Presentato dalla Commissione Europea il Piano d’Azione per l’Economia Sociale.

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Lo scorso dicembre la Commissione Europea ha presentato il Piano d’Azione per l’Economia Sociale. Si tratta di un documento molto importante con obiettivi e linee guida che aggiorna il Social Business Initiative del 2011. Il nuovo piano non contiene più misure dirette ma linee d’azione che la Commissione vuole intraprendere entro il 2023. Questo documento tuttavia si segnala non tanto per la sua importanza burocratica, che probabilmente si rivelerà molto importante, ma per la differenza d’approccio che l’Unione mostra nei confronti dell’Economia Sociale in particolare di fronte all’imminente necessità di ricostruire il sistema europeo postpandemico. L’Economia Sociale, di cui l’Unione dà una definizione larga estesa anche a tutte le forme di cooperative oltre che a mutue, fondazioni,imprese sociali e associazioni non profit, è vista non più come un orpello rispetto all’ economia della finanza e delle imprese tradizionali ma come un modello co-protagonista di un nuovo sistema con cui organizzare società e mercato. L’Unione in particolare prende atto di quanto i soggetti dell’Economia Sociale siano stati capaci di resistere alla crisi mostrando, anche di fronte alle difficoltà, particolare capacità creativa e solidità. “L’altra economia”, spesso considerata “ ornamentale” e relegata nell’immaginario collettivo alla beneficenza, nel momento in cui molte cose sono crollate non solo è restata in piedi ma ha saputo mostrare la tempra costruita con decenni di lavoro e sacrifici dalle tante realtà che la compongono. L’Unione, erede e co-costruttore delle politiche di welfare nazionali importantie soggetto ancora molto autorevole tra quelli in grado di assicurare la qualità della vita, ha preso atto del merito che il vasto mondo dell’economia sociale ha saputo ottenere sul campo.

Le organizzazioni dell’Economia Sociale in Europa sono 2,8 milioni e offrono lavoro a 13,6 milioni di persone. La Commissione è concorde nel riconoscere alle realtà di questa economia un ruolo importante nell’inclusione sociale e individua i suoi soggetti di questo settore come fautori di una partecipazione attiva della società civile in grado di sviluppare e incrementare il welfare e rigenerare ambiente e spazi urbani.

L’Action Plan è stato in parte già annunciato dal Pilastro Europeo sui Diritti Sociali in cui è scritto: “L’economia sociale è in grado di dare forma ai principi contenuti nel Pilastro Europeo dei Diritti Sociali e assicurare il successo del relativo Piano di Azione del 2021 e degli obiettivi fissati per il 2030».

Lo scopo del Piano è infatti quello di «rafforzare l’innovazione sociale, supportare lo sviluppo dell’economia sociale e accelerare il suo potere trasformativo». In particolare la Commissione ritiene che l’Economia Sociale sia in grado di favorire la trasformazione che porterà a un nuovo modello di sviluppo e si affida alla sua capacità di generare innovazione generando in particolare soluzioni che nascono dal basso, elemento particolarmente fondamentale per risolvere i problemi di natura sociale.

Il Piano d’Azione Europeo per l’Economia Sociale, adottato dalla Commissione lo scorso dicembre, si presenta come un valido strumento con cui creare sinergie con la Next Generation Eu e il PNRR.

L’Action Plan specificatamente prevede:

1) l’istituzione entro il 2022 del Centro europeo di competenza per l’innovazione sociale.

2) la creazione di un nuovo portale dell’Unione in grado di consentire agli attori dell’economia sociale di trovare tutte le informazioni riguardanti finanziamenti, formazione, politiche e iniziative UE legate al settore.

3)per gli anni che vanno dalla fine 2021 al 2027 un aumento dello stanziamento a favore dell’Economia Sociale con risorse superiori ai 2,5 miliardi elargiti nel periodo 2014-2021.

4) Entro il 2023 la Commissione presenterà al Consiglio le condizioni quadro dell’economia sociale.

Sarà inoltre fondamentale creare sistemi fiscali adatti alla fisionomia dei soggetti dell’ Economia Sociale e alle loro specificità. Incentivare le buone pratiche in materia di pubblici appalti. Razionalizzare e agevolare il sistema di incentivazione a favore dell’economia sociale da parte dello Stato e di altri soggetti della Pubblica Amministrazione. L’auspicio è quello di coinvolgere in maniera crescente il mondo dell’Economia Sociale con le sua varie realtà nella creazione di obiettivi comuni da realizzare con le politiche pubbliche. L’ Economia Sociale è individuata come soggetto in grado di rispondere a sensibilità che chiedono sistemi alternativi rispetto a quelli tradizionali oramai logori, in particolare per quello che attiene il delicato tema della protezione sociale anche nelle sue possibilità innovazione.

L’obiettivo indiretto, ma forse più importante del Piano sembra comunque quello di favorire una nuova cultura dell’economia e dell’imprenditoria sociale capaci proprio per questo di mobilitare capitale privato e facilitare una sempre più ricca misurazione e gestione dell’impatto sociale.

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