Il Primo Ministro israeliano Naftali Bennet media tra Ucraina e Russia.

Bennett ha informato dell’incontro gli Stati Uniti, Francia e Germania.

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Il capo del governo israeliano Naftali Bennet ha incontrato a Mosca Vladimir Putin per provare a mediare il conflitto tra Russia e Ucraina. Il premier israeliano è volato a sorpresa a Mosca dopo aver avvisato gli Stati Uniti, la Germania e la Francia. Non si conoscono i termini dell’incontro ma si sa che oltre della guerra sono stati affrontati altri argomenti quali il nucleare iraniano e la difficile situazione delle comunità ebraiche in Russia e in Ucraina. L’ incontro è durato tre ore ed è frutto della prima visita di un leader estero a Mosca dopo l’inizio del conflitto. Bennet al termine del vertice ha telefonato al presidente ucraino Volodymr Zelensky e al Presidente francese Emanuel Macron per recarsi poi a Berlino dal cancelliere della repubblica federale Olaf Sholz.

Israele ha carte importanti per svolgere il ruolo di intermediario. L’Ucraina in particolare sembra essere molto interessata ad avere Bennet come mediatore. Il governo israeliano ha tenuto sulla guerra un profilo basso che lo ha reso in grado di tenere aperti i contatti con entrambi i contendenti . Pur essendo una nazione occidentale molto vicina agli Stati Uniti. Israele non appartiene all’Unione Europea né alla Nato e vanta relazioni particolari con la Russia ( la nazione di Putin ha un ruolo importante nel Medioriente, vaste fasce della popolazioni israeliane provengono dalla Russia sul cui territorio si trovano importanti comunità ebraiche) e con l’Ucraina ( gli ebrei presenti nel Paese sono 50.000 tra questi anche il Presidente Volodymyr Zelensky) . Bennet fino a questo momento si è mostrato tiepido sulle sanzioni e ha risolutamente impedito il trasferimento di armi a favore dell’Ucraina. La sua azione potrebbe rivelarsi fondamentale dopo che l’Unione Europea e gli altri paesi occidentali si sono schierati a favore di Kiev pronunciandosi a favore dell’invio di armi, volontari e aiuti economici e di sanzioni contro il nemico.

Non solo Israele-Anche il leader turco Recep Tayyip Erdogan si è offerto come mediatore e ha annunciato che oggi avrà un colloquio telefonico con Putin.

Cina-La diplomazia Usa sta facendo ha mandato un chiaro messaggio a Pechino: “il mondo sta guardando per vedere quali nazioni difendono i principi fondamentali della libertà, dell’autodeterminazione e della sovranità”. Cauta la risposta del governo cinese che ha chiesto da un lato di fermare i bombardamenti e un dialogo tra Unione Europea, Nato e Russia al fine di trovare una soluzione pacifica, dall’altro ha ricordato il rispetto della carta dell’Onu e ha invitato a prestare attenzione “ all’impatto negativo della continua espansione verso est della Nato sulla sicurezza della Russia”. Pechino opportunisticamente sfrutta la situazione per ricordare agli Usa la sua idea di “ Unica Cina” e di “ smettere di sostenere l’indipendenza di Taiwan”.

Negli Stati Uniti Biden sale come popolarità grazie alla sua presa di posizione sulla guerra russa. L’attuale inquilino della Casa Bianca, al minimo nei sondaggi dopo la vergognosa debacle dell’Afghanistan, sembra ottenere consenso per la sua posizione sulla crisi. In base ai dati NPR/ PBS NewsHour/ Marist il Presidente ha dalla sua il 47% degli americani , ovvero 8 punti in più rispetto ad un mese fa, mentre il 52% dei suoi concittadini ha fiducia sulla sua politica nei confronti di Putin . Gli Usa hanno intanto inviato il segretario di stato Antony Blinken e la Vicepresidente Kamala Harris in Europa Orientale per assicurare l’impegno americano ai paesi Nato del confine est. Il Segretario di Stato ha visitato ieri in Polonia i rifugiati ucraini e promesso loro aiuti per 2,7 miliardi di dollari. Il Washington Post provocatoriamente si e’ chiesto con un editoriale perché il Presidente non accolga i profughi in America come gli altri Paesi europei.

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