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Professione Nonni di Laura Cugini

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Buongiorno cari deliziosi colleghi nonni, ho appena trovato la mail di una matura donna che si stà confrontando con una triste realtà: appena rimasta vedova, deve dare risposte precise ai sua figlia che da poco è divenuta madre di un bel maschietto.

Purtroppo, la figlia è una ragazza-madre e il padre della stessa ha provveduto sempre alla sua famiglia, non mettendola mai davanti ai problemi che invece si nascondono nella vita di un lavoratore autonomo.

Layla, la nostra amica, sta ora vivendo momenti di insicurezza e vorrebbe essere aiutata maggiormente dai suoceri che sono le uniche certezze rimaste nella sua vita, dal momento che i suoi genitori sono deceduti diversi anni or sono, ma non trova corresponsione essendo loro stessi anziani e non privi di sostentamenti.

Cara amica, il tuo sfogo è comprensibilissimo, anzi, ti invito a scrivere più spesso se questo può farti sentire bene, ma la tua nuova condizione ti impone un comportamento assolutamente consono al momento: devi ora essere padre e madre per tua figlia e saper gestire il doppio ruolo di nonna, però ricorda che problemi come il tuo, li vivono tantissime donne.

Mi rendo conto che ormai tu non hai più l’età di lavorare fuori casa, ma per questo deve pensarci tua figlia che a trent’anni si trova a vivere un incubo,

momentaneamente non potete fare nulla entrambe, se non occuparvi dei documenti di tuo marito che, da come mi scrivi e per tua fortuna, era arrivato all’età pensionabile.

Non è per farti digerire meglio la situazione, ma pensa a quelle donne che alla tua età si trovano viceversa con l’età contributiva del marito, a non avere accumulato abbastanza pensione da poter vivere decorosamente.

A conti fatti, considerando la pensione che avrebbe percepito tuo marito e considerando che non devi provvedere al mutuo della villetta ormai pagato, la percentuale che ti tocca come coniuge mi fa pensare ad una vita decorosa da poter far fare anche a tua figlia e tuo nipote.

Dovete, insieme a tua figlia, decidere se mantenere o meno l’attività di tuo marito, dove lei stessa lavorava con il padre; per tua fortuna cara Layla, anche le mura del negozio sono di proprietà e magari un giorno, se decideste di darlo in affitto, potreste con tua figlia, ricavarne una cifra che ti consenta di pagare le bollette.

Io al posto tuo, non mi lamenterei dei suoceri….hanno perso un figlio, in questa situazione ognuno ha perso qualcosa, un marito, padre, figlio e nonno è volato in cielo prematuramente e, credimi c’è chi al posto tuo alla fine del mese non può pagare neanche l’affitto, invece al contrario, riavvicinati a loro e condividi il tuo dolore.

Oltre te, sono le uniche persone che hanno amato l’uomo che hai sposato, dai tirati sù, non è tutt’oro quel che luccica neanche per gli altri, piuttosto, grazie per la poesia che ci hai inviato domenica, si evinceva il tuo dolore.

Naturalmente sono già due volte che ti cambio nome, quando avrai riacquistato la sicurezza, aspetto, insieme agli altri colleghi nonni, che tu ci scriva ancora e che ci senta vicini, desideriamo esserlo in questa tua triste condizione.

Cara amica, ti invio un abbraccio virtuale sincero ed uno anche a tua figlia e a tuo nipote a nome di tutti i nonni e genitori che leggono la nostra rubrica e del direttore di questo meraviglioso giornale telematico.

Non avere problemi a rivolgerti alla nostra psicologa che saprà consigliarti sicuramente meglio di una ragioniera-infermiera oppure al nostro adorabile dott. Brozzi di cui sei un’amica virtuale.

nonna ciona

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