Ma chi l’ha detto che non sei bella? Si chieda Antonello Venditti nella sua canzone dedicata a Torino. Per una settimana sarà ancora una volta la capitale del Tennis ci sarà un nuovo capitolo di quelle che si presentano di nuovo come le finals più italine della storia. Tra Panatta nel 1975 Barazzutti nel 1978 prima di avere di nuovo un nostro giocatore al Masters di fine anno abbiamo dovuto attendere 41 anni fino alla doppia partecipazione di Matteo Berrettini nel 2019 a Londra e nel 2021 a Torino dove ha lasciato il posto a Jannik Sinner per un problema agli addominali. L’italia è sempre stata un popolo di tennis da terra rossa e un torneo come le Finals che premiano la versatilità e la continuità solo per qualificarsi e per partecipare sembrava sempre qualcosa riservato agli altri. Non ci sono mai state delle Finals su terra rossa e infatti per andare a trovare una vittoria di una partita italiana si deve andare al 2015 quando nell’anno magico di Fognini e Bolelli arrivò un successo in doppio. La collocazione del calendario poi ha sempre garantito spettacolo e sorprese lasciando i pronostici scritti sull’acqua. I giocatori arrivano all’unico torneo dove è possibile vincere anche dopo essere andati incontro a una sconfitta dopo 10 mesi passati su tre superfici diverse, attraversando Oceani, fuso orari, voli intercontinentali e andando incontro a condizioni e abitudini diverse in ogni parte del mondo. In nessuno sport è richiesta una tale capacità di adattamento, ci si può dover svegliare presto per una partita alle 11 di primo turno, o attendere ore perché l’incontro precedente si è prolungato e quindi si scende in campo in seconda serata. In tutto ciò bisogna trovare la giusta programmazione equilibrata, con le dovute rinunce anche dolorose (vedi Sinner e la Davis) dovute ai limiti del proprio corpo che ogni giocatore deve conoscere. Per gli otto che riescono a conciliare tutti questi fattori c’è il torneo dei Maestri.

Torino, due italiani alle Finals: è il nostro torneo finalmente
Dal 2019, dagli albori dell’era d’oro del tennis italiano abbiamo iniziato ad apprezzare anche le Finals. Qui è nata la leggenda di Sinner, dal 2023 quando ha incassato una sconfitta con Djokovic e poi si è preso le dovute rivincite tra Davis, slam e di nuovo le Finals che h vinto lo scorso anno da imbattuto. Potrebbe essere il torneo che riporta la Volpe Rossa al primo posto della classifica mondiale, si devono combinare alcuni fattori come ad esempio la vittoria del titolo da imbattuto come nel 2024 e sopratutto dipende da Alcaraz che non dve vincere più di due partite nel torneo. Quindi Jannik potrebbe dover chiedere un favore allo stesso Musetti. Lorenzo ha pagato nel corso dell’anno l’enorme sforzo per la sagione su terra rossa quasi perfetta, e quindi ha dovuto difendere con i denti la qualificazione alle Finals senza riuscirci veramente. Auger Aliassime lo ha recuperato nel corso della stagione autunnale, si è qualificato dopo la finale di Parigi ex Bercy costringendo Musetti a richiedere la wild card ad Atene dove avrebbe dovuto vincere per il contro sorpasso. Lorenzo ha dato tutto in Grecia, è stato a due punti dalla sconfitta con Wawrinka, ha salvato Match point con Korda e ha lottato per tre ore con Djokovic, una fatica immane, ma per sua fortuna vana considerando che quando lui e il serbo si sono avvicinati a rete per scambiarsi la mano Nole all’orecchio gli ha confermato “Comunque non vado a Torino”. Di conseguenza al via del torneo ci sono due italiani qualificati alla fase a gironi con il campione Olimpico – nel 2025 4 semifinali slam e due titoli 250- che ha smentito Binaghi e tenuto fede alle sue dichiarazioni di settembre quando aveva anticipato che avrebbe giocato solamente Atene prima dell’Australian Open 2026. Sarà quindi l’edizione più italiana di sempre con Jannik che è il grande favorito per la vittoria finale anche in virtù del fatto che non perde indoor dal 2023, sono 26 successi consecutivi, inseguendo il record di 47 di McEnroe. L’ultima sconfitta al coperto è proprio la Finale delle Finali contro Djokovic qui a Torino. Avrà nel girone Felix Auger Aliassime con cui è 3-3 negli H2H se si considera anche il quarto di Madrid dove Jan si è ritirato prima dell’inizio della partita. Ma le tre vittorie di Sinner sono arrivate tutte nel corso di questo 2025. Sarà poi la volta del confronto con Ben Shelton, l’americano che in 8 confronti ha vinto una sola volta a Shangai nel 2023 e infine la partita con Alexander Zverev diventato un classico in questo 2025 dove l’altoatesino ha vinto la finale all’Australian Open spargendo il sale sulla racchetta dell’Adone teutonico e poi anche faticando a Vienna e in scioltezza a Parigi ex Bercy. Nell’altro girone è protagonista invece Lorenzo Musetti che con Taylor Fritz non perde dal 2022 e l’ultima volta l’ha incontrato nel cammino verso il bronzo olimpico. Ha perso solo una volta in quattro incontri con Alex De Mianur, ma sembra proibitiva la sfida con Alcaraz, il murciano ha sempre vinto con l’artista carrarino dopo Amburgo 2022.
Sinner, al fianco di Cahill
Certe volte sono proprio i cambiamenti che spalancano nuovi orizzonti. E’ quel che è accaduto a Jannik Sinner, per quanto sia stata sofferta la decisione di lasciare Riccardo Piatti che lo ha forgiato agli inizi della sua carriera, obbligandolo ad abbandonare le sue alpi e i suoi sci per imbracciare una racchetta sulla costa ligure di Bordighera, anche quella di cambiare allenatore è una decisione che ha dato i suoi frutti. Insieme a Vagnozzi e a Darren Cahill, l’australiano che come diceva Agassi nel suo Open sfoggia semrpe un’abbronzatura hollywoodiana, ha superato il limite della classifica arrivando dove nessun italiano era mai riuscito, al numero uno del ranking. Con il supercoach australiano ha cambiato la posizione dei piedi, migliorato lo slice di rovescio la volée e acquisito maggior mobilità in campo. Fin dall’inizio lavorando insieme hanno capito che proprio il servizio doveva essere il colpo da migliorare, che doveva arrivare stabilie al 70% di prime cosa non riuscita nella finale slam di New York dove si era fermato al 48%. Troppo bassa e infatti con questi numeri ha perso il primato al mondo che ora sta cercando di riconquistare. Al servizio Jannik è migliorato progressivamente arrivando al 70% di prime nel torneo di Nanterre. Cahill per la volpe Rossa è diventato quasi un secondo padre e la notizia della loro separazione è arrivata a inizio 2025 come un fulmine a ciel sereno e per tutto l’anno h cercato di tener fede alla sua promessa “Proveremo a fargli cambiare idea” e poi è arrivato Wimbledon. “Ho scommesso con Darren che se avessi vinto qui avrei deciso io del suo futuro” e quindi alla conferenza pre finals arriva la conferma dallo stesso supercoach: “Il mio futuro è nelle mani di Jannik. Se vuole che resti per lui ci sarò. E’ un ragazzo incredibile con cui lavorare e voglio che faccia quello ceh crede siam meglio per lui. Potrebbe anche fargli bene sentire una voce nuova, ma se lui ritiene che la cosa migliorie sia continuare con me continueremo. Sono un uomo di parola: prima di Wimbledon abbiamo fatto una scommessa, se avesse vinto la finale avrebbe potuto scelfere cosa avrei fatto nel 2026. Alla fine dell’anno parleremo, voglio che faccia quel che p meglio per per lui. Se ritiene che sia arrivato il momento del cambiamento lo aiuterò a trovare la persona giusta per proseguire. Sarebbe giusto ruotare, ma se lui non è ancora pronto a farlo non c’è problema”, le parole di Cahill che è pronto a lanciarsi con una nuova scommessa, pronto a riportare ancora Jannik insieme al numero uno del mondo, ceh sia dopo le Finals o direttamente nel 2026.
