade Bianche” a Siena ed il passaggio a Pisa prima di tuffarsi al Nord con il temibile Morticolo e la Montagana Pantani, il Colle delle Finestre che ha stravolto la classifica a 24 ore dalla conclusione.

In totale sono 52.500 metri di dislivello distribuiti su sei tappe per velocisti, otto frazioni di media montagna, cinque di alta montagna e due prove cronometro. Il favorito prima della grande partenza a Tirana era Primoz Roglic: lo sloveno ha fatto sognare i tifosi ma alla 16ma tappa è stato costretto al ritiro per una caduta sotto la pioggia ai piedi del Candriai. Spazio quindi a Isaac Del Toro: il 21enne messicano del team Uae Emirates Xrg ha entusiasmato mettendo in opera un duello con l’ecuadoriano Richard Carapaz. Il giovanissimo campione – davanti a sé ha sicuramente un futuro ricco di successi – ha dato spettacolo con attacchi a sorpresa, diventando un beniamino del pubblico. Il Giro sembrava una corsa a due fino a quando sul Sestriere, Simon Yates ha realizzato il suo capolavoro. Rimasto in sordina nel corso delle 19 tappe precedente, ha atteso la 20ma, quella più dura con la Cima Coppi a Monte delle Finestre, per sferrare l’attacco al giovane messicano e conquistare la maglia rosa prima della “sfilata” conclusiva di Roma. Una vittoria di strategia e determinazione.

Fonte: ansa.it