Andare oltre la semplice rassegna letteraria e dar vita ad un luogo di incontro e di dialogo dedicato alle ‘medical humanities’, nel quale le scienze biomediche si aprono al confronto con le scienze umane, è la ratio di ‘Spazio Cultura e Salute’, il progetto ideato da Antonello Bellomo, professore associato di psichiatria all’università di Foggia, e realizzato in collaborazione con il Comune di Alberobello, i Presìdi del Libro e l’associazione Chianche di Carta.
Il progetto è stato inaugurato, qualche giorno fa, con la presentazione di un libro ‘La crepa’ di Roberto Grosso, e proseguirà oggi e il 4 settembre con altri 2 libri, ‘Il maschio fragile’ di Emi Bondi e ‘La pulce di Hooke’ di Massimo Conese: tre libri e tre differenti occasioni per esplorare, attraverso linguaggi e prospettive diverse, quel territorio di confine nel quale scienza e cultura umanistica tornano a incontrarsi.
‘Il progetto nasce dalla volontà di promuovere una visione più ampia della medicina e della salute – spiega Bellomo – non soltanto attraverso la conoscenza scientifica della malattia, ma anche attraverso le storie, le emozioni, le relazioni e i contesti socio/culturali che accompagnano l’esperienza umana della salute, della fragilità e della cura. È questo il senso più autentico delle Medical Humanities: creare un ponte tra saperi apparentemente diversi – medicina, letteratura, filosofia, psicologia, arte e scienze sociali – nella convinzione che la complessità dell’essere umano non possa essere compresa attraverso un’unica prospettiva’.
‘Con questa iniziativa – aggiunge il sindaco De Carlo – Alberobello si configura quale promotrice di un percorso dedicato alle Medical Humanities, creando uno spazio di confronto aperto non soltanto agli studiosi e ai professionisti della salute, ma all’intera Comunità, perché umanizzare la medicina significa, prima di tutto, tornare a mettere la persona, nella sua interezza, al centro della cura’.

