Di Pietro invita Grillo a non appoggiare il Referendum sulla giustizia.

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di pietroIQ. 13/07/2013 – “Caro Beppe, in questi anni molte battaglie ci hanno accomunato e molte volte siamo scesi insieme in piazza per difendere la Costituzione e lo Stato di diritto”.

Inizia cosi l’invito di Di Pietro a Beppe Grillo a non appoggiare il Referendum sulla giustizia dei Radicali, perchè in questo modo avrebbe aiutato Berlusconi.

Ed ancora: “Ci siamo spesso trovati uno accanto all’altro per proteggere il Paese dall’aggressione squadrista di Berlusconi. Entrambi abbiamo lottato contro molte ingiustizie, abusi e contro il tentativo di alcuni spregiudicati di impossessarsi delle istituzioni per piegarle a proprio uso e consumo. Entrambi siamo stati attaccati dal sistema perché scomodi e perché ci siamo sempre battuti per difendere i diritti dei più deboli, non scendendo mai a compromessi. Proprio per queste ragioni, sono rimasto stupito e amareggiato quando ho letto le tue dichiarazioni d’appoggio ai referendum sulla giustizia dei radicali. Primo perché sono dei quesiti volti a punire quei magistrati, che fanno fino in fondo il loro dovere rischiando di bloccare tutta l’attività penale in quanto prevedono la responsabilità civile dei giudici, che rappresenta una vera e propria punizione, visto che una sanzione disciplinare può essere messa in atto già da subito con l’intervento del Csm. Non a caso Berlusconi ha già manifestato la volontà di appoggiare i referendum ed ha messo a disposizione dei radicali le sue strutture di partito su tutto il territorio nazionale. Il Cavaliere, sai bene, non fa nulla a caso ed ha mobilitato i suoi quadri per azzoppare l’azione dei giudici e tu adesso, con il tuo sostegno, gli stai dando una mano. Non puoi tuonare contro il sultano di Arcore, colui che ha distrutto questo Paese e che lo ottiene in ostaggio da 20 anni, e poi aiutarlo nel suo intento di punire i magistrati e di bloccare il sistema giustizia. E che dire del tentativo di separare le carriere dei magistrati? La separazione delle carriere, caro Beppe, altro non è che l’anticamera dell’esclusione dell’obbligatorietà dell’azione penale, attraverso il controllo dell’esecutivo sul pubblico ministero. Sarebbe una cosa gravissima perché, in sostanza, verrebbe a mancare uno dei cardini della nostra Carta costituzionale: l’autonomia della magistratura. E’ questo che vuoi? Io non lo credo, non ci voglio credere perché ti ho sempre visto battagliare con me per difendere il Paese dai massoni e dai tentativi di stravolgere la Costituzione per salvare Berlusconi dai suoi problemi giudiziari. Caro Beppe, io spero che tu possa ripensarci e fare marcia indietro, altrimenti dovresti spiegare a tutti i cittadini italiani che ti hanno votato e a tutti coloro che credono che la giustizia sia uguale per tutti, le incomprensibili ragioni di questa tua scelta. Spero sia stato un abbaglio e che tu possa togliere al più presto l’appoggio a questi referendum dei radicali sulla giustizia, che sono una manna dal cielo per il pregiudicato Berlusconi. Il Paese non si merita anche quest’ennesima umiliazione e ferita della Carta costituzionale e questo sfregio alla giustizia”.

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