Tuffi, Europei: Chiara Pellacani sempre ORO. Sulle orme di Tania Cagnotto.

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Chiara Pellacani

Non aver paura di fallire è l’unico modo per avere successo. Lo insegna Michael Jordan nella sua biografia e chi meglio di lui poteva spiegare la dinamica fondamentale dello sport che si rapporta alla vita, dalla rinascita al trionfo alternandosi in un saliscendi di gioie e dolori che riassume il percorso e la carriera di ognuno di noi. Chiara Pellacani ne sa qualcosa perché da Parigi 2024 è cambiata, si è trovata al centro delle questioni e del dibattito in merito alle medaglie di legno della squadra azzurra, è stata l’unica insieme a Simona Quadarella ad essere premiata due volte dal presidente Mattarella per via del suo quarto posto, perché di quarti posti a quell’Olimpiade ne aveva ottenuti non uno, ma addirittura due. Adesso non si può dire che sia acqua passata, ma come è accaduto al suo modello, all’idolo di ogni tuffatrice italiana, le sue rivincite sono arrivate nella rassegna europea che fino a questo momento ha dominato. E’ arrivata in serata la doppietta che le era sfuggita a Roma 2022, al Foro italico nella sua città, nella sua casa anche se da quando è un’atleta professionista non ha sempre l’occasione per frequentare i luoghi dove è cresciuta. Trampolino da un metro e da tre metri, due medaglie d’oro che si aggiungono ad altre due per un totale di quattro nella stessa rassegna europea, qualcosa che va a scomodare le grandi di questo sport, e anche la più grande, quella Tania Cagnotto che ha vissuto un percorso simile nella sua parabola olimpica e agonistica, e quindi anche per questo che i paragoni iniziano ad essere insistenti.

Chiara Pellacani Matteo Santoro

Chiara come Tania, il riscatto dopo i quarti posti

La vita è una gara, abbiamo provato a dirlo usando qualche parola in più di quelle usate dai Muse nella canzone che era di fatto l’inno dell’Olimpiade del 2012, nella Londra che per l’Italia si è rivelata veramente amara tra le acque dell’acquatics Centre e non solo per i tuffi. Dall’impianto che sorge non lontano dal Tamigi non arrivarono medaglie, uno zero che nel nuoto mancava dagli anni Ottanta e che continuava a tenere parzialmente nell’anonimato i tuffi italiani. Pensare che l’anno prima il medagliere europeo vedeva l’Italia con tre titoli ed un bronzo. Certo il panorama europeo era profondamente diverso da quello globale, con le cinesi Sei Tingmao ed He Zi che disputavano costantemente delle gare a se stanti, però per come andarono le gare di Londra e visto che era vivo il ricordo del bronzo di Tania Cagnotto ai mondiali del 2011, il rammarico è ancora oggi pesante nei ricordi degli appassionati. Il primo giorno di gare arrivò un quarto posto, nel sincrono femminile con Cagnotto e Dallapé fermatesi a due punti dalla medaglia, ma quel che brucia ancor di più è ciò che accadde nel trampolino tre metri femminile, il 5 agosto esattamente quattordici anni fa. a guidare la classifica di quella gara c’era la leggendaria Wu Minxia, un’atleta capace di vincere ben 4 di medaglie d’oro consecutive in 4 edizioni diverse, da Atene a Rio, semplicemente un fenomeno. Dietro di lei non era un caso trovare un’altra cinese, He Zi che in quell’edizione aveva vinto nel sincro e po avrebbe conquistato una secondo argento quattro anni dopo in Brasile, due atlete inarrivabili. Ma il terzo posto era alla portata di Tania, per quanto fatto vedere al livello europeo, per quanto dimostrato nelle qualificazioni e per quel bronzo che custodiva con tanta cura dopo averlo vinto ai mondiali dell’anno precedente. Invece al momento della rivelazione die punteggi l’atleta azzurra scoppiò in lacrime, ma non di felicità. Piangeva per la delusione per un quarto posto giunto alle spalle della messicana Sanchez Soto che l’aveva battuta di appena venti centesimi di punto. Dovette attender due anni pre riprendersi un parziale sorriso, come accaduto in questa rassegna a Chiara Pellacani che dopo la doppia delusione del doppio legno a Parigi 2024 ha messo in fila queste quattro medaglie d’oro europee che is sommano anche a quella mondiale vinta Los corso anno al fianco di Matteo Santoro nel sincro misto.

Chiara Pellacani

Da Parigi a Parigi sa di consacrazione questa rassegna. Saltando da quello stesso trampolino che due anni fa l’aveva obbligata per due volte al quarto posto, in quelle stesse acque che le negarono la gioia del podio, Chiara Pellacani, romana di 23 anni, ha trovato il suo posto nella storia dello sport italiano. in una giornata in cui anche Ginevra Taddeucci festeggia la medaglia d’oro nel nuoto di fondo nelle acque della Senna Chiara in serata porta l’italia al secondo posto del medagliere con 5 ori, 4 portano la sua firma. Questa medaglia poi ha un sapore speciale, perché è la prima che arriva in una specialità presente nel programma delle Olimpiadi, è inevitabile pensare subito a Los Angeles. Neanche Tania Cagnotto era riuscita a conquistare quattro titoli europei nella stessa edizione, è vero che il simbolo dei tuffi italiani di europei ne ha vinti venti, ma Chiara è già a metà strada, letteralmente essendo con oggi arrivata in doppia cifra. Non è finita, perché fin dalla vigilai ha affermato di voler puntare alle cinque medaglie d’oro, mancano ancor ai tre metri sincro, ma comunque sia per lei è già una rassegna storica, sopratutto memorabile per aver vinto due titoli nella stessa giornata, quella del sincro misto che vede lei e Matteo Santoro dominatori anche al livello mondiale. Dagli allenamenti in America, alla crescita del suo migliore amico e compagno di successi Matteo, all’affiancamento con due allenatori ì, Luca di Fazio oltreoceano e Tommaso Marconi a casa, Chiara si è lentamente trasformata in una campionessa, anche di umiltà per come racconta i suoi titoli con tutta la calma del mondo sui suoi social. “La mia casa è Miami o Roma? Un po’ tutte e due, il mio cuore è a Roma, è casa, ci sono i miei amici, la mia famiglia, la mia città però ho un piccolo pezzetto anche a Miami perché lì ho vissuto dei momenti bellissimi”, una doppia vita votata alla carriera da tuffatrice senza trascurare gli studi portati a termine con una laurea in psicologia nel 2025. Si comporta da veterana avendo solamente 23 anni, ed effettivamente guardando il nuovo che avanza e che cresce con tutto il movimento come i ragazzi d’argento nel sincro dalla piattaforma 10 metri Simone Conte (17 anni) e Raffaele Pelligra (19 anni), fa specie pensare che sia proprio lei la ragazza con più esperienza all’interno della squadra. Tra un anno ci sono i mondiali, tra due le Olimpiadi e Chiara sa di poter partecipare da protagonista indiscussa ad entrambe le rassegne, proprio come Tania.