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Scudetto Volley: Conegliano Campione d’Italia, Milano crollo finale.

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Ci ha provato per tre volte senza riuscirci la Igor Gorgonzola Novara e ora la Vero Volley, Monza o Milano a discrezione di tifo e cuore, è vicina a quel beffardo “traguardo”: per il secondo anno consecutivo viene sconfitta in finale scudetto dall’Imoco Conegliano, per la quinta volta consecutiva campione d’Italia, la sesta in assoluto. Quest’anno però il successo era più vicino del previsto, era ad un passo: all’Arena di Monza il 13 maggio il match point era in favore della quadra di Marco Gaspari e invece il silenzio di stupore e delusione generale dell’Arena ha accompagnato la marcia trionfale delle pantere lasciando addensarsi i rimpianti di Milano. Santarelli completa la sua manita di scudetti in casa al PalaVerde, vincendo la partita casalinga che Gaspari non è riuscito ad aggiudicarsi in gara-4. È mancata la Champions, è arrivato il secondo mondiale, la più forte ha prevalso cambiando l’opposto, poco male perché Bella Haak non ha fatto rimpiangere Paola Egonu.

Isabella Haak

Conegliano campione d’Italia, Isabelle Haak come Zlatan

Una fuoriclasse di livello mondiale, scandinava, svedese; non si può non pensare a Zlatan Ibrahimovic. Un tipo di atleta in grado di vincere le partite da solo, in grado di decidere lui stesso quando è il momento di dare una svolta ad un set, ad un incontro o all’intero campionato: questa capacità accomuna Bella Haak ad Ibra, con la differenza che la pallavolista una Champions League l’ha vinta, nel 2021-22 proprio contro l’Imoco quando in Turchia vestiva la maglia del Vakifbank. E se Ibra è stato a lungo considerato il terzo attaccante più forte in circolazione, in lotta con Lewandowski e alle spalle di Messi e Ronaldo, lei, Isabelle, può essere sicuramente inserita sul podio delle pallavoliste migliori al mondo dietro ai Messi e Ronaldo del volley femminile: Paola Egonu e Tijana Boskovic. La Polonia ha la sua Lewandowski anche nella pallavolo certo e per quanto abbiamo visto in queste finali scudetto non si tratta di Magdalena Stysiak, promessa sulla via dell’eclissi, ma di Joanna Wolosz, la palleggiatrice che nel suo ruolo potrebbe non aver rivali al livello mondiale. Haak ha dimostrato che il confronto con le rivali non è così profondo: non ha dovuto vincere lo scudetto da sola, il premio di MVP della finale riservato ad Alexa Gray ne è un chiaro esempio, ma anche una Jordan Thompson campionessa olimpica per Milano ha dovuto inchinarsi alla superiorità della svedese e delle pantere.

Alessia Orro, capitano Vero Volley Milano

Conegliano campione d’Italia: Vero Volley in ginocchio

Non lo ha perso in gara 5 lo scudetto la squadra di Gaspari, ma lo ha perso in casa, all’Arena di Monza, mai così vicina al titolo. Dovevano vincere quella partita, solo una partita e avrebbero vinto il campionato, ma lo sanno bene Beatrice Parrocchiale e Myriam Sylla: vincere una singola partita può essere l’impresa più ardua della carriera. Alla delusione, vissuta in prima persona da entrambe, del 2018, ad un passo dal titolo mondiale, sia aggiunge anche questa con la differenza che Sylla tre campionati gli ha vinti, da giocatrice dell’Imoco. Nel corso dell’ultima o incontro della stagione, l’importanza dell’avere in squadra una delle migliori tre giocatrici al mondo si è manifestata in maniera lampante: Haak dopo una partenza sottotono ha preso le redini della serie diventando l’arma di aggressione di massa che ha chiuso i conti e ha dominato, semplicemente e con disinvoltura, sulla Vero Volley. “We Are One, but not the same”, una cosa sola, ma -per ora aggiungiamo noi- non la stessa: Milano e Paola Egonu si dedicano a vicenda le parole degli U2, saranno insieme nella prossima stagione, Paola è già una giocatrice della Vero Volley, ma ancora non scende in campo per la squadra di Gaspari. Sarà proprio lei la top player di cui le, ormai da due anni, vice campionesse d’Italia hanno bisogno. Ovviamente senza nulla togliere ad una Jordan Thompson protagonista assoluta del campionato e parzialmente responsabile, senza alcuna volontà, dello scarso utilizzo di Stysiak. Al termine della serie-finale l’impressione è che il dominio dell’Imoco, ancora non terminato, possa concludersi in un futuro non remoto: Conegliano ha sofferto, è stata in ginocchio e ad un passo dal soccombere per poi rifiutarsi di perdere giocando ogni punto e ogni palla perché “Ciascun momento, ciascun attimo è di un valore infinito. Noi esistiamo per rendere eterno ciò che è passeggero”, sono le parole di Goethe che sarebbe soddisfatto, perché tutti i punti che hanno costruito la rimonta delle pantere sono stati ora scolpiti nell’eternità storica del volley italiano.

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