I presidi lanciano l’allarme “ Lunedi potrebbero mancare centomila dipendenti della scuola su un milione”.

Gli amministratori locali, governatori in testa, insistono per un rinvio delle lezioni scolastiche ma il governo capeggiato dal ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, ribadisce la ripresa per domani delle lezioni in presenza.

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In una sorta di battaglia a distanza, Esecutivo e amministratori locali ribadiscono le proprie posizioni in una giornata in cui il numero dei contagi torna a sfiorare quota 200 mila. Il ministro Bianchi, col sostegno del governo tutto, va avanti e ha incontrato i sindacati per illustrare le nuove misure emanate dal Consiglio dei Ministri. Il governo Draghi ha ribadito la sua volontà di far riprendere lunedì le lezioni in presenza. Se il governatore della Puglia Emiliano si dice “ sconsolato”, Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, fa sapere che si rischia tra quarantene e assenze una “ falsa ripartenza” e chiede al riguardo il parere dirimente del Comitato Tecnico Scientifico .La Sicilia fissa intanto la riapertura delle scuole tre giorni avanti e dispone come il Trentino di non applicare il super green pass sui trasporti e per le quarantene. La Campania intanto con il governatore De Luca emana un’ordinanza che dispone la ripresa delle lezioni in presenza il 29 gennaio per “ circostanze di eccezionale e straordinaria necessità”, il governo sul provvedimento ha aperto un contenzioso. La fascia più colpità dal contagio intanto sembra essere quella dei giovani in particolare la fascia dei bambini dai 5 agli 11 anni , seguita da quella 16-19 anni. Il Presidente dell’ Associazione Nazionale Presidi Antonello Giannelli lancia l’allarme:  “Stimiamo che lunedì potrebbero essere assenti 100.000 dipendenti della scuola su un milione.Per ovvi motivi si tratta di numeri stimati approssimativamente e che saranno verificati una volta aperte le scuole”.

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