Home Cronaca Sono 16.202 i nuovi casi di coronavirus in Italia

Sono 16.202 i nuovi casi di coronavirus in Italia

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Le vittime sono invece 575. Lo rende noto il nuovo bollettino del ministero della Salute. Sono stati 169.045 i tamponi effettuati nelle ultime 24 ore, con il tasso di positività che sale al 9,6% (+0,9%). 

Il numero dei pazienti ricoverati in terapia intensiva in Italia scende di 21 unità nonostante i 175 nuovi ingressi delle ultime 24 ore. Per il secondo giorno consecutivo, spiega il bollettino del Ministero della Salute, la Regione Campania ha comunicato di non avere a disposizione i dati quotidiani sugli ingressi in terapia intensiva. Il numero di ricoverati con sintomi in Italia scende a 23.566 (-96 rispetto a ieri). Il numero di guariti o dimessi registra un aumento di 19.960 unità. Ad oggi in Italia gli attualmente positivi sono 564.395, i deceduti 73.604 e i dimessi o guariti 1.445.690.

“L’inizio della campagna vaccinale non significa che il nostro comportamento cambierà rispetto alla protezione dal virus: per tutto il 2021 le misure resteranno uguali ad adesso, dal distanziamento fisico alle mascherine, all’igiene delle mani. Ma con le vaccinazioni cominceremo ad avere meno morti e meno malati e questo rassicura tutti”. Lo ha detto all’ANSA Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza e professore di Igiene e Medicina preventiva alla Cattolica. “Dobbiamo perseguire una doppia cautela: farci vaccinare e seguire le regole di comportamento adeguate”.

Ippolito, percentuale morti è triplo dell’influenza – “La percentuale di decessi per Covid è tre volte più alta dell’influenza, abbiamo il doppio dei ricoveri in terapia intensiva e mentre l’influenza può essere gestita a casa, per il Covid abbiamo avuto bisogno di ospedalizzazione che nelle forme benigne è stata il doppio dell’influenza”. Lo ha detto il direttore scientifico dello Spallanzani Giuseppe Ippolito nel corso del webinar sul “Piano dei vaccini anti Covid nel Lazio”.”La rapidità con cui questa malattia si è diffusa è parallela alla rapidità con cui le istituzioni si sono trovate ad affrontare l’emergenza. Il Lazio ha fatto un gradissimo lavoro”. “Nonostante la vaccinazione non possiamo pensare che torneremo ai sistemi come erano prima. Il virus ci terrà compagnia fino al primo trimestre 2022. Quei livelli di assembramento non sono più possibili”. Così il direttore scientifico dello Spallanzani di Roma, Giuseppe Ippolito, intervenendo a un webinar sul “Piano dei vaccini anti Covid nel Lazio”.

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