Da New York a Napoli fino a Sanremo. I social impazzano, e la città festeggia come accaduto a maggio scorso il giorno del quarto scudetto e questa vittoria, anche grazie al suo gesto ormai iconico a conclusione della canzone in cui apre le cinque dita della mano, è stata definita il quinto scudetto. Si sà a Napoli il calcio è più di una passione, è ragione di vita e in una sera passare dal ritorno al gol di Lukaku all’annuncio di Stefano De martino come conduttore e chiudere a tarda notte con la vittoria di Sal Da Vinci nel festival che deve le sue origini alla rassegna sanremese degli anni Trenta dedicata alle canzoni partenopee, ha avuto il sapore di un apoteosi nel golfo che ha trasformato l’Ariston in una frazione del Maradona. Come spesso accade il possibile vincitore si manifesta nei giorni precedenti alla finale principalmente per l’ovazione continua del pubblico, e infatti lo abbiamo pensato tutti quando Carlo Conti ha dovuto richiamare i presenti all’ordine all’ingresso di Salvatore Micheal Sorretino sul palco che era accompagnato dal coro di Rossetto e Caffè il suo brano simbolo. “Ma non è questa la canzone in gara” ha specificato il conduttore che l’anno prossimo lascerà spazio al ballerino (Stefano De Martino) lanciato da Maria De Filippi ad Amici nel 2009. “Per Sempre Sì” il singolo che ha presentato Sal in gara a Sanremo però ha subito emozionato e scaldato il pubblico dell’Ariston e quello a casa, fin dall’inizio ci si è trovati davanti un brano da podio, un brano tormentone con vibes che richiamano la stagione dell’amore incentrato sulla fedeltà. E’ Coronamento della carriera per l’italiano nato a New York che era già andato sul podio del Festival nel 2009 sconfitto da Marco Carta e da Povia al suo esordio sanremese. Lo premiano le tre giurie, televoto, Sala Stampa e Radio; a Stupida Sfortuna di Fulminacci il premio della Critica Mia Martini, a Serena Brancale quello della Sala Radio Tv Web Lucio Dalla. E poi i riconoscimenti alla carriera, uno se lo prende il grande ospite che come un Cavaliere entra in scena a cavallo, Andrea Bocelli; l’altro ai Pooh che non si sono ne sciolti, ne riuniti, ma celebrano i loro 60 anni di carriera sul palco esterno in piazza. Si celebrano le famiglie della musica con tanti “figli di” in gara e spesso qualcuno anche sul palco, come Tredici Pietro che ha cantato con papà Gianni Morandi, cosa che ha alimentato la polemica per Alessandro Gassman non invitato a pubblicizzare la sua serie tv, non perché il figlio Leo era in gara, ma per scelta del conduttore che ha deciso di non riservare lo spazio alle serie Rai nel corso di tutte le serate. E ancora LDA sotto gli occhi di papà Gigi D’Alessio, Serena Brancale che dedica la canzone alla madre mentre la sorella Nicole dirige l’orchestra, Samurai Jay rimpiazza Belen Rodriguez (criticata per l’ingresso in scena fuori tempo nella terza serata) con un abbraccio alla mamma in platea; la porta proprio sul palco invece Sayf che chiuderà l’edizione con un doppio secondo posto, nella serata cover nella classifica generale. Terzo posto per Ditonellapiaga, anche lei come Sayf alla prima partecipazione in solitario dopo che due anni fa si era presentata insieme a Donatella Rettore, anche lei interprete di un probabile tormentone “Che Fastidio”. Quarto posto per Arisa la favorita della vigilia, sorprendentemente sconfitta e fuori dal podio, ma mai fuori dalla top ten nella sua storia Sanremese che conta due vittorie, un secondo posto e diversi piazzamenti. Quinti coloro che si potrebbero definire “la strana coppia”, Fedez e Marco Masini vincitori del premio Sergio Bardotti per il miglior testo. Tra gli altri arriva settimo Fulminacci (era dato tra i papabili vincitori), secimo Tommaso Paradiso, 13esimo il rock delle Bambole di Pezza e 15esimo il country di J Ax. Tre romani e romanisti agli ultimi tre posti con Leo Gassman, Mara Sattei ed Eddie Borck; si lancia sull’ironia Elettra Lamborghini “fatemi abbracciare i conduttori, che non vinco nulla provo a fare punti” riferendosi ai bonus del Fantasanremo, il gioco che ha appassionato l’Italia, per la cronaca il fantatitolo è andato a LDA e Aka7 e non alla nipote di Ferruccio Lamborghini. E’ stato un Sanremo diverso, forse più noioso secondo alcuni, più frenetico secondo altri che hanno ancora sottolineato la rapidità di Conti nella condizione, una controtendenza marcata rispetto alla precedente gestione Amadeus. Un festival che ha anche uno scenario cupo sullo sfondo, un mondo che attraversa una fase violenta della sua storia con guerre sparse tra Ucraina, Palestina e adesso anche in Iran. Ci pensa Cleo, la voce delle Bambole di pezza, le uniche rappresentanti del rock presenti sul palco in questa edizione, a richiamare l’attenzione sul tema che da fedele fan della beat generation si presenta con la scritta Give Peace a Chance diretta citazione al Maestro del pacifismo musicale John Lennon. Non da meno Leo Gassman che grida alla fine della guerra e della tirannia invocando la pace e l’amore e in maniera simile si uniscono al coro, intonato per un momento anche dal pubblico dell’Ariston, Ermal Meta e Maria Antonietta e Colombre. Riassume Laura Pausini in apertura “I bambini hanno diritto a dormire per sognare e non a sognare di dormire perchè svegliati dal rumore delle bombe”. Cala il religioso e rispettoso silenzio quando sul palco sale Gino Cecchettin, padre di Giulia che tiene vivo il ricordo delle 301 donne uccise dal 2023 ad oggi con i loro nomi che scorrono sul maxischermo alle sue spalle.

Chi è Sal Da Vinci, campione a Sanremo 2026
E’ nato a New York il 7 aprile del 1969, ma a tutti gli effetti è napoletano nel cuore considerando che è cresciuto a Mergellina Salvatore Micheal Sorrentino che ha scelto Sal Da Vinci come nome d’arte. La sua canzone adesso diventerà il simbolo di una città, pronta ad essere portata al Maradona dai tifosi partenopei che lo hanno sostenuto durante il Festival come se fosse un esponente del loro Napoli che il giorno prima della sua nascita perdeva contro la Juventus, si viene al mondo soffrendo si potrebbe dire. Come per quasi tutti i napoletani il calcio è ragione di vita per lui e la sua famiglia, ha provato a fare il terzino da giovane ma preferisce i concerti, la sua strada è sempre stata la musica e lo spettacolo e a intraprendere la carriera con il pallone ci hanno pensato il genero che ha militato nel Pisa, nell’Arezzo e al Guidonia e il fratello Francesco con un passato in Serie C. Per Sal che alle spalle ha una lunghissima carriera, che è solo coronata dalla vittoria di Sanremo inseguita anche nel 2009 con un secondo posto, il successo va condiviso con Geolier altro figlio di Napoli che nel 2024 arrivò tra le polemiche alle spalle di Angelina Mango. Il nome lo ha ereditato dal padre, che anche lui, Mario, scelse di farsi chiamare Da Vinci era attore e cantante e proprio per una sua tournée che Sal è nato in America e proprio seguendo il padre che ad otto anni inizia a fare le prime comparse prima in teatro e poi al cinema anche nel ruolo di protagonista in Il motorino di Ninì Grassia, è l’inizio di una carriera che lo ha visto anche al fianco di Carlo Verdone in Troppo Forte. Ad aprirgli la strada della musica sono invece James Senese e Peppe Lanzetta che gli scrivono la prima canzone da interpretare quando aveva sedici anni, ma per il vero e proprio decollo, per assistere alla rivelazione del Sal Da Vinci cantante, bisogna attendere il 1992 quando partecipa a Una voce per Sanremo e con un brano tratto dal suo primo album ha vinto l’ultima edizione del festival italiano di musica, con quella stessa canzone tradotta in spagnolo si è fatto conoscere anche in Sudamerica diventato un cantante dei due mondi. Per la prima volta raggiunse quindi al popolarità nazionale, ma scelse la via dell’opera lavorando a una rappresentazione teatrale di Roberto de Simone e poi iniziò a scrivere testi da dietro le quinte, divenne un autore e si rese protagonista di grandi collaborazioni. Tra di esse spicca quella con Gigi Finizio, Gigi D’Alessio e Lucio Dalla per la canzone Napule, un inno dedicato alla sua città. L’ultima collaborazione è quella con Michele Zarrillo nella serata cover sulle note di Cinque Giorni. Tra il 2009 e il 2024 sceglie ancora una carriera nell’ombra, componendo diverse colonne sonore ad esempio per i film di Alessandro Siani e accettando ruoli di protagonisti in musical e spettacoli ma è in quella fase che conobbe Adriano Pennino, colui che diede una nuova vita brillante alla sua carriera musicale. Il singolo Rossetto e Caffè del 2024 divenne così doppio platino e lui la cantò al festival nel 2025 nella serata cover al fianco dei The Kolors; è il brano che lo ha riportato in cima alle classifiche dove è destinato a rimanere con anche Per Sempre Sì, dedicata a Paola Pugliese sua moglie con la quale ha due figlie tre nipoti.

Stefano De Martino, l’altro vincitore annunciato
Ogni conduttore ha sempre cercato di aggiungere un tocco personale, di portare sul palco dell’Ariston qualcosa di inedito. Carlo Conti lo ha fatto nel salutare il Festival. Nel 2027, dopo i due anni che si aggiungono al triennio 2015-16-17, l’ex Disc Jokey ha lasciato la conduzione e per la prima volta ha annunciato in diretta il suo successore che attendeva il suo momento li in prima fila. Nell’era dei social già ci aspettavamo un evento del genere, le voci girano e il “Meta”-Verso le amplifica, è poi il tempo a stabilire se si tratti di fake news o meno. Quindi quando alle 23.10 Conti è sceso in platea e si è diretto verso Stefano De Martino in molti avevano già capito cosa sarebbe successo di li a pochi secondi. Non per tutti è stata una sorpresa, ma sono le immagini che poi rimangono e quindi il passaggio di consegne è stato immortalato dalla diretta, un po come accade alle Olimpiadi durante al cerimonia di chiusura tra un’edizione e l’altra. Raccoglie il testimone il conduttore di Affari Tuoi che al suo ingresso in Rai aveva firmato un milionario contratto con una clausola specifica per prendere in mano le redini di Sanremo dopo Conti. Non sarà solo, per quanto sarà incaricato del ruolo di conduttore e direttore artistico al suo fianco figurerà anche Fabrizio Ferraguzzo che quel palco lo conosce bene, è stato lui a far da produttore ad Achille Lauro nel 2019 e ai quattro dischi di platino vinti dai Pinguini tattici Nucleari nel 2020 grazie al brano rivelazione di quel festival “Ringo Starr” e sempre lui è arrivato alla vittoria come manager dei Maneskin di Zitti e Buoni nel 2021. La notizia era stata anticipata da Dagospia e confermata poi a Fanpage da Willliam Di Liberatore. E quindi come un filo azzurro partenopeo si legano le edizioni del 2026 e 2027 con un napoletano vincitore che sarà campione in carica e un conduttore anche lui figlio del Golfo. Ad accomunare Sal e Stefano non c’è solo Napoli ma anche quella giungla di cemento dove hanno origine i sogni, come ha cantato Alicia Keys all’Ariston, la Grande Mela americana che ha dato i natali al vincitore di Sanremo e che è stata trampolino di lancio per De Martino: li ha vinto una borsa di studio nel 2007 alla Broadway Dance Centre dove ha imparato le tecniche della danza e ha collaborato con la coreografa Macia Del Prete, un prologo al suo ritorno in italia dove ha preso parte ad Amici 2010 fermandosi in semifinale ma risultando il miglior ballerino. Per anni ha danzato nei palchi del mondo fino al suo approdo alla conduzione nel 2019 su Rai 2 con Stasera tutto è possibile e anche nel 2021 con il programma di seconda serata Bar Stella. Uno showman poliedrico e versatile che la Rai ha scelto come sostituto di Amadeus per Affari Tuoi e adesso si prenderà il palco più prestigioso della musica italiana. Personaggio pubblico ormai da tempo, al centro del mondo del gossip per le sue relazioni passate con Emma Marrone (vincitrice di quell’edizione di Amici) e con Belen Rodriguez che ha sposato e dalla quale si separato dopo dieci anni. Da New York a Napoli, alla conquista di Sanremo.
