Tennis, Derby senza storia: Sinner numero uno anche contro Musetti

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Jannik Sinner, Lorenzo Musetti

Come si affermava in Harry Potter, “Occorre ardimento per affrontare in nemici ma ancora di più per affrontare gli amici”. Lo hanno imparato sia Lorenzo Musetti che Jannik Sinner e anche Flavio Cobolli perchè questo che si è giocato nella tarda notte italiana non è stato il primo derby azzurro a US Open, anzi, prima Passaro con Flavio, poi Flavio con Lorenzo e infine Lorenzo con Jannik. Curioso come la partita in cui c’è stata più battaglia e più incerta sia stata la prima, quella del primo turno e non questa tra due giocatori che tra di loro hanno solo poche posizioni di differenza e sono entrambi candidati (l’altoatesino già qualificato) per un posto alle Finals. Si era creato un grande hype intorno a questa partita, una attesa che ha elettrizzato l’aria dell’Arthur Ashe e delle notti italiane, questo perché nel corso della stagione che si sta concretizzando come la migliore della storia del tennis italiano, più volte siamo andati vicini a vederlo soprattuto durante la stagione su terra rossa di Lorenzo. Non era mai successo di avere almeno due tennisti ai quarti di tutti gli slam (come solo le grandi di questo sport Australia, USA e Spanga) Sinner Sonego in Australia, Sinner Cobolli a Wimbledon, Sinner e Musetti sia al Roland Garros che qui in America e non era mai successo un derby azzurro ai quarti di US Open in un slam. Quella tra Sinner e Musetti di Us Open può diventare il simbolo -più per la stagione d’oro di entrambi che per la partita in se- di una grande rivalità interna del nostro pianeta sportivo. Prima di loro ci sono diversi nomi che vanno pronunciati in coppia, De Morpurgo-De Stefani, Pietrangeli-Gardini, Panatta-Barazzutti, ma anche Schiavone-Pennetta e a proposito di tennis al femminile ricordiamo che su questo campo dedicato ad Arthur Ashe si è giocato il derby italiano più famoso di questo secolo, quel Pennetta-Vinci in finale a Flushing Meadows 2015, quando Roberta fermò in semifinale Serena Williams che era vicina al grande slam. Ma anche negli altri sport la rivalità interna ai confini nazionali ha fatto scuola e antologia: Coppi Bartali neanche a dirlo rappresentano per antonomasia la figura di rivali amici, come testimoniato dalla famosa foto con il passaggio della borraccia. Ci sono poi da citare Del Piero-Totti campioni insieme in nazionale, compagni di risate al di fuori e all’interno dello schermo televisivo tra spot pubblicitari e video virali sui social ma anche nemici in campo da quel celebre gesto del capitano della Roma del 4-0 e a casa. Siamo in tempo di europei di Basket e quindi come dimenticare Dino Menghin e le sue sfide con Gianluigi Marzorati, ma anche nel mondo dello sci con Theoni-Gross e Goggia-Brignone , in sella ad una moto con Rossi e Biagi e persino nei tuffi con Dibiasi-Cagnotto, nella scherma Vezzali-Trillini e nel fondo Di Centa-Belmondo. Non pretendiamo di essere gli unici a vantarsi di avere questo tipo di derby, la Spagna insegna nella MotoGp in questo momento con due fratelli, i Marquez in lotta per il titolo moandile e senza andare così lontano e senza cambiare sport ricordiamo la rivalità tra le sorelle Williams e anche tra Agassi e Sampras, i protagonisti del derby d’America. E adesso, sei anni dopo quel primo confronto nelle prequlificazioni degli Internzionali d’Italia siamo finalmente giunti nell’era Sinner-Musetti.

USOpen derby senza storia

Quando hai bisogno di amore, loro ti daranno cure e attenzioni, Friends Will be Friends, cantavano i Queen. Pià che alla partita tra Sinner e Musetti in tal senso torniamo a quella tra Musetti e Cobolli, il derby che non c’è stato che ha messo le basi per il derby più atteso. Sapevamo che si sarebbe potuta concretizzare questa occasione di una sfida italiana tra due amici fraterni come il romano e il carrarino. Flavio semrbava quasi arrivare al torneo con più certezze rispetto a Musetti, i quarti a Wimbledon e una classifica in ascesa mentre dalla parte opposta della rete il fedele allievo di Tartarini non trovava più la fiducia giusta per dar seguito alla stagione su terra rossa. Invece ha portato delle modifiche importanti al suo gioco, ha cambiato il meccanismo del servizio elminando una fase, rendendolo più snello e più semplice senza fermarsi in basso nella prima parte del movimento. Ne ha ricavato una prima più determinante che spesso lo ha salvato nel corso del torneo, ma non contro Sinner. Anche il dritto è diventato più aggressivo, gli permette di aprirsi gli angoli del campo lasciando gli avversari dietro la linea di fondocampo. Cobolli era invece stanco, sia contro Francesco Passaro che contro Jenson Brooksby è stato portato fino al quinto set e quindi la fatica accumulata lo ha stremato portandolo a stringere la mano all’arbitro anzitempo dopo circa un set scarso di gioco. Musetti quindi ha abbracciato il suo collega e amico, lo ha rassicurato e questi dipsiciatuo per l’epilogo è andato al quarto turno, agli ottavi dove ha liquidato Jaume Munar rapidamente mentre Sinner riservava il trattamento standard ad Aleksander Bublik, vendicata abbondantemente Halle.

“Io non sono scarso” ha dovuto specificare il kazako anche se nessuno lo mette in dubbio, però vedendo Sinner sul cemento contro di lui l’impressione è che il numero 24 al mondo sia di qualche categoria inferiore. Non vorremmo dirlo, ma la stessa impressione l’ha data Musetti nel derby con Sinner. Qualche categoria inferiore pur avendo una distanza di sole 10 posizioni in classifica. Lorenzo è il quarto italiano nella storia a raggiungere i quarti di FLushing meadows dopo Barazzutti, Berrettini e Jannik, non aveva lasciato toccar palla allo spagnolo un tempo allievo di Nadal oggi numero 44 del mondo Jaume Munar e aveva mostrato un devastatene dritto inside out da sinistra a destra. Dall’altra parte Sinner anche questa volta aggiorna il libro dei suoi record, è il giocatore più giovane dell’Era Open a raggiungere i quarti di finale in tutti gli slam per due anni consecutivi. La Volpe Rosse era comunque il favorito contro il tennistArtista di Carrara, a parità di condizioni avrebbe vinto e si sapeva anche perchè pensiamo alla partita con Shapovalov in cui Jannik ha giocato male e alla fine ha vinto lo stesso, winning ugly dicono in America. E’ la 26esima vittoria di fila sul veloce negli slam, la terza striscia di semrpe e potrebbe passare Djokovic a 27 vincendo il torneo. In 27 minuti è subito un 6-1, Muso soffre le accelerazioni e la pesantezza di palla del suo connazionale, è totalmente spiazzato non riesce a giocare a modo suo, la superiorità è schiacciante. Entra in partita solo dal secondo game del secondo set, quando ha una prima palla break annullata rapidamente dal numero uno al mondo. L’equilibrio precario si spezza al nono game quando un doppio fallo spalanca a Jannik la strada per il set. Un ultimo sprazzo orgoglio, a testimoniare la sua presenza in campo Musetti ce l’ha quando ormai aveva già subito il break, (un early break) anche nel terzo set: 4 palle per tornare on serve, Sinner era sceso con le prime e lui si è fatto trovare pronto ad approfittarne, altre due poi nel sesto game ma una risposta sbagliata di rovescio lo demoralizzo ancor di più, al punto da cedere anche il secondo break. Ora il parziale di Sinner nei derby italiani è di 16-0, e penare che fino ad ora negli Slam anche Lorenzo aveva giocato 4 derby ed era imbattuto, una statistica per Musetti che ormai appartiene al passato.