AGGIORNAMENTO SULL’ESAME AL SENATO DEL DDL DI RIFORMA DELLE FONDAZIONI ITS

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Dove eravamo rimasti in materia di Riforma degli ITS? Proviamo a fare il punto sulla procedura di esame e sul percorso che aspetta la riforma, dopo la corsa “ad ostacoli” per l’approvazione entro il 31 dicembre 2021 della Legge di Bilancio e la successiva sospensione dei lavori parlamentari per le Festività Natalizie e di inizio Anno.

Prima di tutto ricordiamo che questo provvedimento (ddl. A.S. 2333) è all’esame della 7^ Commissione del Senato, Istruzione Pubblica e Beni culturali in “sede redigente”, il che vuol dire che una volta approvato il testo dalla Commissione, verrà trasmesso all’Assemblea del Senato che dovrà votarlo nella sua interezza, cioè senza la possibilità di proporre modifiche (emendamenti) ai singoli articoli, insomma “prendere o lasciare”. Pertanto il lavoro di esame, da parte della Commissione, delle proposte di modifica preannunziate da più parti, sarà molto delicato e decisivo e si dovrà concludere con una riformulazione del testo che una volta votato dall’Assemblea del Senato, poi dovrà tornare alla Camera per la sua approvazione definitiva.

Per quanto riguarda i tempi del proseguimento dell’iter (percorso), stando ad alcune dichiarazioni rilasciate dal Presidente della 7^ Commissione, Sen. Riccardo Nencini, si prevede che il testo dopo l’approvazione in Commissione dovrebbe arrivare all’Assemblea del Senato entro la fine del mese di gennaio, tuttavia va considerato che attualmente i Senatori ed i Deputati sono stati convocati in seduta comune per l’elezione del Presidente della Repubblica da lunedì 24 gennaio p.v. e pertanto potrebbe esserci qualche slittamento nei tempi previsti.

In attesa di conoscere la precisa programmazione dei lavori, nelle prossime settimane, della Commissione e dell’Assemblea del Senato vediamo da vicino le principali novità del testo e le possibili modifiche delle quali si è parlato in quest’ultimo mese.

In merito alla nuova denominazione delle Fondazioni ITS in ITS Academy, non dovrebbero esserci novità, riconfermando la natura privatistica di questi Enti e nel contempo la loro caratteristica di rilevante interesse pubblico, sia per il finanziamento quasi del tutto pubblico (attualmente 70 % statale e 30% regionale) sia per la partecipazione al loro interno come soci di Scuole, Università ed Enti Pubblici territoriali, oltre alle imprese ed agli enti di ricerca e formazione.

Per quanto riguarda gli organi necessari per il governo degli ITS, sembrerebbe che venga avanzata una proposta di modificare il testo che attualmente prevede che il Presidente delle Fondazioni ITS Academy sia espressione delle imprese fondatrici e partecipanti aderenti alla Fondazioni. Vedremo in che direzione si troverà un equilibrio nella cd “governance” di un partenariato pubblico/privato, anche a livello di sistema nazionale, infatti da alcune parti si ventila l’ipotesi di eliminare il previsto Coordinamento nazionale per lo Sviluppo del Sistema di istruzione e formazione tecnica Superiore, al quale sarebbero chiamati a partecipare tutti i soggetti del mondo degli ITS. Tra l’altro non è ancora stato chiarito se verrà ripristinata, presso il Ministero dell’Istruzione una specifica Direzione generale dedicata al sistema degli ITS, senz’altro funzionale alla gestione degli investimenti ordinari, ma anche di quelli straordinari previsti dal PNRR. Naturalmente non si esclude la presentazione di emendamenti anche da parte del Ministero dell’Istruzione, su questo ed altri aspetti del ddl.

Un altro tema di possibile discussione è l’ipotesi di una modifica della norma che riguarda i requisiti per l’individuazione dei docenti, attualmente era prevista una soglia minima “del 50%” di esperti con una specifica esperienza professionale maturata per almeno 5 anni in settori produttivi del mondo del lavoro correlati agli indirizzi dello specifico indirizzo ed area tecnologica della Fondazione ITS che organizza il corso. Da alcune parti si parla di far diventare quella percentuale minima del 50% un tetto non superabile, tuttavia verificando dati di monitoraggio nazionale ed esperienze concrete emerge una costante e cioè che i corsi degli ITS con maggiori risultati positivi per qualità e sbocchi occupazionali sono quelli dove vi sono percentuali tra il 60 e l’80% dei docenti provenienti dal mondo del lavoro. Quindi forse una maggiore flessibilità ed autonomia, demandata alle stesse Fondazioni ed alle Reti che coordinano i singoli indirizzi tecnologici, potrebbe produrre migliori risultati di una previsione rigida a livello nazionale.

Inoltre si ragiona su possibili emendamenti che aumentino l’attuale percentuale del 30% destinato a stage aziendali e tirocini formativi sul monte ore complessive della didattica dei corsi ITS (in media 2000 ore circa).

Infine lo stesso Presidente Nencini, nonché relatore del disegno di legge di riforma, ha anticipato alla stampa, nelle settimane precedenti, che potrebbero essere presentati alcuni emendamenti. Tra i principali si parla di nuove misure di sostegno alle imprese che investano nella formazione tramite gli ITS, riconoscendo ad esempio un credito d’imposta. Inoltre sembra che sia maturata un’intesa su un emendamento per il potenziamento del diritto allo studio, ad esempio utilizzando una percentuale degli attuali investimenti, una quota pari al 3%, per finanziare borse per gli studenti che frequentano i corsi delle Fondazioni ITS.

Qualora fosse approvata quest’ultima proposta, sarebbe sicuramente una notizia molto positiva per iniziare l’anno, che andrebbe incontro tra l’altro alle esigenze ed alle proposte da più parti avanzate ed esposte anche nelle interviste promosse dalla Testata di Informazione Quotidiana.

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