Scritte proPal su muri, vandalizzata una sinagoga a Roma.

Mattarella ha telefonato al presidente della comunità ebraica della Capitale Victor Fadlun per esprimergli solidarietà

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Scritte 'Monteverde antisionista e antifasicista' e 'Palestina Libera' sono apparse alla sinagoga in via Giuseppe Pianese a Roma e imbrattata con vernice nera la targa d'intitolazione, Roma, 1 dicembre 2025. ANSA/COMUNITA' EBRAICA DI ROMA

Un’azione rapida nel cuore della notte immortalata dalle telecamere.

Due uomini incappucciati si sono avvicinati a una sinagoga a Roma imbrattando la targa d’intitolazione e lasciando sui muri scritte pro Palestina. Vandalizzato il tempio di preghiera ebraico nel quartiere Monteverde. L’allarme è scattato quando sono state ritrovate le scritte ‘Monteverde antisionista e antifascista’ e ‘Palestina Libera’. Sono state subito avviate indagini da parte dei poliziotti della Digos per risalire ai due responsabili.

Al vaglio in queste ore i video dei circuiti di videosorveglianza che li hanno ripresi in azione. L’ipotesi di reato è danneggiamento aggravato e istigazione all’odio razziale. Ed è forte lo sdegno per l’accaduto da parte della politica. Il capo dello Stato Sergio Mattarella ha telefonato al presidente della comunità ebraica della Capitale Victor Fadlun per esprimergli “solidarietà dopo il grave gesto intimidatorio”. Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha espresso vicinanza “per lo spregevole atto di antisemitismo”. Sulla stessa linea i due vicepremier. Antonio Tajani ha affermato: “Contro ogni fantasma del passato, basta antisemitismo, basta odio”.

Un momento della cancellazione delle scritte ‘Monteverde antisionista e antifascista’ e ‘Palestina Libera’, apparse alla sinagoga in via Giuseppe Pianese a Roma, 1 dicembre 2025. ANSA

Mentre Matteo Salvini ha avvisato: “In Italia non c’è spazio per l’odio e l’antisemitismo”. A denunciare l’accaduto è stato stamattina proprio Fadlun chiamando in causa un sit-in in favore di Gaza. “All’indomani dell’ennesima manifestazione pro Pal, al tempio di Monteverde è stata profanata la targa di intitolazione a Micheal Stefano Gaj Tachè, un bambino di soli due anni assassinato dal terrorismo palestinese nel 1982 in un attacco al Tempio maggiore”. Per Fadlun, “Questo è un gesto che oltraggia la comunità ebraica, la ferisce profondamente”.

Dal canto suo Noemi Di Segni, presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche italiana (Ucei) non ha nascosto: “E’ un atto che ci sconvolge profondamente, e che dovrebbe scuotere la coscienza di tutti gli italiani, perché mette in luce ancora una volta la presenza di frange che non esitano a profanare la memoria, la storia e i valori fondamentali della nostra democrazia senza rispettare nemmeno i luoghi di culto”. Intanto dall’assemblea territoriale di Monteverde antifascista prendono le distanze: “Sentiamo impellente la necessità di discostarci chiaramente da questo gesto e di condannarlo con fermezza. Esprimiamo la nostra sincera vicinanza alla comunità ebraica del nostro quartiere”.

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