Conoscere per comprendere
L’invasione russa dell’Ucraina, iniziata il 24 febbraio 2022, ha avuto un impatto devastante a livello umano, economico, ambientale e politico.
Il bilancio delle vittime rimane incerto e soggetto a variazioni a seconda delle fonti. Tuttavia, diverse stime forniscono un quadro dell’entità delle perdite umane.
Perdite militari:
– Ucraina: Secondo stime riservate riportate dal Wall Street Journal, l’Ucraina avrebbe subito circa 80.000 soldati uccisi e 400.000 feriti dall’inizio del conflitto.(ISPI)
– Russia: Le stime occidentali indicano che la Russia potrebbe aver subito fino a 200.000 morti e un numero simile di feriti.
Vittime civili:
Le Nazioni Unite hanno confermato oltre 12.000 civili uccisi, ma riconoscono che il numero reale potrebbe essere significativamente più alto.
Ad esempio, un attacco missilistico russo sulla città ucraina di Kryviy Rih ha causato la morte di 9 bambini e 11 adulti, segnando il più alto numero di vittime infantili in un singolo giorno dall’inizio dell’invasione.
Secondo stime ufficiali del governo ucraino, i danni ambientali ammontano a circa 52,4 miliardi di euro, suddivisi in:
– 27 miliardi di euro per l’inquinamento atmosferico
– 1,5 miliardi di euro per l’inquinamento delle acque
– 0,3 miliardi di euro per il degrado del suolo
– 23,6 miliardi di euro per la gestione dei rifiuti e la contaminazione da detriti bellici. (EUNEWS)
Principali danni ambientali
1. Inquinamento idrico e crisi idrica
La distruzione della diga di Nova Kakhovka nel giugno 2023 ha causato lo sversamento di oltre 150 tonnellate di olio motore nel fiume Dnipro, compromettendo l’irrigazione di 584.000 ettari di terreni agricoli e lasciando circa 1,25 milioni di persone senza accesso stabile all’acqua potabile. (CANALE ENERGIA)
2. Distruzione delle foreste e biodiversità
Oltre 2,4 milioni di ettari di foreste sono stati danneggiati, con 183.000 ettari completamente bruciati, rilasciando 23 milioni di tonnellate di CO₂. Specie come l’aquila della steppa e la lince eurasiatica sono a rischio di estinzione a causa della distruzione dei loro habitat. (CANALE ENERGIA)
3. Inquinamento del suolo e contaminazione chimica
Le esplosioni e i bombardamenti hanno rilasciato nell’ambiente sostanze tossiche, tra cui ossidi di zolfo e azoto, che causano piogge acide, e metalli pesanti come arsenico e cadmio, contaminando il suolo e le acque sotterranee.
4. Minacce nucleari e ordigni inesplosi
Circa il 30% delle aree protette dell’Ucraina è stato colpito da attività militari, con la presenza diffusa di mine e ordigni inesplosi. L’occupazione della centrale nucleare di Zaporizhzhia rappresenta un rischio significativo di catastrofe ecologica. (CANALE ENERGIA – ASVIS – ANSA)
5. Impatto sulla salute umana
L’inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo ha gravi implicazioni per la salute pubblica, aumentando il rischio di malattie respiratorie, contaminazione alimentare e esposizione a sostanze cancerogene.
Nel caso dell’Ucraina, la conoscenza storica, geopolitica e dell’attualità aiuta a:
– Contestualizzare il conflitto, analizzando le radici storiche delle tensioni tra Russia e Ucraina.
– Evitare la disinformazione, distinguendo tra narrazioni propagandistiche e realtà storiche documentate.
– Promuovere una cultura di pace, imparando dalle esperienze del passato per prevenire nuovi conflitti.
– Riconoscere il ruolo delle donne nella storia, valorizzando il loro contributo nella resistenza, nella diplomazia e nella ricostruzione post-bellica.
Promuovere la cultura della pace è l’obiettivo di Donne For Peace e della sua Fondatrice: Volha Marozava.
DONNE FOR PEACE è un’associazione di volontariato, costituita da sole donne ma aperta a tutte le persone di buona volontà disposte a condividerne le finalità ed impegnarsi nel servizio alle persone che fuggono dalle guerre.
Nasce nell’ambito dell’emergenza umanitaria che si è generata in seguito alla crisi in Ucraina.
Le fondatrici dell’associazione sono di diversa provenienza, nazionalità e credo politico, originarie dei paesi coinvolti, naturalizzate italiane che si sono unite spinte dalla forte preoccupazione per la fragilità della pace nel mondo.
Al centro dell’opera dell’associazione vi è il futuro delle persone rifugiate sia attraverso l’integrazione ed inclusione nella società del paese ospitante, sia attraverso il rafforzamento delle competenze utili per loro ritorno in Ucraina.
Il punto chiave per Donne For Peace è il dialogo interculturale.
Grazie a Maurizio G. De Bonis scopriremo il testo: Un luogo scomodo. “Un libro estremamente significativo, a tratti toccante, che racconta l’orrore della guerra e il gelo della morte portato da terribili massacri. Da Babyn Yar a Buča, dalla seconda guerra mondiale ai giorni nostri, l’Ucraina è stato, ed è, un paese martoriato nel quale la stratificazione tragica della memoria si mescola torbidamente ai nefasti sconquassi generati dalla guerra portata, oggi, dai russi. Littell e D’Agata compiono due percorsi, uno testuale e riflessivo e l’altro puramente figurativo (ma non decorativo), che non hanno la pretesa di edificare un’architettura espressiva unitaria. Sono semplicemente le elaborazioni interiori di due individui ricchi di sensibilità che hanno deciso di compiere un tratto di strada insieme e di confrontarsi, senza sconti, con l’alienazione portata dalla guerra e con il pericolo dell’oblio. [Maurizio G. De Bonis – www.cultframe.com]
Il regista Stefano Di Pietro ci parlerà del suo documentario “War on education”, che denuncia l’attacco alla cultura, all’arte, alla lingua e all’identità del popolo ucraino.
“Ogni regime totalitario inizia con un sistema educativo e lo usa per riprodursi e rafforzarsi. Noi oggi vediamo come i regimi totalitari falsificano le informazioni e le usano per manipolare la consapevolezza delle persone. E l’educazione è l’unica panacea a questo pericolo”. Sono le parole di Oksen Lisovyi, Ministro dell’Educazione e della Scienza ucraino. Dall’inizio dell’invasione russa in Ucraina, iniziata dal 24 febbraio 2022, c’è stato un sistematico attacco alle istituzioni educative e al patrimonio artistico-culturale. Sono state distrutte biblioteche e libri, danneggiate oltre tremila strutture da asili alle università. [www.mymovies.it]
Parliamo di Ucraina, la sua storia, origini del conflitto, conseguenze, di Donne For Peace e tanto altro il 6 maggio alle 21:00 su Clubhouse in GrandiDonne.
Raggiungici!
Luogo: online sulla app gratuita vocale Clubhouse.
Titolo della room (le room sono le trasmissioni di tipo radiofonico che si tengono su Clubhouse): Donne For Peace e Ucraina il valore della conoscenza.
- Martedì 6 maggio, dalle 21:00 alle 23:00.
Come collegarsi per ascoltare “Donne For Peace e Ucraina, il valore della conoscenza”:
- scaricare sul cellulare la app gratuita Clubhouse e crearsi un account
- cercare e collegarsi alla house GrandiDonne e/o all’account @soniarm
- martedì 6 maggio dalle 21:00 entrare in Clubhouse e poi nella room: Donne For Peace e Ucraina, il valore della conoscenza.
Parliamone con:
- Maurizio Bruno, membro direttivo del Movimento MODERATI di Torino che assieme al PD è AVS sono al governo di Torino con deleghe all’integrazione, giovani e periferie;
- Maurizio G. De Bonis, critico cinematografico e delle arti visive, giornalista;
- Stefano Di Pietro, regista specializzato in documentari e film di finzione con temi sociali e politici;
- Valerio Mancini, analista e politologo esperto di relazioni internazionali;
- Volha Marozava, fondatrice e presidente Associazione Donne For Peace ETS;
- Sonia R. Marino, architetta, ergonoma, fondatrice di ‘donna immagine città’.
- Stefania Capati, direttrice Radio Tuscia Event;
- Valeria Casati, Imperfezione creativa;
- Domenico Creazzo, imprenditore;
- Eleonora G. Giallombardo, consulente comunicazione;
- Mehret Tewolde Weldemicael, Associazione Le Réseau e Italia Africa Business Week;
- Giulia Parini Bruno, NuoveRadici APS;
- Leda Tripodi, ASVIS Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile;
- Casimiro Vizzini, consulente per Africa-Europe Foundation e responsabile dello Human Cell Atlas all’UNESCO.
‘donna immagine città’, per la promozione della parità e il contrasto agli stereotipi, è stata fondata da Sonia R. Marino ed è composta da:
- Integronomia, ricerca e formazione in ergonomia / ingegneria dei fattori umani e sostenibilità;
- I.N.B.B. Istituto Nazionale Biosistemi e Biostrutture, Consorzio Interuniversitario;
- ErgolabUnitus presso Agraria dell’Università degli Studi della Tuscia.
Per aggiornamenti sul programma andare sul sito: www.immaginecitta.org

