Sci Alpino, leggenda a St.Moritz: Lindsay Vonn vince in Coppa del mondo a 41 anni.

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Lindsay Vonn

Dove sono finiti tutti gli Dei? si chiedeva Bonnie Tyler in una canzone che fa al caso dell’eroina sportiva del giorno. Lo sci sta aspettando un eroe, o almeno stava aspettando il suo eroe (Holding out for a Hero) che potesse riscattarlo da un periodo complicato in cui in campo maschile domina Marco Odermatt, ma in campo femminile gli infortuni, le cadute e i cali di rendimento stavano falciando la start List della velocità proprio nella stagione olimpica. Attraverso i meandri dell’incertezza, quando anche Sofia Goggia si era trovata lontana da quella capacità di poter dominare come hanno fatto in passato le più grandi dello sci alpino, riemerge come una supernova dal passato Lindsay Vonn, a distanza di meno di un anno dal ritorno in pista vince la discesa libera sulla Corviglia di St.Moritz, non la stessa pista del bronzo mondiale del 2017, quello che già quasi 9 anni fa sembrava un colpo di coda della sua carriera, ma quella dei successi di Feuz, Walchofer e dell’Olimpionico Henri Oreiller. Lindsay ritorna a 41 anni con un’idea in testa che la vede chiudere la carriera con l’oro olimpico otto anni dopo il bronzo di Pyeongchang e ben 16 anni dopo la vittoria di Vancouver 2010. Sono passati sette anni dall’ultima volta, era stata ad Are nel 2018, e così diventa la più anziana vincitrice di una gara in coppa del mondo, 41 anni che per il modo in cui ha sciato sicuramente non si fanno sentire. Superato il record di Federica Brignone che ha però di che consolarsi considerando che le è stato assegnato il tricolore da sventolare nella cerimonia di apertura dei giochi (insieme a lei Federico Pellegrino, Amos Mosaner, Arianna Fontana). Sorprende quanto e molto di più della seconda classificata, Magdalena Egger scesa con il pettorale 27, ha spiazzato tutti con un impresa alla quale nessuno pensava di poter assistere, nessuno eccetto lei: “Mi sento più forte che mai, anche se il mio picco è stato nel 2015-2016 oggi fisicamente penso di aver raggiunto la perfezione”. Si era ritirata per scelta obbligata più che per necessità e lo aveva chiarito al momento del suo ritorno e adesso la gara a cinque cerchi su quell’Olympia delle Tofane, una pista che l’ha vista vincere per 12 volte in carriera tra super G e libera, non è più una suggestione, adesso Lindsay deve giocare a carte scoperte, non può più nascondersi perché l’oro olimpico è diventato un obiettivo.

Lindsay Vonn

Lindsay Vonn, la campionessa è tornata

Questa volta è proprio il caso di scomodare una perifrasi che nel giornalismo sportivo è ormai inflazionata quando si deve raccontare di un successo travolgente, questa volta possiamo dire che la Regina degli Sci è tornata sul trono e sta pianificando la riconquista del suo Regno. Siamo di fronte all’impresa più grande della sua carriera, anche se come abbiamo spiegato non ha nessun’intenzione di lasciare che questa vittoria si Sankt Mortiz sia ricordata come un giglio tra le spinte, come un successo isolato che risplende nel buio delle difficoltà della sua carriera 2.0 che ora è invece matura per regalare altre pagine di storia dello sci. In pochi forse le davano credito, ma lei ha sempre pensato di tornare per vincere e non per una passeggiata agonistica tra le nevi, e ha iniziato a dimostrarlo dallo scorso anno alle finali di Sun Valley quando ha chiuso al secondo posto nel superG. A rimetterla in pista è stato anche il progresso nel mondo medico, nel 2019 un infortunio al ginocchio l’aveva portata al congedo sportivo con qeste parole: “E’ rotto in modo irreparabile, non sono più in grado di gareggiare. E’ tempo di ascoltare il mio corpo e di dire addio alle gare“. Dopo 5 anni però arriva la novità, una protesi in titanio che doveva essere impiantata con l’ausilio di un robot da un luminare della medicina nato in Irlanda e fondatore di Orthosensor Inc. un’azionda ceh sviluppa sensori avanzati per per applicazioni ortopediche tale Martin W. Roche. Il suo intervento le ha permesso di non soffrire più per il dolore al ginocchio e di poter quindi riaprire il capitolo della sua vita legato alle gare agonistiche, di poter scrivere altre pagine sul libro di storia dello sci. Nonostante le critiche dopo il 15eisimo posto ai mondiali di Saalbach, lei ha ascoltato solo il suo cuore e ha continuato a gettarsi a capofitto nell’allenametno e nelle competizioni e ovviamente il secondo posto di Sun Valley non poteva placare la fame di successo di chi ha nel palmares 84 vittorie in coppa del mondo, tre medaglie olimpiche e due titoli mondiali. Sui suoi social in questi anni abbiamo seguito la sua quotidianità, non ha mai forzato il ginocchio ma non si è mai realmente fermata tra esercizi di cardio in bicicletta e allenamenti continui in palestra, ma anche tanto yoga, tanti squat e plank per gestire e ricostruire la sua forza. Dopo l’operazione quindi era già in forma, ha trattato gli anni del ritiro come si tratta un periodo di assenza dalle gare per via di un infortunio o meglio come si tratta una lunga post season. Quando poi è iniziata quella vera di post season, la preparazione alla stagione olimpica, ha seguito con estrema disciplina il suo programma che l’ha portata a guadagnare 5.5 kg di massa muscolare: era ovvio che non bastavano yoga, tennis, ciclismo e un banale programma in palestra per preparare un’Olimpiade e oggi lo ha dimostrato. In questi anni si è dedicata anche al lavoro da imprenditrice con un suo marchio di abbigliamento da sci, ma anche nel ruolo di produttore di un film sul suo idolo, la sciatrice Picabo Street. Adesso è tornaata a scrivere la sceneggiatura della sua saga, non sappiamo come sarà ma consociamo già il palcoscenico del suo gran finale, l’Olympia di Cortina.