La scuola, da sempre luogo d’incontro di culture diverse, crocevia di lingue, religioni e provenienze geografiche, riveste un’importanza strategica per l’edificazione di una società che accoglie, rispetta, accetta e riconosce reciprocamente le differenze.
Un calo di motivazione, l’insicurezza che nasce dal mancato ascolto e l’aggressività a fronte di elementi stressanti di difficile gestione personale sono componenti facilmente riscontrabili nelle classi scolastiche. I conflitti che si generano a scuola, lontani purtroppo dal costituire punti di partenza per uno sviluppo creativo dell’azione comune richiedono competenza, preparazione e un atteggiamento positivo e proattivo che ne favorisce la risoluzione.
I docenti, da sempre impegnati a rincorrere i cambiamenti sociali in atto, richiedono informazione e formazione, conoscenza e pratica di modelli educativi e relazionali innovativi e, per questo, praticabili per non trascurare gli aspetti motivazionali ed affettivi.
Educazione biocentrica

L’introduzione alla pratica della biodanza a scuola costituisce un valido aiuto in campo pedagogico perché trasforma l’esperienza del vivere quotidiano di ciascun allievo in un processo di apprendimento che utilizza linguaggi comunicativi diversi dalla parola. Il movimento, stimolato dalla musica, consente di stabilire con l’altro una relazione affettiva che si trasforma in rinforzo personale, laddove necessario, per prevenire le difficoltà e i disagi che di norma alimentano il conflitto interpersonale.
Le difficoltà facilmente riscontrabili a scuola e fuori, proprio quelle che nascono dal vivere in una società sempre più connessa alle tecnologie ma rovinosamente sconnessa dalla vita reale, comportano la non capacità di stabilire legami affettivi profondi con l’altro. Sovente generano un profondo vuoto esistenziale, un senso di solitudine che esita in rabbia, come alternativa al dialogo attivo, in frammentazione e impossibilità a stabilire contatti proficui con l’altro.
La povertà educativa dilagante nelle società iperconnesse, soprattutto diffusa nei contesti sociali presenti nelle aree marginali del Paese e nelle periferie delle grandi città metropolitane si contraddistingue per le pericolose situazioni di svantaggio e di discriminazione che espongono i bambini e i ragazzi al rischio di vivere stati marginali distanti dalla società. Il disagio, l’assenza di punti di riferimento stabili e le difficoltà di apprendimento scolastico sono tra le cause prevalenti dell’insorgenza di sfiducia e di disistima delle proprie capacità che favoriscono l’abbandono e la successiva dispersione scolastica.
Rolando Toro Araneda: principi metodologici e didattici della pedagogia Biocentrica
Poeta e pittore, psicologo e psicoterapeuta cileno nato nel 1924 e deceduto a Santiago del Cile nel 2010, Rolando Toro è stato inoltre docente di Psicologia dell’Arte e dell’Espressione e docente nel Centro di Antropologia Medica presso la Scuola di Medicina dell’Università Cilena. Teorico della Biodanza, tra gli anni Sessanta e gli anni Settanta Rolando Toro ideò un sistema di integrazione umana, una riorganizzazione organica e un nuovo meccanismo affettivo intenzionale da svilupparsi attraverso la musica, il canto e il movimento in contesti sociali e incontri di gruppo allo scopo di favorire la relazione affettiva con l’altro. I comuni ‘riti sociali’ esercitati nel gruppo e i movimenti naturali quotidiani che contraddistinguono gli esseri umani, in rapporto all’ambiente circostante, costituiscono la base sulla quale si aggancia la biodanza. La riscoperta delle emozioni attraverso il linguaggio universale della musica, talvolta prodotta da strumenti non convenzionali, costituisce un antidoto ai principali disagi della nostra vita e agisce riducendo l’ansia sociale, lo stress, l’aggressività e la depressione.
Attività scolastiche e pedagogia biocentrica
Le attività didattiche curricolari ed extracurricolari da destinarsi agli alunni e contemporaneamente agli insegnanti, che sempre di più necessitano di tecniche di rilassamento per la riduzione dei sintomi legati alla sindrome da lavoro correlato, vengono programmate per svolgersi prevalentemente in ambienti esterni naturali. Il viaggio di conoscenza e di dialogo dei destinatari dell’intervento si realizza nei diversi mondi culturali presenti a scuola e nella società.
La pratica della danza di gruppo favorisce la risoluzione dei conflitti generati negli ambienti scolastici, l’acquisizione di forme di conoscenza e di trasmissione di saperi differenti, la comunicazione e la condivisione fra culture anche molto diverse tra loro, il recupero dell’affettività e il ritorno alla naturalità dell’essere umano. La ripresa degli aspetti motivazionali ed affettivi calma gli animi, consente la gestione dei conflitti che si generano a scuola e il controllo delle emozioni negative. L’educazione alla diversità culturale, l’integrazione linguistica e sociale e la naturale empatia che ne derivano favoriscono la comunicazione interculturale che apre gli alunni alla conoscenza e al dialogo.
La formazione degli insegnanti prevede l’approfondimento teorico e l’introduzione della pratica della Biodanza a scuola, la conoscenza dei principi fondanti ad opera di Rolando Toro e il recupero dell’affettività degli alunni attraverso il ritorno alla naturalità dell’essere umano. La Biodanza a scuola rasserena gli animi e riduce lo stress, incrementa e ottimizza il lavoro di gruppo tra i docenti e recupera la coralità delle azioni. Diffusa in molti istituti scolastici nella fascia di età otto -15 anni e anche oltre, l’educazione biocentrica stimola i potenziali di vitalità degli alunni, la creatività, gesti e movimenti che facilitano la relazione, la collaborazione e la capacità di ascolto dell’altro.
Associazioni di promozione e formazione
Molto diffuse nel territorio italiano, le Scuole di Formazione e cultura in ‘Biodanza Sistema Rolando Toro’ ricevono l’autorizzazione della ‘International Biodanza Federation’ e condividono un programma unico in tutto il mondo. L’obiettivo è quello di favorire lo sviluppo e la crescita personale riferita alla collettività e alla pacifica convivenza.
