Ancor prima della vera sfida. lo scorso anno Jasmine Paolini era stata eliminata a US open al quarto turno da Karolina Muchova, quest’anno si ferma un attimo prima, al terzo contro un’altra giocatrice della Repubblica Ceca, Marketa Vondrousova che a differnza dell’altra però è già diventata campionessa Slam. La sconfitta con la campionessa di Wimbledon 2023 ci potrebbe anche stare per Jasmine, il numero 60 del ranking di Marketa non le rende onore ed è frutto di una lunga assenza considerando che quest’anno a causa di un problema a una spalla hja giocato solamente da giugno in poi. Tuttavia, quel che preoccupa è che si è rivista la Paolini in crisi, quella sofferente e tesa che ci ha tenuto, poco, compagnia nel corso dell’estate 2025 mentre sapeva di dover difendere i punti di due finali Slam. Oltre al danno la beffa perchè vince Jessica Pegula, la sua diretta avversaria per il biglietto delle finals 2025. Alla viglia del torneo avevamo ipotizzato un cammino tra Rybakina e Sabalenka, e vista la finale di Cincinnati ci sembrava finalmente di aver ritrovato la campionessa del 1000 di Roma, sembrava essersi assestata in Ohio con l’allenatore prestato dalla federazione Federico Gaio, invece serve più di un singolo torneo per uscire da questo periodo oscuro.
Paolini-Vondrousova, la partita
Perdere con la numero 60 del mondo mancina in realtà potrebbe anche essere qualcosa di comprensibile, soprattutto nel tennis femminile il ranking non è mai indicativo e come abbiamo detto Vondrousova è reduce da un infortunio e per questo che il suo ranking è così basso, ma è pur semrpe una giocatrice in grado di vincere Wimbledon raggiungere la finale del Roland Garros. Inoltre ha anche raggiunto i quarti qui a New York proprio in quel 2023 in cui era campionessa slam in carica. Quel che preoccupa però sono le statistiche, 26 gratuiti che affondano ogni speranza di poter tener testa all’avversaria anche con 20 vincenti messi a segno. Quindi più non forzati, percentuali al servizio peggiori, meno colpi vincenti, tutte le statiche chiave sorridono a Vondorousova il che per la nostra Jasmine, ribaltando la frase di Raf, è semrpe un errore. Pensare che sembrava l’azzurra quella più in controllo nel corso del primo set in cui di palle break se ne vedono veramente poche, solamente due ed entrambe a favore di Jas. Sono uscite tutte le italiane dal tabellone femminile in singolare, restano le solite Jas e Sara in doppio e ancora in tanti gli azzurri nel singolare maschile di New York, ma questa sconfitta mina anche la fiducia di Jasmine, rischia di farle perdere quel suo sorriso. L’immagine di gioia dell’altro giorno che ha esternato andando a ringraziare il fotografo Ray Giubilo per lo scatto che ha fatto il giro del mondo rischia di non riproporsi ancora per tempo, almeno per quanto riguarda il singolare perchè adesso la strada per le finals, con Pegula che avanza nel tabellone si fa ancora più in salita. Dicevamo che ha avuto due palle break nel primo parziale, ma a ingannarla è prima un rovescio che esce di poco e poi uno dei 6 ace di Vondrousova. La ceca forte di questa sua determinazione nei momenti importanti, con freddezza costruisce un certo vantaggio nel tie break, 4-1 immediato che poi lo trascina fino alla fine e quindi completa metà dell’opera. Nel quarto game del secondo parziale poi arriva il break di Marketa, Jasmine perde riferimenti e fiducia e inizia a sentire la mancanza di un allenatore stabile considerando che dopo 10 anni di collaborazione con Furlan ha attraversato un agrodolce perdiodo con Marc Lopez e ora si è trovata un allenatore d’ufficio prelevato dalla federtennis. Non sarà una scelta definitiva, “Mi darà una mano ma poi in futuro vediamo”, l’impressione è che stia aspettando Sara Errani la sua compagna di doppio che alla vigilia del torneo ha anche confermato il titolo del doppio misto insieme ad Andrea Vavassori. Jas nel finale di partita prova a resistere all’umiliazione quando ormai era sotto 4-1 concede sei palle break e sbagliando veramente troppo consegna la partita e il 6-1 finale a Vondrousova. Un game quello che, insieme alla rimonta incassata con Aoi Ito al primo turno di Montreal è diventata il simbolo della crisi di Jasmine. Eppure a fine partita ha trovato anche oggi una nota positiva “Questi due tornei sono andati meglio rispetto ai precedenti, spero di avere meno cali di attenzione. Non sono riuscita a sfruttare le tante occasioni nel primo set. Lei ha giocato bene” ci tiene a sottolineare “Ma nel secondo set mi sono disunita e ho perso lucidità, mi sono lamentata troppo“. Diventa semrpe un problema psicologico, d’altronde siamo nello sport del diavolo e in un battito di ciglia (tanto sembra passato ripensando al successo doppio agli internazionali) ti puoi ritrovare dal tetto del mondo alle fondamenta di una stagione da ricostruire.
