
Quattro portabandiera come mai era successo prima.
Due a Milano, altrettanti a Cortina e ora hanno un nome e un cognome: Arianna Fontana, Federico Pellegrino, Amos Mosaner e Federica Brignone.
Già la regina dello sci che sarà dunque al via, dopo il recupero dal grave infortunio, e con un ruolo comunque da protagonista. Diciassette medaglie olimpiche in totale, per 4 atleti che rappresentano una scelta che porta con sé “dieci mai”, tanto per citare lo slogan con il quale il n.1 del Coni, Luciano Buonfiglio, ha annunciato i campioni che il prossimo 22 dicembre riceveranno il tricolore da Mattarella al Quirinale per poi sfilare il 6 febbraio durante le cerimonie d’apertura di Milano e Cortina.
Ma un nome, più di altri, suona come una conferma perché fino alle 12.12 del 12 dicembre la certezza che la Brignone ci sarebbe stata ai Giochi non c’era.
La telefonata con il presidente del Coni, la sera della vigilia dell’annuncio degli alfieri, ha invece fugato ogni dubbio: super Fede ci sarà e lei che, oltre a esser figlia d’arte nata nella città delle Olimpiadi (Milano), porterà la bandiera a Cortina insieme a Mosaner, oro olimpico in Cina nel curling insieme a Stefania Costantini. “E’ il sogno che si realizza – dice all’ANSA la campionessa azzurra di sci -.
Dal giorno dell’infortunio è stata la motivazione per lottare e rialzarmi”. E ora vede la luce in fondo al tunnel. A Milano, invece, a sfilare saranno la pluricampionessa dello short track e già portabandiera a Pyeongchang 2018, Fontana, con il due volte argento nello sci di fondo e membro del consiglio nazionale Coni, Pellegrino. Buonfiglio, affiancato dal suo vice Di Paola e dal segretario generale Mornati, nello spiegare le motivazioni delle sue decisioni, si è soffermato poi su Sofia Goggia, grande esclusa di giornata. “Avrebbe meritato una gratificazione anche lei, ma vanno fatte delle scelte – le parole del n.1 del Coni -. Per questo mi auguro che sia lei a consegnare la bandiera a chi la isserà a Cortina”.
Nel toto-nomi del portabandiera ci era finita anche Stefania Costantini, oro nel curling in Cina insieme a Mosaner, ma per lei, nata a Pieve di Cadore, sembrerebbe esser stato ritagliato un altro ruolo “molto importante”, giurano dal Coni. Per questo Buonfiglio commentando le scelte parla di un “puzzle difficile” perché “per me quasi tutti gli atleti meritano di portare la bandiera” ma “ci siamo ispirati alla storia e alle tradizioni, trovando soluzioni inedite”. Da qui le dieci condizioni mai realizzate che hanno guidato il Coni alla scelta finale.
A cominciare dal fatto che mai l’Italia aveva schierato una coppia di atleti nella cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici Invernali, rispettando inoltre le indicazioni del Cio sull’alternanza uomo-donna; mai nessun paese aveva affidato la propria bandiera a quattro atleti; mai un atleta delle fiamme Oro aveva sfilato col tricolore alle olimpiadi invernali; né a farlo era mai stato un atleta nato in Valle d’Aosta; così come non era mai accaduto che fosse un azzurro nato in Trentino.
E ancora: non è mai stata portabandiera un’atleta nata nella città italiana sede dei Giochi (estivi o invernali). Inoltre, non aveva mai sfilato con il simbolo del paese un membro del Consiglio Nazionale del CONI; né un atleta del curling; né una “figlia d’arte” in gara nella stessa disciplina della madre o del padre; così come mai, fino ad ora, un’atleta donna italiana era stata scelta due volte come portabandiera. “Annunciarli in questa data, inoltre, non è casuale – spiega ancora Buonfiglio -. Il 12 è considerato il numero della completezza e dell’armonia, quest’ultima una parola alla quale tengo tanto”. L’obiettivo, poi, sarà fare meglio di Pechino dove le medaglie furono 17 (2 ori, 7 argenti e 8 bronzi). “Ma sono certo, faremo bella figura e dunque meglio del passato” la promessa di Buonfiglio.