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Trovato il relitto dell’elicottero di Raisi, la Mezzaluna rossa: tutti morti i passeggeri.

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giovedì, Giugno 13, 2024

La tv di Stato iraniano ha dato la notizia ufficiale della morte del presidente Ebrahim Raisi, definendolo “martire del servizio” e precisando che saranno resi noti il luogo e l’ora della cerimonia funebre.

La Mezzaluna rossa iraniana afferma che tutti i passeggeri dell’elicottero del presidente Ebrahim Raisi sono morti, come riporta l’agenzia di stampa russa Tass.

Le autorità iraniane stanno identificando i corpi carbonizzati dei passeggeri. Tra le vittime ci sono le guardie del corpo del presidente, il generale Mehdi Mousavi, un membro della base Ansar al-Mahdi delle Guardie rivoluzionarie, il pilota, il copilota e il tecnico di volo.

A bordo dell’elicottero c’erano anche il ministro degli Esteri Hossein Amirabdollahian, il governatore della provincia dell’Azarbaijan orientale Malek Rahmati e il leader della preghiera del venerdì di Tabriz Mohammadali Al-Hashem.

Il “relitto” è stato trovato sulla strada per il villaggio iraniano di Khoilar-Kalam, afferma il capo della Mezzaluna rossa locale Pir Hossein Koolivand. Le squadre di ricerca hanno trovato parti dell’ala e della pala del velivolo su una collina e si sono mosse verso il posto.

 L’agenzia di stampa statale turca Anadolu e quella iraniana Fars affermano che un drone Akinci fornito da Ankara ha rilevato una “fonte di calore” in una zona dell’Azerbaigian orientale e che sul posto sono state immediatamente inviate le squadre di soccorso. La Mezzaluna rossa iraniana ha inviato nella zona 73 squadre di soccorso, compresi cani da rilevamento, che hanno operato in condizioni meteorologiche difficili, con pioggia e nebbia che riducono la visibilità.

Il luogo dell’incidente sarebbe a circa 100 chilometri da Tabriz, vicino a un villaggio chiamato Tavil, in una remota zona montuosa dell’Azerbaigian. Anche il presidente russo, Vladimir Putin, ha ordinato l’invio di due aerei, un elicottero e 50 uomini dalla Russia per cercare l’elicottero.

Con un messaggio diretto agli amici, ma soprattutto ai nemici a partire da Israele, l’Ayatollah Ali Khamenei, guida suprema del paese, ha assicurato che non ci saranno vuoti di potere. E il governo iraniano ha annunciato che continuerà ad operare “senza interruzioni” dopo la morte del presidente Raisi.

“Il presidente del popolo iraniano, laborioso e instancabile…, ha sacrificato la sua vita per la nazione”, si legge in un comunicato del governo. “Assicuriamo alla nazione leale che, con l’aiuto di Dio e il sostegno del popolo, non ci sarà la minima interruzione nell’amministrazione del Paese”, aggiunge la nota.

Il convoglio presidenziale di tre elicotteri era partito dall’Azerbaigian dopo una visita di Raisi all’omologo lham Aliyev, con cui aveva inaugurato una diga. Le prime notizie, arrivate dai media iraniani, hanno riferito di un “incidente”, ma senza chiarire se l’elicottero coinvolto fosse quello di Raisi. Il seguito è stato un susseguirsi caotico di aggiornamenti, spesso contraddittori.

“Raisi non è ferito, è ripartito a bordo di un’auto”, la prima versione dell’agenzia iraniana Mehr, che poi ha cancellato la notizia. Il primo resoconto ufficiale è arrivato dal ministro dell’interno Ahmad Vahidi, che ha confermato lo schianto (“il duro atterraggio”) dell’elicottero con Raisi, il ministro degli Esteri, il governatore della provincia e il principale imam della regione, “a causa delle cattive condizioni meteorologiche”. E soprattutto ha fatto capire che l’allarme era reale, tanto più che la nebbia ostacolava l’arrivo dei soccorritori sul posto. Nel frattempo, gli altri due elicotteri del convoglio sono arrivati a destinazione.

L’Ue, su richiesta di Teheran, ha attivato il sistema satellitare Copernicus. Altri Paesi, come Arabia Saudita, Russia e Turchia, hanno offerto assistenza. Anche la Casa Bianca ha seguito l’evoluzione della crisi, mentre da Roma Giorgia Meloni ha convocato per una riunione con i ministri compenti e l’intelligence. Alcuni membri del governo iraniano si sono spostati a Tabriz, la città dove Raisi sarebbe dovuto arrivare, per seguire più da vicino l’evolversi della situazione.

Folle di fedeli, immortalate dalla televisione, hanno recitato preghiere nel sacro Santuario dell’Imam Reza nella città di Mashhad, città natale di Raisi. Con il passare delle ore si sono ridotte le speranze. Un funzionario iraniano in condizioni di anomimato ha detto alla Reuters che “le informazioni provenienti dal luogo dell’incidente sono molto preoccupanti”, e che la vita di Raisi e del ministro Amirabdollahian “è a rischio”.

Media israeliani, che naturalmente seguono con grande interesse la vicenda dell’acerrimo nemico, hanno citato fonti diplomatiche in Occidente, secondo cui Raisi non sarebbe sopravvissuto. A un certo punto si è riaperto un filo di speranza: il vicepresidente esecutivo iraniano Mohsen Mansouri ha parlato di un contatto con uno dei passeggeri e un membro dell’equipaggio del velivolo precipitato, affermando: “Sembra che l’incidente non sia stato molto grave”. Poi, però si è tornati di nuovo nell’incertezza, tra annunci e smentite del ritrovamento dell’elicottero.

Eletto presidente della Repubblica islamica nel 2021, l’ultraconservatore 63enne Raisi ha preso le redini di un Paese in preda ad una profonda crisi sociale e ad un’economia messa a dura prova dalle sanzioni statunitensi contro Teheran per il suo contestato programma nucleare. Delfino della Guida suprema e in pole position per la successione, si è dimostrato un intransigente nemico di Israele e degli Stati Uniti, arrivando al massimo livello di scontro con lo Stato ebraico, culminato con il primo attacco iraniano condotto in territorio nemico, sullo sfondo della guerra a Gaza. Con la sua morte, nonostante le rassicurazioni di Khamenei sulla tenuta del sistema, si aprirebbe una fase di turbolenza nel Paese che potrà condizionare i già fragilissimi equilibri del Medio Oriente.

Fonte: ANSA. IT

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