La famiglia nel bosco ha accettato la casa, ‘Grazie a tutti’.

Offerta da un ristoratore. Presentato il ricorso, 'passo avanti'

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La casa temporanea offerta gratuitamente da un ristoratore locale. L'immobile offerto è un casolare ristrutturato situato sempre nel bosco di Palmoli, che la famiglia ha ritenuto compatibile con il proprio stile di vita, in quanto dispone di un pozzo per l'acqua, un bagno a secco e un ricovero per animali.

Ha il volto sorridente Nathan.

Inforca gli occhiali, fruga nella tasca del giaccone e tira fuori un bigliettino. “Grazie a tutti, abbiamo fiducia nei giudici, ma non ho altri commenti da fare”.

Poche parole in un italiano zoppicante per siglare quel “passo in avanti” di cui parlano i suoi legali, l’ok al casolare offerto a titolo gratuito da un ristoratore di Ortona, Armando Carusi. Da ieri la ‘famiglia nel bosco’ ha una nuova casa, un tetto sotto il quale vivere in attesa dei lavori di ristrutturazione dello stabile di Palmoli, una delle condizioni primarie per il ricongiungimento familiare.

Una ‘villetta’, anche questa immersa nella natura, dove nei prossimi giorni è attesa anche Catherine, la donna che da più di una settimana vive con i suoi tre figli nella casa famiglia di Vasto.

“Da piccolo anche io ho vissuto come loro – le parole del proprietario -. Qui ci sono due ampie stanze di cui una cucina, un pozzo dove poter prelevare l’acqua, il bagno a secco e locali per gli animali”.

La firma del contratto è arrivata a poche ore di distanza dalla presentazione del ricorso nel quale i legali della famiglia, Marco Femminella e Danila Solinas, tentano di risolvere i temi centrali dell’ordinanza di allontanamento: dalle criticità igienico-sanitarie del casolare nel bosco, all’analisi della vita dei minori e del metodo dell’unschooling che – scrivono – non ha mai impedito ai bambini di rapportarsi con i loro coetanei.

Nel comunicato gli avvocati parlano di una “vicenda che, a tratti, è stata, purtroppo, oggetto di strumentalizzazioni speculative”. “Catherine e Nathan – scrivono – hanno sempre, e solo, avuto a cuore il bene dei loro figli e la scelta di vivere nella loro casa di Palmoli, ed in via più generale di crescere i loro bambini in un’ottica di potenziamento di valori non stereotipati, lungi dall’essere frutto di una negligente approssimazione educativa era, ed è, espressione di una filosofia di vita in cui hanno creduto e continuano fermamente a credere”.

Poi una stoccata all’ex difensore della famiglia, Giovanni Angelucci, nei cui confronti c’è stata la revoca del mandato e non la rinuncia, come spiegano Femminella e Solinas, a causa di “criticità legate ad una puntuale interpretazione di segmenti processuali che, se correttamente individuati e chiariti, avrebbero potuto condurre, sin da subito, ad un approdo diverso”.

Ieri, però, per la famiglia anglo-australiana Birmingham-Trevallion è stato il giorno della gioia. Con le chiavi della nuova casa in tasca, Nathan e Catherine possono tornare a sperare nel ricongiungimento con i loro figli. Ha esultato anche il vicepremier Matteo Salvini che, sin dall’inizio del caso, ha sempre manifestato pubblicamente solidarietà alla ‘famiglia nel bosco’.

A Palmoli, e nei quattro capoluoghi abruzzesi, la Lega ha anche avviato l’annunciata raccolta firme, mentre la prossima settimana, all’Aquila, si riunirà l’Anm abruzzese per manifestare solidarietà ai magistrati del Tribunale dei minori finiti nell’occhio del ciclone, con tanto di insulti e minacce social alla presidente Cecilia Angrisano.

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