“Non c’è niente di così bello che fare canestro” è la frase che riassume magistralmente l’emozione che può dare questo sport. E’ un’affermazione di Marco Belinelli, contenuta nel suo discorso di addio alla pallacanestro lui che è stato il primo italiano con l’anello NBA e anche il primo azzurro a vincere la sfida da tre punti dell’all star game. Queste sue dichiarazioni ci fanno capire l’amore che si prova anche in Italia per il basket, un sentimento che si rafforza passo dopo passo ad ogni vittoria della nazionale italiana di Pozzecco impegnata all’Europeo nel girone che si sta svolgendo a Cipro, Little by Little come direbbero gli Oasis. Forse il gruppo di ferro, forse il sorteggio più sfortunato possibile dove praticamente, eccetto i padroni casa contro cui diamo per scontata la vittoria nell’ultima giornata, non ci sono squadre cuscinetto. E i risultati lo confermano, fin dalla prima giornata in cui la Georgia ha sconfitto la Spagna campione uscente e poi si è spenta rischiando ora l’eliminazione dal gruppo da sei insieme a Bosnia e Spagna stessa con Italia e Grecia invece lanciate verso il tranquillo secondo posto. Chi l’avrebbe mai detto sei anni fa quando venivamo estromessi dal mondiale proprio dalla Spagna poi campione del mondo. Gli iberici sono effettivemtne in una fase di rinnovamento anche se questo era lo stesso pensiero degli esperti anche tre anni fa quando poi quell’Europeo lo sono andati a vincere. Si tratta pur sempre di una squadra con carattere e talento. Questa sera è stata l’Italia la squadra che ha scelto di comandare la partita, di affrontarla come qualcuno che ha qualcosa da perdere e non solo con cuore e forza del miracolo: era l’Italia che si stava giocando il secondo posto in prima persona, ed è sempre l’Italia la squadra che ora sogna di strappare il primo posto alla Grecia per lanciarsi chissà in un tabellone più facile ali ottavi di finale. Abbiamo analizzato le favorite, sono altre con i ragazzi di Pozzecco che non partono forse neanche in seconda fascia e ci siamo scontrati con la realtà di non avere un fenomeno come Giannis Antetokoumpo, ma poi la prestazione di Fontecchio contro la Bosnia (39 punti con record di un italiano agli europei) ci ha messo qualche dubbio anche su quest’ultima affermazione. Mancano titoli in bacheca all’Italiabasket, è arrivato l’argento ad Atene 2004, il bronzo agli europei del 2003 ma poi sono mancate 4 olimpiadi su cinque, questo fino al risveglio del post pandemia, quando a Tokyo siamo andati a prenderci la qualificazione al pre olimpico e fino a pochi mesi fa quando a muovere il palmares dell’italbasket ci ha pensato la nazionale femminile che si è messa al collo uno splendido bronzo europeo superando nella finalina la Francia argento olimpico. Quella è stata la prima gioia di Luciano Buonfilgio da presidente del CONI, subentrato a Malagò il presidente delle grandi vittorie dell’Atletica, dell’ascesa del tennis e delle olimpiadi di Milano Cortina. Che sia giunta l’ora del basket?.
Italia-Spagna, paura e gioia in quattro quarti
Ogni speranza sembrava svanire e in fretta dopo i primi minuti. L’italia vince con la Spagna però in pochi potevano credere a questo finale dopo i primi minuti di partita. Fontecchio ha sprecato e quindi De Larrea e Aldama hanno portato i campioni in carica sul 13-0, ogni competizione ha il momento in cui bisogna soffrire, e i ragazzi di Pozzecco hanno capito che quel momento era arrivato. Sembrava di vedere il ritorno dei campioni, il compeltamento del ricambio generazionale invocato da Scariolo, che invece ci siamo resi conto che sta coinvolgendo l’Italia. La rimonta ha un volto, un nome e un cognome: Saliou Niang. Suo il primo canaestro azzurro e poi una schiacciata e la scossa decisiva con 6 punti. Gallinari e Thompson contribuiscono, ma al termine del primo quarto il parziale è pesante: 18-10. Sale in cattedra quindi Momo Diouf, altra giovane stella azzurra, altro giocatore selezionato al draft NBA, ma ancora non chiamato nel massimo campionato mondiale, la marcia verso il pareggio è sua e all’intervallo siamo sotto di sei punti. La storia recente della nazionale italiana è ricca di queste situzioni, di queste partite delle quali rimane la prestazione, ma non il risultato (e quella con la Grecia all’esordio ne è un esempio). “Avete tentato, avete fallito. Non importa. Tentate ancora, fallite ancora, fallite meglio” lo diceva Samuel Beckett perché alla fine in ogni sport è vero che si impara più dalle sconfitte che dalle vittorie ed è per questo che serve l’esperienza dei veterani, restiamo a contatto grazie ad una stoppata di Fontecchio su Aldama, e grazie all’entusiasmo delle nuove leve, Diouf su tutti ma anche Procida che si trovava opposto al suo futuro allenatore al Real Madrid. Sua la tripla del pareggio e poi di Niang i due punti del sorpasso. Lo abbiamo atteso e ora ce lo godiamo Gabriele Procida, classe 2002 ha già assaporato l’eurolega con l’Alba Berlino. L’ansia ritorna però, come un ciclo eterno e se a inizio incontro a spaventare era il punteggio netto in favore degli iberici a far tremare i pensieri di Pozzecco e degli appassionati di Basket sul finale è la caviglia di Niang che si fa male, prova a continuare ma il Poz lo richiama per preservarlo, ha dimostrato di essere troppo improntate. Come se non bastasse la partita era ancora da vincere perchè se la tripla di Spissu ci aveva portato a +6, i colpi di Aldama hanno dato vita ad un mini supplementare quando mancavano 1 minuto e 55 secondi al termine. In un certo senso la Spagna la partita ce la regala con un antisportivo di Parra, un placcaggio rugbystico anche se non ci risulta che la Spagna abbia una tradizione della palla ovale: Spissu e Ricci chiudono il match e ora si sogna. Il nostro primo posto è a portata di mano, potremmo giocarcela per differenza punti con la Grecia, o addirittura superarla perchè Giannis e compagni dopo la sconfitta con la Bosnia dovranno affrontare proprio la Spagna che vede la sua permanenza nell’europeo non appesa ad un filo, ma neanche in cassaforte. Adesso siamo noi che abbiamo spaventato l’Europa.
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