Prof e studenti accoltellati, se la violenza irrompe a scuola.

Dalla docente colpita a Abbiategrasso ad 'Aba', i precedenti

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Presidio spontaneo degli amici e parenti, a margine dell'incontro con Il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, che ha incontrato istituzioni, dopo l'omicidio di Youssef Abanoub, avvenuto all'Istituto superiore Einaudi Chiodo. La Spezia, 18 gennaio 2026. ANSA/LUCA ZENNARO

Studenti che accoltellano gli insegnanti, coltelli tra i banchi di scuola. Quello avvenuto in provincia di Bergamo, a Trescore Balneario, è solo l’ultimo caso di violenza che vede coinvolti docenti e ragazzi e non è nemmeno il più grave.
In classe si può perdere la vita per un motivo futile come una foto postata sui social, come è successo lo scorso gennaio a La Spezia ad Abanoub Youssef, detto Aba. Il giovane di 19 anni, studente di un istituto professionale, è stato accoltellato dal suo compagno Zouhair Atif, dopo una lite scoppiata in classe per motivi di gelosia. A scatenare l’ira del ragazzo una foto che ritraeva Aba abbracciato alla sua ragazza; da lì la decisione di arrivare in classe con una lama di venti centrimenti nello zaino e colpire il compagno a morte.

In Lombardia negli ultimi tre anni sono stati altri due i casi eclatanti di violenza in classe, con insegnanti che sono state aggredite e accoltellate dai loro alunni. Nel 2023 ad Abbiategrasso, in provincia di Milano, l’allora 51enne Elisabetta Condò, è stata ferita a scuola durante una lezione da uno studente di 16 anni. Il ragazzo era seduto tra i banchi e all’improvviso ha estratto un coltello dallo zaino con cui ha colpito ripetutamente la docente alle spalle mentre spiegava la lezione. Elisabetta Condò ha riportato numerose ferite al braccio e alla parte superiore del corpo, anche alla testa e al collo, per cui è stata sottoposta ad un intervento chirurgico e ad una lunga riabilitazione. Il 16enne, arrestato per tentato omicidio, è stato poi affidato per due anni ai servizi sociali per un percordo educativo di sostegno anche psicologico. La docente dopo un periodo di stop è tornata ad insegnare e ha perdonato il suo aggressore, anche con un abbraccio nell’aula del tribunale. Oggi non se la sente di rivangare quei ricordi e risponde soltanto un “no grazie” alla richiesta di commentare l’ennesimo episodio di violenza in classe.

Lo stesso sentimento che prova molto probabilmente anche Sara Campiglio, la docente che nel 2024 è stata accoltellata da un suo alunno di 17 anni in un istituto professionale di Varese. Il ragazzo ce l’aveva con lei per la bocciatura dell’anno precedente, quando la famiglia aveva anche presentato un ricorso e così ha deciso di vendicarsi portando a scuola un coltello, con cui ha colpito l’insegnante con tre fendenti, ferendola in modo grave alla schiena e ad un polmone. Il 17enne è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio e poi è stato affidato ai servizi sociali per un periodo di messa alla prova, mentre la donna, che all’epoca aveva 57 anni, è tornata sui banchi di scuola ad insegnare. Per lei, come aveva raccontato in seguito, quello era stato un episodio inaspettato e penoso: “Quando me ne sono accorta è stato un momento di profondo dolore è stata una cosa improvvisa, inaspettata, imprevedibile”, aveva commentato.

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