Ritorno in pista.

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Il monegasco del Cavallino Charles Leclerc.

Siamo giunti finalmente all’alba di una nuova stagione, e a quello che per molti appassionati di motori è uno dei weekend più importanti dell’anno, perché sebbene in questi mesi ci hanno tenuto compagnia alcune gare come la Dakar e le prime tappe dei mondiali di Rally e Formula E, per noi tifosi Ferrari non è mai veramente domenica senza la Formula1. Hamilton e Verstappen nel 2021 si sono scontrati, in ogni senso, per tutto il campionato e all’ultima gara sono arrivati a pari punti. Il mondiale è stato deciso all’ultimo giro con il sorpasso di Max alle ultime curve.

Dopo quella notte memorabile di Abu Dhabi, i motori si riaccendono, ancora in medio oriente e questa volta in Bahrain. Quindi dopo quella che è stata “A Night at the Opera”, nel suggestivo panorama del circuito di Yas Marina, ora ci apprestiamo a vivere “A Day at the Races”, in molti avranno captato la citazione dei due album dei Queen che includono alcuni capolavori come Bohemian Rhapsody, Love of my life e Somebody to Love.

Le nuove vetture presentate in questa stagione hanno subito fatto discutere, sia per la presenza del fastidioso fenomeno del porpoising che sembrava essere un problema superato e invece ricorda gli anni di Senna e Prost mettendo i piloti ancora di più alla prova, sia per le ampie critiche inferte alla Mercedes per aver rimosso le pance sfruttando probabilmente una sezione oscura del regolamento.

I tempi ottenuti nei test devono essere analizzati con la giusta cautela, potrebbero esserci degli enormi ribaltamenti rispetto alla scorsa stagione come potrebbero non manifestarsi grandi cambiamenti.

In ogni caso la Mercedes ha un nuovo giovane pilota, George Russell, anche lui inglese come Hamilton, e il nuovo arrivato ha già dimostrato, nel 2020 al GP di Shakir quando Lewis non partecipò per la positività al Covid, di essere estremamente competitivo ad alti livelli e probabilmente non rimarrà a guardare il compagno di squadra lottare per il mondiale.

Per la Ferrari svolgere un ruolo da protagonista è diventato un obbligo, le dichiarazioni sono incoraggianti, Leclerc si è posto l’obiettivo di centrare 5 vittorie e dopo essere stato battuto anche da Sainz lo scorso anno ha le motivazioni giuste per raggiungere questo traguardo.

La Red Bull è sempre da considerare una vettura in grado di lottare per il mondiale, il nuovo campione del mondo è pronto a regalarci un’altra stagione memorabile.

Tra le altre scuderie è difficile capire quale sarà il team outsider del campionato, lo scorso anno Ricciardo e Ocon, rispettivamente con McLaren e Alpine, sono riusciti a vincere una gara a testa, adesso è il turno dei loro compagni di squadra, Norris e Alonso, dimostrare di non essere da meno. Queste sono le due scuderie più accreditate a fare il salto di qualità anche se non dovrebbero essere in lotta per il mondiale.

L’affidabilità dei test in Bahrain è bassa poiché ogni scuderia ha avuto un suo momento di gloria in una delle varie sessioni. La Haas sembra aver colmato il gap che la separava dalla penultima posizione e quest’anno potremmo vedere finalmente il vero valore di Mick Schumacher, mentre rimangono dei dubbi sulla preparazione di Magnussen catapultato in pista con poco preavviso, e soprattuto con poca esperienza sulle nuove vetture, a causa del licenziamento del russo Mazepin.

Il team italiano dell’Alpha Tauri ha confermato i piloti dello scorso anno, dando una seconda opportunità a Yuki Tsunoda e tenendo stretto Gasly vincitore del Gp di Monza nel 2020.

Vettel e Stroll continueranno a guidare l’Aston Martin, senza tuttavia grandi speranze di mettere a segno un risultato di prestigio.

Albon è il volto nuovo della Williams, cerca un riscatto dopo aver fallito l’occasione in Red Bull nel 2020 e aver sperimentato un anno nel DTM dove ha vinto il Gp del Nurburgring. Infine l’Alfa Romeo, ha cambiato entrambi i piloti, lasciando a piedi Giovinazzi e vivendo il ritiro di Kimi. Al loro posto è arrivato un altro finlandese Valtteri Bottas reduce dall’esperienza parzialmente negativa in Mercedes poiché è sempre stato soltanto uno scudiero di Hamilton e non è mai stato veramente in corsa per il mondiale in 5 anni con una macchina al vertice delle classifiche. Il suo compagno di squadra adesso è Guanyu Zhou, pilota che sorprendentemente ha preso il posto che sarebbe dovuto essere di Giovinazzi o del campione di F2 Oscar Piastri, quindi due piloti apparentemente più competitivi, sarà compito del cinese smentire quest’ultima affermazione.

Ora non ci resta che aspettare che si spengano i semafori e dopo tre mesi interminabili torneremo ad emozionarci nel sentire le parole “It’s lights out and away we go!”.

Mick Schumacher Haas F1 Team. 

2 Commenti

  1. Grande Asca’ ottimo lavoro ….,sul Fatto del 21 marzo pag 11 c’è un articoletto di P. Ziliani che faresti bene a leggere…..x capire come la penso..
    riguardo quello che ti dicevo…. se vuoi che ti leggano in tanti devi essere più aggressivo…..un abbraccio

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