Internazionali BNL 2026: grande festa a Roma per Sinner, senza Djokovic e Alcaraz il sogno è una finale italiana.

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Jannik Sinner, ph. Ascanio Anotlini Ossi

C’è un’aria strana stasera, anzi quella sera parafrasando una canzone di chi da queste parti sta scalando le classifiche dei cantautori romani. Ultimo usa questa frase come incipit di uno dei suoi brani più amati dal suo pubblico, dal suo popolo che ha rimpito stadi, Arene e ha già in mano il record del concerto con il maggior numero di spettatori paganti della storia. E c’era una aria strana anche la mattina dell’8maggio 2019 quando sul Pietrangeli Jannik Sinner e Lorenzo Musetti si affrontavano nelle semifinali delle prequalificazioni degli Internazionali BNL d’Italia davanti a pochi appassionati se paragonati al pubblico da record dell’edizione del torneo in corso che accorre al Foro per vedere proprio loro due. Chi di record se ne intende è invece il protagonista di queste giornate romane, non c’è 5 senza 6 si leggeva su alcuni cartelloni comparsi sugli spalti del Foro Italico, e il riferimetno è chiaramente a Jannik Sinner. Fin dal primo allenamento per lui si è scatenato il pandemonio, un tripudio di applausi, feste e invocazioni al titolo che è l’unico che gli manca per completare la collezione dei Master 1000, cosa riuscita solamente a Novak Djokovic. All’orizzonte non c’è nessuno che sembra potergli mettere i bastoni tra le ruote, consdierando che Alcaraz è infortunato, considerando che Nole è stato eliminato dal giovane Dino Prizmic e che Zverev non è mai entrato in partita ne a Madrid, ne nelle ultime volte che ha incrociato la racchetta con il rosso di Sesto Pusteria. Non vogliamo portare sfortuna, ma pur volendo muoversi con cautela le due partite d’esordio al Foro Italico hanno laicato solamente segnali postivi di crescita. Ofner ha vinto più game di Zverev a Madrid, Popyrin invece no. Nel primo caso, però, stiamo parlando di un giocatore che non affrontava Sinner dai tempi dei Challenger: proprio contro l’austriaco, infatti, Jannik giocò l’ultima partita prima di entrare stabilmente nel circuito ATP. Ofner, quindi, si è trovato quasi appagato dal fatto di avere uno stadio intero a guardare una sua partita. Il risultato è stato che dopo aver sconfitto Berrettini e Mensik, Alexei, a volte lo dimentichiamo, è un Campione 1000, si è trovato lontanissimo dall’impresa di eliminare Jan come fece nel 2021 a Madrid.

Sinner, Musetti, Pellegrino, Darderi, Roma si fa in 4

Non sono i Fab Four, non sono i nostri fantastici 4 perchè tra di essi manca Cobolli, ma a Roma il tricolore continua a sventolare nel torneo maschile con quattro presenze agli ottavi di finale. Due di essi si affronteranno sul Centrale uno contro l’altro nella partita probabilmente più scontata di quelle in programma nella giornata di oggi. L’assenza però è di quelle che pesano, anzi le assenze perché anche dal singolare femminile ci aspettavamo una presenza importante. Stiamo parlando proprio dell’eliminazione di Jasmine Paolini, maturatasi dopo tre match point falliti dalla campionessa in carica contro Elise Mertens, tre occasioni di vincere la sfida che bruciano, non come quelle di Sinner a Parigi lo scorso anno, e lo faranno a lungo. Jas non ha mai vinto più di due partite consecutive nel 2026, troppo poche per una giocatrice che era ormai in pianta stabile alle Finals candidata ad arrivare in fondo in ogni torneo. Viene da pensare che il suo momento d’oro sia veramente giunto al termine, la sofferenza si è vista fin dalla partita con JeanJean, con la francese reduce dalle qualificazioni che l’ha trascinata al terzo tenendola in campo per tre ore e togliendole energie per la sfida con la belga. Adesso Jasmine uscirà dalla top 10 e vista l’eliminazione di Sabalenka e di tante altre teste di serie il rammarico per questa partita persa non può che aumentare. Come crescono i rimpianti per Flavio Cobolli, erano anni che chiedeva di giocare sul Centrale o sul Pietrangeli e, finalmente accontentato dopo aver eliminato Atmane sulla BNP Paribas Arena lo abbiamo visto arringare il pubblico della sessione serale fin dal primo punto. Uno stadio intero per lui, li nella sua città, con famiglia, staff e soprattutto con il suo popolo, con i suoi amici. In tribuna c’era Edoardo Bove amico da una vita sportiva e calcistica, c’era la sua Roma rappresentata da Malen e Rensch e dalla madrina della squadra Noemi. C’erano persino Fabio Fognini e Flavia Pennetta nel Centrale sold out, tutti gli occhi su Flavio, ma non è bastato. Dalla parte opposta della rete ha trovato Thiago Augustin Tirante, un carneade protagonista della partita perfetta nel torneo della carriera. Peccato perché il tabellone si era aperto dopo le cadute di Auger Aliassime e con Medevedev non a suo agio, come da tradizione, sulla terra rossa.

Lorenzo Musetti ph. Ascanio Anotlini Ossi

Rimangono in quattro quindi, dei sette che avevano Iniziato i sedicesimi. Onore ad Arnaldi che ha eliminato De Minaur e ha sfiorato l’impresa con il campione del futuro Jodar, grandi meriti anche per Bellucci vincitore di una maratona con Etcheverry che lo ha stremato però quando ha poi affrontato Landaluce, il Lucky loser che ci ricollega direttamente al volto nuovo del tennis italiano, Andrea Pellegrino. Classe 1997, con appena due vittorie nel circuito ATP prima di quest’anno quando ha dato i primi segni positivi a Santiago arrivando ai quarti da qualificato. Anche a Roma ha affrontato le qualificazioni, e vincendo contro Landaluce e contro un gruppo di accaniti scommettitori si è guadagnato un posto nel main draw della Capitale, già un sogno solo a parlarne. Dopo una settimana si ritrova a giocare sul Centrale contro il numero uno del mondo italiano per un posto nei quarti, senza dubbio il suo miglior risultato della carriera, anche se dalla parte opposta trovarà Jannik in stato di grazia, nel giorno in cui la Volpe Rossa potrebbe eguagliare il record di vittorie consecutive nei Masters 1000 inseguendo il sesto titolo mille senza interruzioni dopo Parigi, Indian Wells, Miami, Montecarlo e Madrid. Dalla parte opposta del tabellone troviamo Luciano Darderi e Lorenzo Musetti che potrebbero affrontarsi solo in una ipotetica e ottimistica semifinale tutta italiana. Decisamente ottimistica perché se da una parte l’artista di Carrara ha le carte in regola per giocarsi l’accesso ai quarti contro Casper Ruud, dall’altra “Lucio” ha davanti a se una montagna da scalcare, quell’Alexander Zverev che nonostante le ripetute lezioni prese da Jannik rimane pur sempre il numero tre del mondo. Muso non ha ancora perso un set seppur si è ritrovato a soffrire sia con Mpetshi Perricard che soprattutto con Francisco Cerundolo, un altro argentino con cui il Centrale aveva un conto in sospeso considerando che nel 2023 eliminò Jannik Sinner dal torneo. Ci sono tre precedenti tra lui e il norvegese, il primo dei quali risalente al 2019 nelle qualificazioni degli Internazionali, una vittoria di Ruud liquidava nel 2019 Musetti con un 6-1 6-4, che era reduce proprio d quella semifinale contro Sinner alle perqualificazioni. Darderi ha invece un solo precedente con Zverev, una sconfitta 7-6 7-2, anche lui qui a roma, era il 2024, erano sedicesimi del torneo che poi Sascha sarebbe andato a vincere in finale con Nicolas Jarry. IN quel 2024 la semifinale la raggiunse Tommy Paul, che si è sempre trovato bene nella Capitale anche forse per via del suo sostegno alla Lazio, ma quest’anno l’americano ha perso proprio con l’italo argentino Luciano, che ora sogna anche lui di entrare in top 20 in maniera stabile.