Atletica, Italia mai vista: due ori e un argento ai mondiali indoor.

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Mattia Furlani

Siamo prigionieri della nostra storia e venirne fuori è un lavoro di una vita diceva Albert Camus, ma per riassumere lo stato attuale dll’atleitca italiana potremmo utilizzare un certo ottimismo affermando di essere usciti dalla storia di pochi acuti e tante rassegne anonime per il tricolore in questo sport. Da Tokyo 2021 la nostra atletica ha avuto una nuova dimensione e ora ci apprestiamo ad abbracciare la generazione d’oro 2.0 quella che ha raccolto il testimone dai vari Jacobs e Tamberi, i grandi assenti di queste due rassegne indoor dove la loro mancanza non si è fatta sentire poi più di tanto. Per il terzo anno consecutivo abbiamo vinto l’oro europeo sui sessanta metri, prima con Jacobs, poi Ceccarelli e adesso Zynab Dosso. Migliorato il bottino finale dello scorso anno ai mondiali, sono arrivati due ori e un argento, una medaglia in meno ma due titoli in più che portano ad una posizione più alta nel medagliere dominato dagli USA dopo un avvio non eclatante. Siamo quinti non lontani da Gran Bretagna ed Etiopia, con un titolo in meno della Norvegia (che ormai anche senza Karsten Warholm si è trasformata in una grande potenza dell’atletica). Solo un argento per l’Olanda, oggettivamente era difficile ed impossibile replicare l’exploit di Apeldoorn, l’Europeo di casa sul quale tutti gli Orange hanno incentrato la preparazione. Non bene neanche i cinesi padroni del Cube di Nanchino che hanno ottenuto solo un bronzo e un argento alle spalle dell’Italia. Per posizione nel medagliere è il nostro migliori mondiale in sala, abbiamo giunto due vincitori inediti della manifestazione ai sei che facevano parte di questo ristretto gruppo. Gennaro Di Napoli, Paolo Camossi, Giuliana Salce, Fiona May, Gianmarco Tamberi, Marcell Jacobs e ora anche Andy Diaz e Mattia Furlani, e se continua così ci sarà tempo anche per Zaynab Dosso, l’Italia è grande anche nell’atletica in attesa del ritorno con i mondiali Outdoor il prossimo settembre a Tokyo.

Andy Diaz

Diaz e Furlani: Salti nell’oro

C’è da stappare lo champagne, perché i salti di Andy Diaz e Mattia Furlani sono salti di gioia. Il triplista da quando veste la maglia italiana sa solo esultare, tre presenze tre podi ossia un bronzo alle Olimpiadi, e gli ori agli Europei e ai Mondiali indoor. La scommessa umana e sportiva di Fabrizio Donato continua a pagare. 17,80 nuovo record italiano e ora si che possiamo dire che il triplista ha superato il suo allenatore che non era mai riuscito ad andare oltre il quarto posto in una rassegna iridata. Si era fermato a 17.73 indoor, misura del 2011 record italiano che ora il suo allievo ha spazzato via. Ha vinto su una pedana italiana con maglia italiana, è subito un personaggio e si candida a uomo simbolo dell’atletica azzurra dell’era post-Tamberi anche per il suo atteggiamento da star, già dalla presentazione si è messo in luce, è lui che cattura l’occhio tra i partecipanti alla finale mondiale. Coda con trecce, orecchino piercing, cornetto rosso al collo e catenine, non è egocentrismo è sicurezza e fiducia nelle proprie capacità. Salta per quarto e fa subito al primo tentativo il 17.80 concedendo 6cm all’asse di battuta, cinque centimetri più avanti rispetto al suo record italiano, poi a testimoniare il suo dominio i suoi avversari e anche noi lo rivediamo solo all’arrivo. La gara subisce un’interruzione di circa venti minuti e quindi lui con Donato decidono di fermarsi e riposare e per tornare in pedana solo in caso di necessità. Quando ormai ha l’oro in tasca torna a correre sulla scena del trionfo per raccogliere l’applauso del pubblico.

Mattia Furlani

Un popolo di saltatori, da Tamberi a Furlani. Giovanissimo, 20 anni compiuti 45 giorni fa: una delle più grandi promesse dell’atletica italiana e mondiale che ha fatto dimenticare almeno per quest’edizione degli Europei il salto in alto che negli ulitmi anni aveva suscitato tanto interesse nel nostro paese. Eppure proprio dal salto in alto inizia la sua storia, da un padre che nell’1985 si era spinto fino a 2.27 e da una sorella che nel 2020 è arrivata a 1.94. Mattia ci ha provato con il salto in alto dal 2019 stabilendo a Roma nel 2020 il record italiano cadetti, quello riservato agli under 16. Già passando tra gli allievi under 18 ha scoperto la velocità stabilendo il record di categoria sia nei 150 metri piani che nel salto in lungo andando oltre gli otto metri agli europei giovanili. Dal 2023 si dedica solo al lungo, è tornato a Gerusalemme dove con gli allievi aveva vinto l’oro europeo nell’alto e nel lungo e ha replicato con il rercord dei campionati europei U20 ad 8.23. Nel 2024 la sua crescita è diventata inarrestabile, argento a Glasgow ai mondiali in sala, argento a Roma con record mondiale under 20 e primato personale, bronzo alle Olimpiadi. Gare nelle quali sembrava imbattibile il greco Tentoglou, un tabù in questa prima fase di carriera di Mattia che è caduto proprio sotto la cupola quadrata del Cube di Nanchino. Furlani ha vinto una gara di massimo livello, la prima della carriera con questi partecipanti. C’erano tutti i primi 4 di Parigi, non mancava nessuno e al secondo tentativo, 18 passi, 38,3 km/h e 2.5 cm lasciati all’asse di battuta portano alla misura 8.30 che vale l’oro in una gara in cui in otto atleti hanno superato gli otto metri. Distacchi ravvicinati se non nulli. Il giamaicano Wayne Pinnock ha uno stacco perfetto lasciando 0.0 all’asse di battuta, non poteva fare meglio, 8.29, dietro a Mattia per un centimetro, davanti all’australiano Adcock (8.28) per un centimetro. Si ribalta il karma, quel che gli era stato tolto di misura agli europei di Apeldoorn gli viene restituito ai mondiali di Nanchino. Furlani ha trasformato la cocente delusione degli europei indoor persi contro Saraboyukov in energia ed esplosività, quel che serviva per diventare campione del mondo.

Zynab Dosso

Dosso, la velocista ora sogna

Obiettivo scendere sotto i 7 secondi indoor e sotto gli 11 Outdoor. Non è utopia anzi rischia di diventare realtà. Zynab Dosso ha vissuto le due settimane più emozionanti della sua giovane carriera fino ad ora trasformando quasi un seocondo posto mondiale in una delusione. In un primo momento al traguardo si è ritrovata a con lo sguardo perso nel vuoto di chi ha perso una gara alla sua portata, è stato un attimo e poi è tornata a festeggiare per un argento mondiale e per il suo ingresso stabile tra el grandi della velocità. Nei 60 metri l’oro è andato alla prianpciale rivale Mugijnga Kambundji sorella d’arte con Ditaij già campionessa europea indoor ad Apeldoorn dove Zynab era riuscita a prevalere sulle stesse avversarie di Nanchino. Il lungo viaggio, il fuso orario hanno inciso certo, princiaplmeten negli ulitimissimi metri perchè fino ai 45 sembrava una gara non dominata ma in pugno a Zynab. Poi il rallentamento e un 7.06 finale che ha invertito le posizioni rispetto agli Europei. Alle loro spalle ci sono sempre van der Weken e Swoboda, non è stat ala gara delle varie giamaicane e americane. “Inizialmente ho pensava fossi andata male ma poi mi sono corretta e ho capito che non sarebbe potuta andare meglio Ormai le aspettative sono alte” lo riconosce anche lei che è diventata una nuova carta da medaglia per l’atletica italiana, anche in vista dei mondiali di Tokyo a Settembre.

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