Volley, Finalmente Milano: Imoco sconfitta in Italia dopo 6 anni di trionfi.

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Vero Volley

Nello sport non potrà mai esistere un momento uguale ad un altro affermava Michael Schumacher, tuttavia nel volley ci avevamo fatto l’abitudine, vinceva sempre Conegliano e anche alla viglia della partita per lo scudetto, per la Supercoppa, la Coppa italia o la Champions League, quindi contro un avversaria sicuramente di altissimo livello solo per essere arrivata fino a quel punto l’Imoco aveva non solo i favori del pronostico, ma sembrava addirittura utopica una sua eventuale sconfitta. Oggi non è più così, è presto per spendere le parole dei Colplay “The old King is dead, long live the King” perché non ci sono dubbi che le venete siano tutt’oggi la squadra simbolo del volley italiano, ma almeno per ora il primo trofeo della stagione è andato nella bacheca della Vero Volley Milano. Sono passati 2449 giorni dall’ultima volta, da quella finale di coppa italia persa contro Novara nel 2019, da li in poi Conegliano non ha lasciato alle altre nessun trofeo in Italia surclassando più di una singola avversaria, attraversando ogni asperità con estrema facilità prima di trovare una rivale degna di questo nome. Prima Piacenza agli albori della sua storia vincente, poi Novara, Milano (che ancora si chiamava Monza) e Scandicci sono cadute nelle finali scudetto, sia aggiunge Busto Arsizio che ha perso una finale di coppa italia e Bergamo una di Supercoppa. E poi si aggiungono anche le finali perse in Champions League da Scandicci e Milano stessa.

Emma Cagnin

Milano-Conegliano, l’alba di una lunga ed incerta stagione

La vittoria di Milano contro l’Imoco giunta a distanza di sei anni dall’ultimo torneo perso da Conegliano in Italia lascia pensare ad una stagione ancora più aperta. Era questione di tempo in effetti vedendo i risultati del volley internazionale con l’Italia dominatrice alle Olimpiadi e ai Mondiali: in quest’ottica fa specie che l’Imoco sia a tutti gli effetti una squadra più internazionale rispetto al Vero Volley. Mantenendo l’ossatura italiana con De Gennaro e Fahr, le ragazze di Santarelli sono per lo più rivali costantemente delle nostre azzurre. Gabi è la giocatrice pi forte della squadra dominatrice ma non del campionato, non del mondo intero considerando che dalla parte opposta della rete c’è sempre Paola Egonu. Haak ancora non è risulta a farsi carico della nazionale svedese per portarla a grandi o buoni risultati, mentre il rapporto con la divisa della Cina per Zhu Ting è complicato. Resta poi il controsenso della titolarità di Chirichella che ha tolto il posto alla medaglia d’oro olimpica Marina Lubian. La rivalità con Milano è quindi semrpe sembrata almeno negli ultimi anni un continuo confronto tra Italia e resto del mondo: da una parte le stelle delle varie nazionali dall’altra Danesi, Egonu, Sylla e Orro. Ma adesso la situazione è diversa, con le ultime due che hanno abbandonato il campionato italiano, con Milano che è in ricostruzione e a tutto pensava meno che poter superare le rivali di sempre in questo momento di transizione. Invece, con la tecnica spesso fruttifera per Santarelli è riuscita a trovare un nuova linfa proprio dai rincalzi in panchina: per sopperire alla prestazione mediocre di Piva e Pietrini, Lavarini ha scelto Emma Cagnin che alla prima stagione con la Vero Volley dopo esser passata anche da Parigi, ha festeggiato il primo trofeo appena arrivata da protagonista. Se non fosse per la presenza in campo di Paola Egonu, la sua sarebbe stata un prestazione da MVP. Di certo è ancora presto per parlare di fine di un ciclo, ma a differenza di quanto si possa pensare la sconfitta di Conegliano non arriva dal nulla. Innanzitutto si era già conclusa l’imbattibilità nella scorsa stagione, ben prima della finale dei playoff in quella gara 2 contro Novara che sembrava poter quasi riaprire i pronostici per il successo dello scudetto e poi una flessione che è stata confermata ad inizio campionato, il 6 ottobre, data da ricordare perchè va collegata al 26 ottobre del 2022 il giorno in cui Conegliano prese la prima posizione in classifica nel campionato italiano e non la lasciò più appunto fio alla vittoria al tie break contro Busto Arsizio. Solo un punto lasciato per strada, quel che basta per dover guardare Novara scappar via, tre punti avanti anche in virtù della partita in meno disputata in campionato.

Paola Egonu

Egonu, il peso della campionessa

E’ proprio in questi momenti che si fanno vedere i fuoriclasse. Paola Eognu fin dal suo ritorno in Italia aveva posto come obiettivo quello di sconfiggere la sua ex squadra, le pantere con cui ha vinto 2 campionati, tre coppe italia, tre supercoppe e una champions League. Lei ha portato l’Imoco all’apice del suo periodo d’oro, lei ora sta cercando di interrompere quel dominio perché tra il 2017 e il 2022 dove andava Paola arrivavano anche i trofei tra Novara e Conegliano, ma dal suo ritorno con la maglia della Vero Volley abbiamo dovuto attendere tre stagioni per vederla festeggiare con il club un primo titolo con una squadra che non alzava un trofeo dalla Coppa Cev del 2021. Questa volta, come nel 2019 quando vinse la Coppa Italia con Novara è lei l’MVP della partita in cui ha sconfitto la sua ex squadra, mettendo a terra 30 punti e soprattutto monopolizzando il Tie break in cui dei 15 punti vinti dalla Vero Volley 10 sono suoi. Il braccio di ferro con Haak è suo come lo sono stati quelli con Gabi e Vargas al mondiale, come era stato quello con Boskovic in Champions League l’anno scorso. Con Novara prima, con Milano vincitrice e Conegliano campione in carica non ci resta che attendere una stagione equilibrata, cosa che non accade ormai da diversi anni e lo conferma anche Danile Santarelli ai microfoni dei canali ufficiali del suo team: “Al quinto set è una lotteria, sarà una stagione molto intensa e una delle più difficili” e come ribadisce poi Marina Lubian si dicono pronti a tornare a lavoro: “Ci concediamo un giorno per restare arrabbiate poi da dopodomani cancelliamo tutto per prederci tutto il resto”. Non si nascondo i meriti del Vero Volley che come ha affermato il ds Claudio Bonati ha costruito la squadra per arrivare al successo e per superare Conegliano, dovendo anche a rinunciare a giocatrici come Orro e Sylla. Evidentemente non si può parlare di perfezione se pur avendo 4 campionesse olimpiche e del mondo in squadra sei costantemente nel ruolo di eterno secondo. A Milano lo hanno capito e ora aspettiamoci altre partite del genere per tutta questa entusiasmante stagione.