Ucraina, Trump: ‘Non ho più sentito Putin’. Mosca: ‘Prema su Kiev’.

Stallo sulle sanzioni ma l'Ue propone 100 miliardi per l'Ucraina.

0
Il presidente americano Donald Trump © ANSA/EPA

Donald Trump interrompe le comunicazioni con Vladimir Putin mentre inizia il conto alla rovescia per i dazi secondari Usa al 100% contro Mosca, che scatteranno dal 2 settembre in caso di un mancato accordo per la pace con l’Ucraina.

“Non ci parlo dal giorno in cui ho annunciato le misure”, ha detto il commander in chief, ossia un paio di giorni fa, quando ha confermato anche che fornirà Patriot e armi Usa a Kiev tramite la Nato, pagate dai Paesi europei.

I primi missili Patriot sono stati già spediti dalla Germania, ha assicurato, anche se mancano conferme da Berlino, che si era impegnata ad acquistare due batterie. Resta comunque l’incognita sui tempi per l’arrivo di questi indispensabili sistemi di difesa aerea e sul loro numero, dato che forse non basteranno a difendere tutto il Paese.

L’incognita vale anche per gli altri tipi di armamento, finora non ben precisati: gli Stati Uniti non attingeranno dalle loro scorte ma dovranno produrle, con ritmi di produzione inferiori a quelli della macchina bellica russa, oliata anche da Iran e Corea del Nord. I 50 giorni concessi da Trump a Putin rischiano quindi di consentirgli ulteriori avanzamenti a est, anche se per gli esperti le eventuali conquiste territoriali saranno minime. Nel frattempo però la Russia continua a martellare l’Ucraina con una pioggia di missili e droni (400 nell’ultima notte) che ogni giorno causano morti e feriti, tenendo sotto scacco la popolazione civile. Nessuna apertura invece sul fronte diplomatico. Anzi, il Cremlino chiede agli Usa di fare “pressione” su Kiev perché accetti di continuare i negoziati con Mosca.

“Molte dichiarazioni sono state fatte, molte parole sono state dette sulla delusione di Trump, ma noi vogliamo sperare che in parallelo venga esercitata pressione sulla parte ucraina, perché adesso sembra che Kiev interpreti ogni parola di sostegno non come un segnale per la pace, ma un segnale per la continuazione della guerra”, ha detto il portavoce Dmitri Peskov. Ma il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha replicato che Kiev è pronta a colloqui di pace “in qualsiasi momento”. Il parlamento ucraino intanto ha dato la sua approvazione iniziale a un ulteriore stanziamento di 9,8 miliardi di dollari per la difesa, aumentando la spesa record di 53,2 miliardi di dollari già prevista nel bilancio 2025 per questo settore. Il governo prevede di raccogliere fondi aggiuntivi indebitandosi maggiormente sul mercato del debito interno e si aspetta inoltre maggiori entrate fiscali a seguito della decisione presa lo scorso anno di aumentare diverse imposte.

A confortare Kiev però c’è la proposta della Commissione Ue di stanziare 100 miliardi di euro di aiuti all’Ucraina nel bilancio a lungo termine dell’Unione Europea per il periodo 2028-2034. “Stiamo raddoppiando il fondo per l’Ucraina per sostenere la ripresa, la resilienza e il percorso verso l’adesione alla Ue”, ha dichiarato la presidente della Commissione Ursula von der Leyen. Il pacchetto precedente, approvato nel febbraio 2024 e valido fino al 2027, prevede 50 miliardi di euro. Fumata nera invece sul fronte sanzioni: la Ue non è riuscita nuovamente ad approvare un nuovo pacchetto contro la Russia, perché la Slovacchia ha posto il veto pretendendo maggiori garanzie di non essere danneggiata dal piano di Bruxelles per l’eliminazione graduale del gas russo. Secondo alcune fonti diplomatiche, anche Malta avrebbe sollevato obiezioni.

Fonte: ansa.it