
l Board of Peace per Gaza il Vaticano non partecipa, “ci sono perplessità”.
Lo dice il segretario di stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin lasciando palazzo Borromeo, sede dell’ambasciata d’Italia presso la Santa sede al termine del tradizionale bilaterale con l’Italia alla presenza del capo dello stato Sergio Mattarella, e della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, per l’anniversario della firma dei Patti Lateranensi.
“Il Vaticano non parteciperà al Board of Peace per Gaza”, spiega Parolin, “poi abbiamo preso nota che l’Italia parteciperà come osservatore, evidentemente ci sono punti che lasciano perplessi, punti critici che avrebbero bisogno di trovare delle spiegazioni. La cosa importante è che si stia tentando di dare una risposta ma per noi ci sono delle criticità che andrebbero risolte”. Il segretario di stato vaticano precisa anche: “non esprimiamo giudizi sull’Italia che ha una posizione del tutto autonoma” ma “pensiamo che queste controversie vadano discusse e risolte a livello dell’Onu”.
A Palazzo Borromeo, per un appuntamento tradizionale che è anche occasione per fare un po’ il punto della collaborazione tra il governo italiano e le istituzioni d’Oltretevere oltre la Cei, erano presenti diversi membri dell’esecutivo tra cui il sottosegretario Alfredo Mantovano, i ministri Matteo Piantedosi, Alessandra Locatelli, Marina Elvira Calderone, Giuseppe Valditara, Anna Maria Bernini, Giancarlo Giorgetti, Andrea Abodi e Eugenia Roccella. Della delegazione vaticana capitanata dal segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, accompagnato dal sostituto, monsignor Edgar Pena Parra, ha fatto parte anche il ‘ministro’ degli Esteri vaticano, mons. Richard Gallagher.
Per la delegazione della Cei, c’era il cardinale Matteo Zuppi. “C’è stato soprattutto un ringraziamento da parte nostra per l’attenzione che il governo ha prestato a tante tematiche che stanno a cuore alla Chiesa, tematiche di natura sociale – ha anche spiegato Parolin per quanto invece ha riguardato più direttamente il confronto con il governo -. Temi come i provvedimenti per la famiglia, il tema dell’educazione e della disabilità, il tema delle carceri. Su questi temi ci sono dei tavoli di lavoro che riguardano più direttamente la Cei e sui quali sono stati fatti dei passi in avanti”.
A ‘rivelare’ che anche il Vaticano di papa Leone era stato invitato a partecipare al Board of Peace promosso dall’amministrazione Usa di Donald Trump era stato lo stesso Parolin il 21 gennaio scorso, spiegando che una decisione in merito andava soppesata e valutata attentamente. In una successiva occasione, aveva approfondito il tema spiegando che tra le perplessità vaticane vi era anche il fatto che nell’istituto già ribattezzato ‘contro-Onu’ non era presente una leadership palestinese. Parere negativo sull’iniziativa americana è stato espresso anche dal cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei Latini partecipando il 6 febbraio ad un evento dei francescani a Roma: “Mi sembra una operazione colonialista” aveva detto.