Da una scala verso il paradiso decantata dai Led Zeppelin alla controparte demoniaca musicale degli AC/DC, un’autostrada per l’inferno. Questo si è rivelato Parigi per Jannik Sinner che perde contro Juan Manuel Cerundolo, e non succedeva da 58 partite di vederlo uscire sconfitto da un match contro un giocatore al di fuori die primi cinquanta del mondo. L’ultima volta era contro Dusan Lajovic a Cincinnati 2023, da quel momento queste sfide per lui erano delle formalità fino ad oggi quando tutto sembrava procedere seguendo lo stesso copione. Nulla faceva presagire che la striscia di 29 vittorie consecutive si sarebbe interrotta, la partita si avviava verso la fine, c’era chi persino ha spento la televisione perché ormai il punteggio era 6-3 6-2 5-1, poi è arrivato il fulmine a ciel sereno. Sono giornate infernali a Parigi, il caldo è torrido e i giocatori hanno inziato ad accusarlo, oltretutto sappiamo quanto Jannik soffra queste condizioni ma il 2026 finora magnifico e quasi perfetto aveva dato l’illusione perché nel deserto della California Sinner è risucito a vincere proprio nelle condizioni che lo hanno semrpe messo in difficoltà. Il tutto è partito dalla scelta di non allenarsi a Montecarlo dopo Doha e di stabilirsi una settimana in più nel deserto per acclimatarsi, letteralmente, all’afa della Cochella Valley, ma arrivato stavolta a Parigi, dopo due settimane nella capitale che non sono state propriamente estive, e dopo tre giorni di riposo ordinatigli dal suo staff, l’impatto con l’estate è stato uno shock. Stava servendo per il match quando ha accusato il colpo di calore, ha chiamato il medico in campo e chiesto l’intervento del fisioterapista. Quando il gioco è ripreso in campo c’era un solo giocatore, e non era il numero uno del mondo: Cerundolo ha fatto 18 punti consecutivi chiudendo il set con un parziale di 24 a 3 partendo da quando si trovava sotto 5-1 e andando al quarto set.

Polemiche e regole: sono i crampi il vero nemico
Qualche perplessità era emersa fin da quando era stato stilato il programma di questa giornata con Sinner impegnato nel primo match sullo Chatrier, a partire dalle 12 e con una temperatura verosimilmente altissima, ma in realtà anche nel pomeriggio il meteo non prometteva clemenza da questo punto di vista. Le proteste si sono infiammate sui social e Vagnozzi è stato pronto a smorzarle sul nascere: “Penso che, se stessimo cercando di evitare il sole, chiederemmo la partita di notte o la prima partita sul Lenglen. No, lo sapevamo dopo la nostra prima partita. Quindi, per noi, non aveva importanza e non è un problema”. Aveva già giocato in sessione serale contro Tabur, la diurna era inevitabile questa volta. Le previsioni indicavano che ci sarebbero stati 32 gradi nella Ville Lumiere, ma Jannik è entrato sullo Chatrier preparato come deve essere il numero uno al mondo. Tanta acqua ad ogni cambio campo, scambi più corti possibile ricorrendo anche al serve and volley per accorciarli, una strategia che ha portato appunto al 6-3. Al momento di servire per il match però, dopo aver lasciato andare il settimo game del terzo set, Jannik commette un vistoso doppio fallo e prende break a 0, quello è il momento in cui ha perso ogni speranza varcando la porta dell’inferno. Si tiene la gamba, si massaggia e prova a distenderla, tutti gesti che lasciano pensare a dei crampi che lo paralizzano, sul 5-4 0-40 non ce l’ha fatta più: si è avvicinato al lato del campo, fermandosi a chiedere aiuto. L’arbitro scende in campo, è Aurelie Tourte, una vecchia conoscenza di Jannik e tutt’altro che amata dal numero uno del mondo per il precedente di Montecarlo 2024, quando sbagliò una chiamata e da li contribuì a modificare l’inerzia dell’incontro a favore di Stefanos Tsitsipas. In ogni caso, Tourte, ha concesso il medical time out quando Sinner segnalava forti conati di vomito (come accaduto con Medvedev a Roma, ma in quel caso la temperatura era all’opposto); gli viene quindi permesso di rientrare negli spogliatoi per alcuni minuti, ma il medico non ha potuto sottoporlo ad alcun trattamento dopo aver riconosciuto la presenza di crampi, una condizione che il regolamento non consente di trattare. Da quel momento si è consumato un faticoso e doloroso trascinarsi verso il match point argentino, se la partita fosse iniziata sul punteggio di 5-1 il risultato sarebbe stato 6-0 6-1 6-1 per Juan Manuel Cerundolo, il ragazzo fortunato che ha replicato l’impresa riuscita al fratello Francisco a Roma nel 2023 e a Miami nel 2022 (anche se in quel caso Jan scelse il ritiro), ossia sconfiggere Sinner, lo fa proprio oggi che inseguiva il torneo più improntate della carriera.

Imbattibilità infranta, “Non è colpa del caldo” sostiene Sinner
Doveva succedere prima o poi, l’invincibilità non appartiene ai comuni mortali e anche Jannik ogni tanto deve ricordare che è umano. “Ho dormito male la scorsa notte, sono completamente esausto” ha affermato in conferenza stampa dopo la sconfitta. Sono stati giorni in cui le condizioni climatiche hanno creato problemi a diversi giocatori, ad esempio lo ha sottolineato Luciano Darderi dopo aver sconfitto Ofner “Mi girava la testa per il caldo, erano condizioni veramente difficili”. Simili le difficoltà di Ruud contro Safiullin, ma chi ha sofferto di più di tutti è stato Jakub Mensik che dopo le 5 ore di sfida con Mariano Navone si è accasciato a terra stremato e incapace di muoversi, soccorso in primo luogo dal suo avversario non si è mosso per diversi minuti fino a che non è arrivato il medico che lo ha aiutato a riprendere fiato e ad uscire dal campo con le sue gambe. Lo scorso anno a Shangai il torneo fu falciato da questo tipo di incidenti, si ritirò lo stesso Sinner mentre Djokovic vomitava in campo e alzarono bandiera bianca anche Goffin, Machac, Ruud, Medjedovic, Atmane e Wu, il tutto coronato dallo sfogo di Holger Rune che tuonante invocava una nuova regola per il caldo: “Cosa aspettate, che un giocatore muoia in campo?“. Parole pesanti che hanno portato all’introduzione della heat policy: il regolamento ATP prevede un cooling break di 10 minuti se si superano i 30 gradi, e la sospensione nei casi più estremi oltre i 32 gradi, ma i quattro Slam hanno regole diverse sul tema. Se l’Australian Open utilizza la Heat Scale che tiene in considerazione fattori come umidità e intensità dei raggi solari, a Parigi la decisione spetta agli organizzatori del torneo che in questo caso hanno scelto di continuare e non di interrompere come accadde in Australia durante il match con Spizzirri. Una scelta guidata dal fatto che il termometro nonostante tutto non aveva superato i 32 gradi, una decisone che avrebbe potuto scatenare diverse polemiche feroci, ma che Jannik ha poi smorzato in conferenza stampa: “Non è successo niente dovuto al caldo. Ho fatto fatica ad alzarmi stamattina, ma negli slam può succedere un giorno che non ti senti bene. Non avevo energie, non ho visto la via d’uscita”. Così si ferma la striscia di successi dopo 29 partite, e si chiude anche il suo tour de force con 30 partite in 83 giorni, una ogni 2,77 giorni: è arrivato il momento del riposo, non giocherà nessun torneo prima di Wimbledon dove c’è uno slam da difendere, in quello che sarebbe il primo titolo slam dell’anno.
